Centri estivi, in Valle Imagna-Villa d'Almè si riparte in sicurezza: 28 le proposte dei Comuni

Eleonora Busi 25/06/2020 0 commenti

In tempo di post-coronavirus, quale sarà il destino di CRE e centri estivi in generale? In alcune realtà la sospensione di certi servizi è risultata inevitabile: troppe responsabilità, nessuna garanzia, poca chiarezza circa i protocolli da tenere. In altre realtà ci si è mossi, invece, con diverse iniziative. L'Azienda Speciale Consortile Valle Imagna – Villa d'Almè ha deciso di muoversi creando un tavolo di raccordo per tutti i venti Comuni dell'Ambito, facendo in modo di veicolare tutte le indicazioni e linee generali sanitarie con l'obiettivo di supportare enti, associazioni, parrocchie e Comuni che nei diversi territori sono stati chiamati a sperimentarsi in una proposta estiva dedicata a bambini e ragazzi in età scolare.

Attualmente sono ben 28 le proposte messe a punto: in alcuni Comuni dove non esiste una reale necessità a causa di numeri poco significativi non è stata avanzata alcuna attività, mentre altri hanno deciso di collaborare fra loro per ampliare l'offerta. In altri casi, ancora, enti privati e Parrocchie hanno scelto di aderire al tavolo di regia per dare il proprio contributo. “Ogni Comune ha cercato prima di tutto di individuare quelle che erano le risorse presenti sul territorio – spiega Silvia Togni dell'Azienda Speciale Consortile – Il che significa intercettare associazioni, parrocchie e cooperative che già lo abitano, per cercare di costruire una rete con la quale poi istituire quelli che ora si chiamano 'Centri Ricreativi Diurni'”.

All'origine del tavolo di raccordo vi è un questionario, proposto a maggio dall'Azienda Speciale Consortile destinato alle famiglie residenti nell'Ambito, con l'obiettivo di scattare una fotografia dei bisogni ed equilibri delle famiglie con minori dai 0 ai 17 anni. “Grazie all'altissima adesione, 1.007 famiglie, e ai dati che abbiamo ricevuto, siamo ripartiti a costruire insieme ai territori le diverse esperienze estive che stanno prendendo forma in questi giorni – continua Togni – Il mese protagonista sarà luglio, che potrebbe protrarsi fino alla prima settimana di agosto. Alcuni territori, in particolare quelli più piccoli, invece che investire in progetti più elaborati hanno scelto di organizzare delle attività sporadiche aggregative, come ad esempio un pomeriggio di lettura al parco.

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Gli obiettivi del tavolo di regia sono, in sintesi, due: il primo è stilare una serie di criteri e linee guida che chi organizza deve seguire al fine di garantire delle attività sicure, il secondo è tentare di contenere i costi per non gravare troppo sulla situazione economica di ogni famiglia, soprattutto in tempi post-Covid. “Criteri di accoglienza, rapporto operatori-ragazzi, attività da organizzare a seconda della fascia d'età, volontari: sono tutte linee guida che siamo andati man mano a definire nel corso delle ultime settimane – spiega Togni – La fatica più grande è dipesa dai protocolli di sicurezza che continuavano a cambiare, senza essere troppo specifici, perciò anche la programmazione si è di conseguenza rallentata. Ora ci troviamo in una fase di assestamento, ATS ha emanato linee definitive e dunque stiamo ultimando l'organizzazione”.

Alcuni territori, inoltre, hanno deciso di coinvolgere i giovani maggiorenni del paese, che ha permesso di dare un taglio non indifferente ai costi dei servizi privilegiando quindi la loro attività di volontariato. “La qualità, in ogni caso, non viene inficiata e anzi viene garantita perché ogni servizio comprende almeno una figura di coordinatore pedagogico”, precisa Togni. Gli adolescenti invece, una volta anche loro impegnati nella gestione dei bambini più piccoli, potranno ugualmente dedicarsi al proprio territorio mettendosi in gioco in una serie di progetti e attività, come ad esempio occuparsi di aree pubbliche, parchi e giardini.

Altro tassello chiave sono le pre-iscrizioni, fondamentali per un'organizzazione precisa delle attività ricreative. “Questo sistema ha permesso di costruire una proposta che fosse il più centrata possibile rispetto ai bisogni delle famiglie – conclude Togni – All'interno delle iniziative c'è anche l'attenzione all'inserimento di minori con disabilità, ovviamente accompagnati da figure professionali adeguate. Nonostante la fatica e il cambio di rotta, questo è stato un momento molto importante in cui è emersa una forte volontà da parte dei Comuni e di tutti gli attori di mettersi in rete per cercare di lavorare insieme e provare a dare la possibilità alle famiglie di alleggerirsi e ai ragazzi di trovarsi, socializzare e vivere insieme dopo mesi di lockdown”.

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