Violenza sulle donne: ogni giorno 10 richieste di aiuto a Bergamo, 170 denunce nell'ultimo mese

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, i Carabinieri di Bergamo tracciano un bilancio delle principali attività svolte nell'ultimo mese.
25 Novembre 2025

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Comando Provinciale Carabinieri di Bergamo ha tracciato un bilancio delle principali attività svolte nelle ultime settimane nell’ambito dei procedimenti penali afferenti al cosiddetto “codice rosso”, a tutela delle vittime di violenza di genere. I risultati conseguiti nell’ultimo mese rispecchiano un trend in tendenziale aumento rispetto al passato, probabilmente associato ad un aumento delle denunce, scaturito da una maggiore presa di coscienza e di fiducia nella rete antiviolenza da parte delle vittime.

In particolare, nel periodo compreso tra il 23 ottobre e il 25 novembre, i reparti dipendenti hanno deferito all’Autorità Giudiziaria oltre 170 persone: si tratta di procedimenti che, in alcuni casi, hanno condotto all’emissione di misure cautelari personali disposte dal GIP, a seguito delle richieste formulate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, in base alle denunce e alle approfondite risultanze delle indagini condotte dai Carabinieri.

Tra i casi più significativi delle ultime settimane, uno rilevato anche nelle nostre valli: la Compagnia di Zogno è intervenuta ad Almenno San Salvatore il 22 novembre 2025, dove un uomo è stato destinatario della misura dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa ed applicazione del braccialetto elettronico, per reati di maltrattamenti nei confronti della compagna.

"L’elevato numero di procedimenti trattati in queste poche settimane - fanno sapere i Carabinieri - testimonia comunque l’immane sforzo richiesto a tutti gli Enti ed Istituzioni che, come l’Arma dei Carabinieri, formano la Rete Provinciale Antiviolenza e ogni giorno si impegnano ad affrontare un numero crescente di casi: si tratta di attività eterogenee ed onerose quali l’acquisizione delle denunce, la ricerca degli indizi di colpevolezza, l’applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati, l’adozione di misure tutorie nei confronti delle vittime, attraverso la vigilanza e protezione della loro persona e delle loro abitazioni: basti pensare che, ogni giorno, il Comando Provinciale mediamente esamine la posizione di 10 donne vittime di violenza per valutare l’adozione di eventuali misure tutorie nei loro confronti, per poi portare le loro situazioni all’attenzione del Comitato Provinciale per L’Ordine e la Sicurezza Pubblica".

Tutti gli interventi avvengono attraverso l’attento coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, in particolare grazie ai magistrati che costituiscono il cosiddetto “Pool fasce deboli”, nonché in sinergia con le associazioni che costituiscono la rete dei centri antiviolenza, i servizi sociali e le strutture sanitarie, che pure svolgono un ruolo fondamentale e complementare nella lotta alla violenza contro le donne, al fine di assicurare un percorso di protezione e ascolto alle vittime, incoraggiandole a denunciare e a non rimanere sole. Parallelamente, sul piano preventivo, previa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, vengono trasmesse al Questore le proposte di ammonimento degli indagati per i reati di violenza di genere.

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