Un uomo è finito a processo con l’accusa di violenza sessuale ai danni della figlia, che avrebbe subito abusi quando aveva nove anni. La vicenda, riportata da L’Eco di Bergamo, sarebbe emersa in seguito al racconto della bambina alla madre, dopo un sabato trascorso con il papà.
Secondo quanto ricostruito nell’ambito dell’inchiesta, gli episodi contestati risalirebbero al 23 febbraio 2025, durante un soggiorno della piccola presso l’abitazione della nonna paterna, in un paese della Valle Brembana, dove viveva anche il padre. Nel frattempo l'uomo è sottoposto a divieto di avvicinamento.
La minore avrebbe successivamente raccontato alla madre quanto accaduto, riferendo anche altri comportamenti che sarebbero stati messi in atto dal padre. L’uomo, secondo il racconto della bambina, l’avrebbe lasciata sola di notte per andare ad acquistare delle sigarette. La mattina successiva, inoltre, le avrebbe imposto di restare in camera, reagendo poi con rabbia quando la nonna, al suo rientro, avrebbe invitato la piccola a uscire dalla stanza per mangiare delle fragole. Le dichiarazioni rese dalla bambina costituiscono parte degli elementi raccolti dagli investigatori e saranno valutate nel corso del procedimento giudiziario.
Stando alle prime informazioni, la madre si sarebbe rivolta ai Carabinieri dopo aver appreso il racconto della figlia. L’indagine avrebbe inoltre preso in considerazione ulteriori circostanze riferite dalla minore, che avrebbero contribuito alla ricostruzione dei fatti contestati.
Il procedimento per violenza sessuale aggravata è seguito dalla Corte d'assise di Bergamo. La vicenda resta ora affidata alla valutazione della magistratura, chiamata ad accertare le responsabilità sulla base degli elementi acquisiti e delle prove che emergeranno nel corso del processo. L'udienza sarà il 2 novembre, quando a parlare sarà l'imputato.





