Fuipiano e il muro delle polemiche, il sindaco rassicura: ''troveremo soluzioni architettoniche''

Eleonora Busi 01/09/2020 1 commenti

Arnosto, storica contrada della bella Fuipiano Valle Imagna, torna a far parlare di sé. Il tema è, ancora una volta, il muretto di cemento armato realizzato di fronte al gioiello architettonico, oggetto di aspre polemiche social fin dai primi giorni di cantiere del progetto di rilancio e valorizzazione dell'area, denominato “Berghemhaus”. Polemiche che, con il recente termine del primo lotto di lavori, sono tornate prepotentemente a farsi strada sui social.

Ma andiamo con ordine: perché la struttura è stata realizzata? A rispondere, al tempo, era stato il sindaco in persona, Valentina Zuccala, che aveva sottolineato come il muretto fosse necessario per ragioni di sicurezza quando sono stati rialzati gli ambienti interrati, per garantirne l'agibilità ed evitare incidenti vista la presenza di una scala a cielo aperto. A gennaio, il primo cittadino aveva assicurato che “tutto quello che viene realizzato ora sarà poi interrato e nascosto agli occhi dei visitatori”.

Proprio quest'ultima affermazione ha alzato un nuovo polverone. Il primo lotto di lavori, infatti, si è da poco concluso e il muretto della discordia ancora "troneggia", ravvivando le braci di una protesta che gli eventi dei mesi scorsi avevano soltanto assopito. A placare le proteste è ancora il sindaco Zuccala, che afferma: “Per la questione “muro”, si conferma e si ribadisce che nell'ambito del completamento del progetto sono allo studio e al vaglio la messa in opera di soluzioni architettoniche che possano sposare gli obblighi igienico sanitario e di sicurezza vigenti con il rispetto dell'architettura degli edifici ristrutturati”.

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Zuccala invita a non soffermarsi solamente sul muretto, ma ad osservare il progetto nella sua interezza. “È vero che “il muro” è oggi l'elemento per cui i più, poco informati o finti tali, si stanno stracciando le vesti – afferma – ma è solo un particolare che oltretutto è destinato a non restare così come lo vediamo oggi. Arnosto è una contrada storica, un tempo stazione doganale fra la Serenissima ed il Ducato di Milano, oltre ad essere uno degli scorci più belli dell'intera Valle Imagna, tanto da essersi guadagnato l'appellativo di “tetto della Valle Imagna”.

"Fino alla fine del Novecento - prosegue Zuccala - non era altro che una contrada abbandonata e in decadenza. Il sindaco di allora, il Dr. Testa, con la sua Amministrazione comunale decise di invertire la rotta acquisendo gli stabili ed effettuando l'intervento di recupero e restauro dell'intero nucleo di edifici, grazie al contributo regionale dell'”Anno della montagna”. Se l'Amministrazione del tempo non fosse intervenuta – sottolinea Zuccala – oggi Arnosto sarebbe un cumulo di macerie. Anche all'epoca l'intervento ha ricevuto le sue critiche, ma per fortuna in quei giorni non c'erano social o quantomeno non se ne faceva un uso così smodato. E allora tutti coloro che hanno sempre tenuto ad Arnosto, dov'erano e cosa hanno fatto?”.

Così come allora, il nuovo progetto ideato dal Centro Studi Valle Imagna ha come obiettivo quello di rilancio e valorizzazione dell'intera contrada storica. “Berghemhaus” sarà un centro di accoglienza turistica, ma al tempo stesso ristorante, museo, albergo e spazio per attività. Fulcro principale sono il recupero e la valorizzazione degli oggetti di lavoro contadino che negli anni gli “Amici di Arnosto” hanno raccolto e classificato con cura, esponendoli presso il Museo Etnografico nei locali del Comune e oggi oggetto di ristrutturazione.

Il progetto di rivitalizzazione e rifunzionalizzazione della Contrada, dal valore economico pari ad 1 milione i euro, è importante per Fuipiano e per la Valle Imagna, in cui il Comune, la Comunità Montana ed il Centro Studi Valle Imagna hanno creduto e credono molto – spiega il primo cittadino – Si tratta della realizzazione di un centro di animazione culturale di promozione e di accoglienza nella contrada di Arnosto, che sarà principalmente rivolto al mondo ormai scomparso dei bergamini di cui Fuipiano e Arnosto sono stati testimoni e protagonisti. Voglio ricordare che i Bergamini erano allevatori transumanti che trascorrevano l'estate nelle case e sui pascoli di proprietà nei territori di Fuipiano e l'inverno migravano nelle pianure lombarde”.

Il progetto si sviluppa su due lotti: il primo per i lavori previsti dall'appalto e dal finanziamento a valersi sul bando Regionale demoninato “Sviluppo delle Valli Prealpine”, che ha visto la chiusura dei lavori durante l'estate 2020, mentre il secondo verrà realizzato a cura del Centro Studi Valle Imagna a fronte di un accordo di programma già firmato nel 2018, anche con la Comunità Montana Valle Imagna, che ha riconosciuto la valenza e validità del progetto anche per il territorio vallare, e del finanziamento che il Centro Studi ha ottenuto da Fondazione Cariplo. I lavori di quest'ultimo lotto dovrebbero prendere il via fra la fine del 2020 e l'inizio del 2021 e proseguire per un paio d'anni.

Quest'ultimo cantiere dovrebbe essere, dunque, quello decisivo per chiudere una volta per tutte la “questione muro”. “Il sindaco e l'Amministrazione comunale sono naturalmente a disposizione per eventuali, ulteriori chiarimenti – conclude il sindaco, che aggiunge – Citando un proverbio cinese, invito tutti a voler “guardare la luna e non al dito che la indica”.

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COMMENTI

Carlo57 07/09/2020

Comprendo che da quando non c'è più la possibilità di confrontarsi con il compianto Soprintendente Puglielli, molto disponibile per ogni dubbio, addirittura sia telefonicamente che personalmente presso la sede dell' Ordine degli Architetti di Bergamo, anche il più banale dei problemi diviene ora complicato. Per sopperire alle lungaggini odierne della Soprintendenza, bastava che la Commissione Paesaggistica Comunale a suo tempo imponesse una semplicissima ringhiera in ferro battuto al posto del monolitico e invadente manufatto in cemento armato intonacato. Inutile piangere sul latte versato: il Comune non può demolire forse perché ha speso i soldi dei Cittadini, quindi non riuscendo ad accollare i costi ad un capro espiatorio, lascerà le cose come stanno o, peggio ancora, chiederà un rivestimento in pietra locale del muro, magari "per meglio integrarlo nel contesto storico limitrofo". SIC TRANSIT GLORIA MUNDI...

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