I primi baccelli sono spuntati e la coltivazione del fagiolo è avviata: ha preso ufficialmente avvio la sperimentazione sul campo volta a creare una filiera locale dei legumi del Parco dei Colli di Bergamo, iniziativa promossa dall’Ufficio Agricoltura, e sostenuta da Fondazione Cariplo attraverso un bando che vede la partecipazione del Comune di Bergamo, la collaborazione del Biodistretto e il coinvolgimento iniziale di dieci aziende.
Dopo la fase propedeutica, che ha visto il confronto con gli agricoltori, lo studio delle caratteristiche delle colture e la selezione delle varietà più adatte, si entra ora nel vivo del progetto con le prime coltivazioni. I risultati di queste prove, inizialmente su scala ridotta, permetteranno di valutare la resa nei diversi terreni, l’impegno richiesto alle aziende e la redditività della produzione. Elementi necessari per capire come costruire una filiera che unisca tutela del territorio, sostenibilità economica e alimentazione di qualità.
«La cintura verde di Bergamo e delle aree limitrofe può diventare sempre più una risorsa sempre più importante per l’alimentazione delle nostre comunità. È questa l’ambizione che ci guida: produrre cibo locale, sano e sostenibile, facendo della tutela del territorio un’opportunità di lavoro per gli agricoltori e di benessere per le persone. Ringrazio le aziende agricole che hanno scelto di mettersi in gioco, i Comuni che condividono questo obiettivo, Fondazione Cariplo per il sostegno e tutti i partner che contribuiscono con competenze ed esperienza», afferma Oscar Locatelli, presidente del Parco dei Colli di Bergamo.
«Il Parco dei Colli ha avviato dieci anni fa una politica di maggiore attenzione sul tema del cibo, in continuità con il lavoro svolto dall'amministrazione di Bergamo, politica che ha portato a tutelare molte nuove aree nei suoi comuni, redigendo la Carta di tutela delle aree periurbane e avviando proprio su queste aree la sperimentazione per la filiera corta dei legumi assieme agli agricoltori. Siamo partiti dai fagioli, ma altre colture tipiche del nostro territorio saranno sviluppate con la collaborazione dei Comuni, delle aziende e delle Associazioni di categoria», afferma Angelo Colleoni, consigliere del Parco dei Colli di Bergamo.
«L’Ufficio agricoltura del Parco ha seguito l’intero percorso progettuale, dagli studi e dalle verifiche preliminari al confronto con gli operatori locali – afferma il responsabile, Pasquale Bergamelli – Il primo obiettivo era individuare, tra fave, piselli, ceci, fagioli e lenticchie, il legume più adatto al territorio del Parco dei Colli, tenendo conto delle caratteristiche dei terreni, dei cambiamenti climatici e della sostenibilità della coltivazione. La scelta è ricaduta sul fagiolo nano borlotto, ritenuto il più indicato per avviare la sperimentazione».
Il Parco ha coinvolto dieci Aziende alle quali ha fornito gratuitamente le sementi per la sperimentazione; nove operano nel territorio del Parco e sono Frontemura al Monterosso (BG), Aretè a Torre Boldone, Mosaico alla Martinella (BG), Santinelli alla Madonna dei Campi (BG), Alessandro Rubis in Fontana (BG), Fratelli Tomaselli, Pisoni Silvia, Fratelli Colombi aziende in Valbrembo e Giavazzi a Ponteranica. La decima, la cooperativa sociale Biplano di Urgnano, permette di estendere la prova a terreni di pianura con caratteristiche simili a quelli dei Comuni interessati dall’ampliamento del Parco.
La raccolta è attesa per la fine di ottobre e consentirà di tracciare un primo bilancio della sperimentazione. I passaggi successivi prevedono l’acquisizione da parte del Parco di un’area di circa 1,5 ettari, l’ampliamento delle superfici coltivate, il coinvolgimento di altre aziende e la definizione degli aspetti legati alla meccanizzazione e alla commercializzazione del prodotto. La fase finale sarà dedicata alla messa a regime della filiera, con l’avvio della produzione su scala più ampia e un’ulteriore estensione dei terreni destinati ai legumi.




