A una brutta Atalanta non basta Scamacca: 3 a 2 a Cagliari che complica il finale di stagione

La Dea cade a Cagliari, buttando via una doppia rimonta e dando un indirizzo preciso al proprio finale di campionato.
27 Aprile 2026

La Dea cade a Cagliari, buttando via una doppia rimonta e dando un indirizzo preciso al proprio finale di campionato. Di fronte agli svarioni difensivi non basta la doppietta di Scamacca, la squadra di Palladino torna dalla Sardegna a mani vuote.

Qualche novità in casa atalantina: Krstovic lascia il posto a Scamacca, Zalewski fa lo stesso nei confronti di Raspadori. A seguito dell’infortunio di Bernasconi, Zappacosta si sposta a sinistra e Bellanova ritrova la titolarità in mezzo al campo. Fa lo stesso Pasalic a centrocampo, perché Ederson parte dalla panchina. Nei sardi, Esposito parte titolare accanto a Folorunsho e dietro a Mendy. Fuori Palestra, a destra c’è Ze Pedro.

L’inizio dei bergamaschi è sensazionale. Dopo 19 secondi, Adopo crossa sulla testa di Mendy che da solo in area incorna e porta in vantaggio i suoi. Il centravanti si ripete sette minuti dopo. Corner dalla sinistra, batti e ribatti in area e l’attaccante piazza la zampata vincente, 2 a 0. I giocatori dell’Atalanta semplicemente non ci sono, fantasmi travolti da due affondi in sette minuti. Il problema più grande è l’enorme fatica nella circolazione della palla, che viaggia praticamente sempre tra i difensori centrali e il portiere, senza arrivare in zone pericolose. In questa situazione, serve una giocata individuale e la trova Scamacca al 40’: l’italiano imbuca per De Ketelaere che calcia, murato, la sfera torna al numero 90 che apre il destro e la piazza di prima sul palo lontano.

Un gran gol che dimezza lo svantaggio, il Cagliari subisce il colpo e l’Atalanta ne approfitta. Ottima imbucata di Bellanova per Scalvini, traversone sul dischetto del rigore dove Scamacca arriva bene e batte ancora Caprile, pareggio ristabilito nell’arco di cinque minuti. 2 a 2 all’intervallo che però non può lasciare tranquilli gli ospiti, la cui retroguardia trema e sbanda a ogni lancio in avanti. Passano 90 secondi nel secondo tempo e tutte queste fragilità si manifestano: Folorunsho salta Scalvini, avanza indisturbato fino al limite, mette a sedere Djimsiti con una finta e calcia. Il tiro viene murato, ma Borrelli se la ritrova tra i piedi e segna un gol facile facile, 3 a 2.

Un altro inizio shock per la Dea, che sembra non aver imparato nulla e butta via la rimonta. Entra anche Krstovic per fare coppia con Scamacca, ma le occasioni latitano per larghi tratti. Anzi, il Cagliari ha la chance di chiuderla quando Scalvini, ultimo uomo, scivola. Belotti si invola verso la porta e prova a saltare Carnesecchi che lo mura. Alla fine, le occasioni bergamasche arrivano. Prima Pasalic prova una rovesciata fuori di nulla, ma la più ghiotta è per Krstovic. Il montenegrino riceve palla davanti a Caprile e calcia male di interno destro dove il portiere sardo si era già buttato e può parare.

Occasione monumentale gettata dall’Atalanta, che getta al vento anche la rimonta a causa soprattutto di un atteggiamento mentale davvero troppo male e svagato: prendere gol ad ogni affondo avversario porta naturalmente ad inseguire e le speranze di fare risultato sono davvero ridotte. Bisogna salvare, in una marea di insufficienze, l’ottima prova di Scamacca: sponde, occasioni e due gol per il bomber romano. Gli orobici dovranno reagire alla battuta d’arresto contro il Genoa, sabato 2 maggio a Bergamo: potrebbe essere l’ultima occasione per non far terminare in anticipo la stagione.

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