Grand Hotel di S.Pellegrino, anche QC Terme fra gli interessati alla riapertura

Eleonora Busi 21/04/2020 0 commenti

Nonostante l'emergenza sanitaria, San Pellegrino Terme inizia a vedere uno spiraglio di riapertura per il suo storico e maestoso Grand Hotel. Le proposte, ad oggi, sono quattro: le prime due – una società di Torino e un gruppo di cliniche – avevano manifestato il proprio interesse già nel 2019, mentre gli ultimi a mettersi in corsa sarebbero un gruppo di operatori del settore alberghiero-turistico e QC Terme, lo stesso gestore della Spa del paese che è di proprietà del Gruppo Percassi.

Quest'ultima è sicuramente una novità interessante dal momento che QC Terme, fin dalla sua apertura a San Pellegrino, ha registrato un gran numero di presenze – 180 mila soltanto l'anno scorso. Recentemente, inoltre, ha ampliato i suoi spazi aggiungendo servizi nel vicino Casinò Comunale aggiungendo un percorso benessere e uno culturale che vedrà un ulteriore potenziamento con l'inserimento di un'area verde relax e di un Light Cafè.

Stiamo preparando il bando di gara vero e proprio – ha spiegato il sindaco di San Pellegrino Vittorio Milesi a L'Eco di Bergamoin modo da essere pronti non appena usciremo dall’emergenza sanitaria. Ovvio che prima di questa situazione eravamo più fiduciosi e la soluzione per la riapertura del Grand Hotel sembrava veramente a portata di mano. Ora vedremo l’evolversi dell’emergenza. La volontà è comunque quella di proseguire, con l’auspicio che le quattro offerte ora si concretizzino in un progetto”.

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Le quattro proposte, formalizzate in Comune, potrebbero tramutare il gioiello liberty brembano in differenti realtà. La società torinese vorrebbe nei suoi spazi un albergo dedicato gli anziani, mentre l'altro gruppo ne farebbe una clinica orientata verso il settore sanitario. QC Terme, in maniera piuttosto intuibile, guarderebbe in direzione di una funzione alberghiera legata al settore del benessere. Il bando, che sarà comunque aperto a qualsiasi altro operatore – ha continuato Milesi – prevederà sia il completamento dei lavori sia la gestione della struttura. Metteremo a disposizione dell’operatore tre milioni di euro regionali, il resto dovrà aggiungerlo il privato”.

Il colosso del liberty italiano è chiuso ormai dal 1978, ma dal 2016 è in ristrutturazione finanziato da fondi statali per 18 milioni di euro. Ma per il suo completamento ne servono almeno altri 26 milioni, di cui 3 già stanziati da Regione Lombardia. Il privato potrà comunque intervenire a più lotti – ha continuato il sindaco – ma il primo step, per poter usufruire dei tre milioni regionali, dovrà essere almeno di 8-10 milioni di euro”.

Nel frattempo, i lavori di consolidamento dell'edificio – a cura della ditta Intercantieri Vittadello di Padova – si sono interrotti causa Covid: la conclusione iniziale era prevista fra maggio e giugno, ma ora potrebbero terminare entro la fine dell'anno e rendere così subito disponibile il piano rialzato dell'hotel. Il Comune, inoltre, sta provvedendo all'appalto dei lavori per la sistemazione delle aree esterne per un importo complessivo che ammonta a circa 562mila euro.

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