“Nella contrada Regorda di Corna Imagna il mestiere del muratore non era soltanto un lavoro, ma un’eredità”. Qui è cresciuto Pietro Invernizzi, "pecapride", immerso fin da bambino in un ambiente dove la pietra era lingua quotidiana e le mani degli uomini modellavano la valle. “In contrada tutti facevano i muratori" racconta. E lui, accanto al padre, ha cominciato presto a conoscere gli strumenti, le tecniche e il rispetto per un materiale che da secoli definisce l’identità della Valle Imagna.
Con il boom economico tra gli anni Sessanta e gli Ottanta, il paesaggio e l’edilizia cambiano rapidamente: è il tempo del cemento, delle nuove costruzioni veloci, e la capacità di lavorare la pietra diventa sempre più rara. Ma negli anni Novanta avviene un’inversione di tendenza. Cresce il desiderio di recuperare le architetture tradizionali, i muri a secco, i tetti in piöde. Pietro coglie il momento e, con la sua impresa, decide di seguire questa rinascita, mettendo sempre al centro l’amore per la sua terra e per la cultura materiale che la caratterizza.
Da questa passione nasce il suo lavoro più particolare: riprodurre in scala 1:10 opere dell’edilizia rurale della Valle Imagna (tribuline, stalle, campanili, fontane e chiese) utilizzando pietra locale, pezzo dopo pezzo, con una fedeltà quasi maniacale. Spiega: “Non si tratta infatti di semplici modellini: ogni miniatura contiene lo stesso numero di pietre dell’originale”. Per realizzare il campanile di San Piro, ad esempio, Pietro ha impiegato 600 ore di lavoro, assemblando uno per uno 6.000 pezzi. “Se dovessero crollare le strutture originali, potrebbero far riferimento ai miei modelli per ricostruirle”, dice ridendo.
All’interno delle sue opere compaiono anche dettagli sorprendenti: minuscoli affreschi, utensili, perfino lo stracchino appoggiato sulle mensole di legno. Queste creazioni - sette in totale - sono esposte a Corna Imagna (in località Cilipiano, presso l'ex trattoria Pizzagalli), accanto a sedici pannelli dedicati ai vari paesi della valle con i testi di Paolo Manzoni.
L’inaugurazione è avvenuta sabato 29 novembre, accompagnata da una degustazione di formaggi locali. Ma la mostra resterà aperta fino al 6 gennaio 2026, con i seguenti orari: sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18; negli altri giorni su appuntamento chiamando il numero 339.4381730. All’interno del programma è previsto anche un appuntamento speciale: il simposio di scultura del 28 dicembre, dalle 9 alle 17, con la partecipazione del gruppo “Geppetti Arte sul Serio”.




