Novità per i piccoli Comuni: fondi, aumento indennità e riqualificazione energetica per le scuole

Eleonora Busi 19/12/2019 0 commenti

Dal decreto fiscale legato alla manovra di bilancio, diventato legge con il voto di fiducia al Senato martedì, arrivano delle buone notizie per tutti i piccoli Comuni – Valli Brembana e Imagna compresi. Sono quattro le novità: la prima riguardante il Fondo di solidarietà comunale, la seconda il nuovo fondo di tesoreria comunale, il terzo l'aumento di indennità per i sindaci ed infine il quarto il fondo unico per riqualificazione energetica.

Andando con ordine, la prima manovra riguarda il Fondo di solidarietà comunale. “A partire dal 2020 – ha spiegato Alberto Mazzoleni, vicepresidente nazionale e regionale di Uncem, Unione nazionale comuni comunità enti montani – il fondo viene aumentato di 5,5 milioni di euro. Si tratta di risorse destinate ai Comuni fino a 5.000 abitanti che presentino un valore negativo del Fondo di solidarietà comunale”.

Quei Comuni che, cioè, non percepiscono per adesso alcuna risorsa da questo fondo. “Certo, cinque milioni e mezzo sono briciole rispetto alle esigenze reali – ha proseguito Mazzoleni – Ma, come si dice, meglio di niente”. Nonostante l'intervento, resta comunque un nodo da sciogliere, ovvero quello relativo ai prelievi imposti ai Comuni montani “che, pur dovento gestire grossi servizi turistici, si sono trovati a dover versare nelle casse del fondo cifre imponenti, che sfiorano quasi un terzo dell'intero gettito Imu” ha aggiunto il vicepresidente.

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Dal fronte tesoreria, invece, verrà concesso ai Comuni di affidare i propri servizi non solo agli istituti bancari, ma anche a Poste Italiane: una manovra che Uncem aveva già richiesto in passato ed era già stata sancita nel patto degli Enti locali con Poste. “È una novità importante – ha spiegato Mazzoleni – poiché l'accordo con Poste Italiane prevede, almeno sulla carta, una gestione del servizio tesoreria completamente gratuito per i Comuni. Attualmente i pochi istituti di credito interessati alla gestione chiedono infatti, nella gran parte dei casi, un contributo ai Municipi”.

Per quanto riguarda invece l'indennità dei sindaci, è previsto un contributo statale di dieci milioni di euro per alzarla nei Comuni fino a 3.000 abitanti: ciò permetterà di raggiungere l'85% dell'indennità spettante ai sindaci dei Comuni fino a 5.000 abitanti. A conti fatti, ciò dovrebbe corrispondere a circa 1.400 euro netti. “Peccato non sia stata prevista anche la reintroduzione dell'indennità per i presidenti della Comunità Montane – aggiunge il vicepresidente – che dal 2010 non percepiscono più alcun contributo”.

Altra novità riguarda il rifinanziamento per 6 milioni di euro per il 2019 e di 10 milioni annui dal 2020 al 2025 per il fondo unico per la riqualificazione energetica delle scuole pubbliche. “Molte opportunità di riforma a sostegno strutturale, perché è strutturale la parola chiave, sono però rimaste incompiute – ha spiegato Mazzoleni – E, purtroppo, positivi interventi normativi degli ultimi anni sono attuati in parte o per nulla. Un caso su tutti quello della legge nazionale 158/2017 sui piccoli Comuni: servono i decreti attenuativi”.

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(Fonte: L'Eco di Bergamo)

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