Secondo incontro del ciclo di appuntamenti dedicati al futuro della Paladina-Sedrina oggi, sabato 19 settembre, presso la Sala Civica di Almè e che ha coinvolto, più in generale, le criticità che da anni affliggono la viabilità in Valle Brembana e nei territori vicini. Focus di oggi il rapporto tra traffico e inquinamento, con un accento particolare sulla massiccia presenza di veicoli che, quotidianamente, soffoca i centri abitati di Almè, Villa d'Almè, Paladina e Valbrembo.
"Questo appuntamento è stato dedicato ad approfondire i problemi legati al forte impatto ambientale provocato dal transito giornaliero di oltre 60 mila veicoli nei nostri territori e alla necessità di interventi strutturali," ha così aperto il sindaco di Almè, Massimo Bandera.
“Un punto sull'analisi della situazione ambientale e il livello di inquinamento dell'aria e acustico dovuto all'attuale livello di traffico, che mette fortemente a rischio la salute dei cittadini. Dopo l'incontro a San Pellegrino, la Provincia ha riconosciuto all'unanimità da tutte le forze politiche il progetto della Tangenziale Sud come una priorità assoluta del territorio. Lungo le strade dei comuni Coinvolti passano anche 70.000 veicoli al giorno, di cui circa 30.000 e leggeri, mettendo fortemente a rischio la salute dei circa 20.000 abitanti di questa area. Priorità e responsabilità assoluta dei sindaci è tutta la materia riguardante la salute pubblica - ha continualo Bandera - ma con i nuovi parametri stabiliti dalle norme Nazionali non siamo più in grado di garantire un livello di tutela ambientale adeguato”.
Per questo motivo i Comuni di Almè, Villa d'Almè, Paladina e Valbrembo hanno richiesto uno studio ambientale e una tavola rotonda che sensibilizzi la cittadinanza e le varie realtà economiche, produttive e sociali sulla attuale situazione, in vista dell'incontro che si terrà sabato prossimo in Provincia, con al centro della discussione il progetto della Tangenziale Sud. Per Lega Ambiente, è stato ricordato, l'inquinamento atmosferico è il più alto livello di inquinamento ambientale, circa il 57%, e quello con maggiore incidenza sulle cause di morte prematura di persone e animali.
Il protocollo di intesa tra i sindaci dei 4 Comuni ha richiesto ad ARPA un monitoraggio sull'aria, da cui emerge una emergenza sanitaria del territorio. Secondo i dati comunicati da Umberto Dal Santo di ARPA, pur essendoci un lieve miglioramento dei dati registrati mediamente in Regione e un sostanziale allineamento della provincia bergamasca, resta preoccupante il dato relativo alle polveri sottili che sono ampiamente sopra i livelli limite. Dato che non tende a migliorare, se non in alcuni periodi dell'anno, e che con le nuove norme nazionali risulterà ancora più lontano dai livelli massimi di salute pubblica.
Il traffico incide per circa il 18% in modo diretto sull'inquinamento dell'aria attraverso l'emissione dei gas di scarico, dell'usura dei pneumatici e il consumo dei freni con la produzione di polveri, ma nello stesso tempo bisogna aggiungere il danno che le polveri creano mescolandosi con altre sostanze nel momento in cui atterrano sul terreno, aggravando la situazione. I soli ossidi di Azoto sono attualmente per circa il 58% causati dal traffico su strada. “A breve - conferma Dal Santo - solo il 15% delle aree con stazioni di rilevamento potranno rientrare nei limiti dei nuovi parametri, e in tutta la Provincia di Bergamo è stata superata per più di 80 giorni la soglia di inquinamento atmosferico che non dovrebbe superare i 25 giorni in un anno”.
Ma anche la situazione dell'inquinamento acustico non è rosea. Per Paolo Grimaldi, estensore zonizzazione acustica di Almè , “le estensioni del traffico danno una indicizzazione precisa dell'inquinamento acustico. Non c'è una grossa differenza tra giorno e la notte per quanto riguarda il rumore. I valori sono costanti e in linea di massima lo sono anche nei periodi del fine settimana. A volte cambia il numero dei veicoli, ma a questo corrisponde un più alto livello della velocità dei passaggi che fa aumentare le soglie del rumore.”
Attualmente le soglie massime consentite sono di 55 decibel nelle ore diurne che scendono a 45 in quelle notturne dalle 22 alle 6 del mattino. Ma la realtà è ben diversa con 67,1 decibel registrati consuetamente di giorno e i 61,9 delle ore notturne. Urge quindi presentare un piano di risanamento di tutta la situazione e per tutta l'area. Come ha spiegato Giuseppe Viganò, di Pro Iter Srl, il progetto della 3^ parte della tangenziale potrebbe modificare questa situazione.
Il progetto dovrà affrontare ora l'iter di approvazione che è comunque un percorso lungo (ipotizzati 3 anni) e poi ci sarà la parte attuativa (altri 15 anni presunti di lavori), ma le conseguenze dovrebbero essere comunque positive con una riduzione del 50% di tutto il traffico nei centri abitati, sia in salita verso le valli che in discesa e, per gran parte di esso, sviluppato in galleria o in trincea. “6,5 km sviluppati in galleria - conferma l'ing Viganò - con un sistema moderno di smaltimento delle polveri che non presenti fumaioli di scarico o uno scarico nella parte di uscita delle gallerie e una diminuzione radicale del traffico di passaggio attraverso i centri cittadini”
L'esperienza della variante di Zogno è stata presentata dal sindaco Giuliano Ghisalberti, che ha descritto la realtà zognese in termini positivi, sia per la qualità della vita raggiunta, sia in termini di sicurezza che per l'innalzamento della qualità dei servizi diventati più attrattivi, sia per i turisti che per le imprese e per i cittadini.
Presenti all'incontro anche i consiglieri regionali Jonathan Lobati e Alberto Mazzoleni di Regione Lombardia. Per Lobati “È fondamentale fare squadra e lavorare sul progetto esistente, possibilmente portando migliorie condivise come eventuali coperture del percorso in trincea o l'allungamento del tracciato, ma senza ipotizzare progetti alternativi che allungherebbero solo i tempi e non sarebbero realistici. È vero che i costi sono alti, ma non si discostano dai costi di altri interventi già realizzati o in fase di realizzazione in Regione. Se le opere son necessarie devono essere fatte.” Mazzoleni ha inoltre ricordato che il progetto è in discussione da molti anni e che è ora è il momento di andare in approvazione.






