Dopo 40 anni di servizio all'Alberghiero di San Pellegrino uno e 26 l'altra, quest'anno le attività scolastiche riaprono senza i due docenti di Economia e gestione aziendale - Federico Fontana e Cristina Rottoli, in pensione - che hanno caratterizzato gli indirizzi e le attività dell'Istituto negli ultimi anni. “Ho iniziato nell'anno scolastico 99/2000 - racconta Cristina Rottoli - venendo dal Maironi da Ponte (ragioneria) perché c'erano stati un po' di assestamenti negli orari e nelle discipline e avevo perso la mia cattedra, per cui, quando ho iniziato, ho detto anche in famiglia sto lì un anno e poi torno.
Ho iniziato subito con delle classi del corso Cucina - prosegue l'ormai ex professoressa - e mi sono trovata in una realtà completamente diversa rispetto a quella a qui ero abituata. Ogni giorno era una sfida ed eri obbligata a mettere in gioco non solo le tue competenze professionali, ma anche te stessa e il tuo modo di fare, di relazionarti con gli studenti. Un contesto molto stimolante che mi ha fatto completamente dimenticare la frase con cui ero partita. Tanto è vero che, pur abitando a Presezzo, a due passi dalla scuola che avevo lasciato, e malgrado nel tempo si siano liberati dei posti per rientrare alla ragioneria, non mi è mai venuto in mente di chiedere il trasferimento".
Sono tantissimi i ricordi e gli aneddoti di 26 anni di insegnamento in quello che ancora per chi ha lavorato in quell'Istituto per tanto tempo resta “l'Alberghiero” o IPSSAR se si vuole usare la sigla di allora. “Si, i ricordi sono tanti e bellissimi - continua Rottoli - Persone, che oggi sono diventati personaggi famosi o che sono conosciuti dal grande pubblico, ma che hanno significato tanto per me. Progetti, sviluppati con i miei studenti cercando di valorizzare tutti e con risultati che ancora oggi mi fanno sentire orgogliosa del lavoro svolto con loro.”
Tanti, infatti, sono i progetti sviluppati da Cristina Rottoli con le sue classi in questi anni. Il lavoro svolto in occasione di Expo e il libro con gli studenti e Andrea Mainardi, le collette alimentari, gli interventi in Università con i ragazzi di due quinte sul turismo integrato e sostenibilità, il progetto Iris contro la violenza di genere e per ultimo, proprio quest'anno, la partecipazione (ndr vincente) al concorso “Le scuole per Marta” contro la violenza sui mezzi pubblici. Sono alcuni dei progetti realizzati in questi anni da Cristina Rottoli.
“In questi anni ho capito che ogni studente è un mondo a parte - spiega - Non ci sono regole fisse quando si insegna e, soprattutto quando si partecipa a queste attività extrascolastiche, alcuni ragazzi si mettono in gioco solo quando si lasciano liberi di proporre e di sbagliare, altri devono essere guidati. Oggi c'è, in generale, meno capacità di ascolto da parte loro e più necessità di essere ascoltati. Ho dovuto cambiare negli anni lo stile delle mie lezioni, è ovvio che la tecnologia ha favorito molti cambiamenti ma resta sempre l'idea che sia necessario lavorare su quello che una volta veniva definito il sapere, il saper fare e il saper essere.”
Sono passati invece 40 anni dal primo giorno di scuola da docente di Federico Fontana. Originario di Genova, ormai naturalizzato bergamasco con ancora qualche inflessione genovese, si è laureato in Economia nella città ligure. “Avevo fatto una sola domanda di supplenza un giorno, passando da Bergamo, mentre andavo in Croazia, in vacanza - racconta Federico Fontana - Lavoravo presso il Centro Universitario Sportivo (CUS) di Genova come organizzatore di eventi e responsabile amministrativo quando un giorno, Annalisa, una segretaria dell'istituto mi chiama e mi comunica che sono stato nominato docente di TTA all'Alberghiero. Non avevo idea di che cosa fosse e quando ho chiesto ragguagli mi hanno chiesto: ma è lei quello laureato un economia? Due giorni dopo avevo preso servizio in sostituzione del Professor Alfredo Genna che era diventato Preside incaricato. E da li non me ne sono più andato.”
Quando gli si chiede cosa lo avesse spinto a restare in quella scuola malgrado la possibilità di tornare a Genova o trasferirsi vicino alla sua residenza bergamasca di Presezzo, Federico non ha dubbi: le persone. “Il clima scolastico in quegli anni era splendido e i rapporti umani, soprattutto con gli studenti, erano straordinari. Lo studio non era sicuramente il primo interesse, la pratica e il lavoro erano la molla per venire a scuola e quello che doveva fare un insegnante di materie apparentemente teoriche, come la mia, era dimostrare che imparando ciò che insegnavo il lavoro era più semplice e più redditizio. E questa è stata la chiave. Il primo impatto con la scuola è stato fantastico. Dopo avermi ricevuto il professor Genna, mi manda in classe dicendomi che mi stavano aspettando. Io salgo, apro la porta salutando e la classe era completamente vuota: si erano dimenticati di avvisare i ragazzi che il docente aveva preso servizio.”
Di presidi in quarant'anni ne sono passati parecchi a San Pellegrino, ma una in particolare è rimasta particolarmente importante. “Ho avuto la fortuna e il piacere di avere per 10 anni come dirigente la preside Luciana Togliatti. Una persona straordinaria e una dirigente eccezionale. Nipote di Palmiro Togliatti (ex vicepresidente del consiglio ndr), è una persona di uno spessore culturale incredibile e di un vissuto unico, ed è quella che ha rivoluzionato l'Istituto Alberghiero non solo di San Pellegrino ma, grazie alla rete di scuole che era stata creata, di tutti gli istituti Alberghieri Nazionali. Lavorare e collaborare con lei in quegli anni è stato incredibilmente motivante e istruttivo.”
Sono stati anni di riforme scolastiche importanti e di grossi cambiamenti anche sociali. “Ricordo che stavo facendo lezione un pomeriggio di settembre, l'11 per la precisione, e stavamo facendo una ricerca su internet quando abbiamo sentito delle torri gemelle e sono andato ad avvisare la preside. Un nostro collega era a New York a festeggiare la sua pensione ed era appena salito su una delle Due Torri...". Anni in cui sono stati cambiati orari e piani di studio.
“Progetti realizzati? Tantissimi. Dalla creazione dei tirocini il cui schema è stato poi ripreso a livello Nazionale e che oggi sono diventati PCTO, alla progettazione della riforma del 92 con le terze aree professionalizzanti, alla introduzione della programmazione e dell'orientamento, alla progettazione e realizzazione di progetti finanziati dal fondo sociale europeo alla realizzazione del percorso IeFP in apprendistato durante il periodo COVID, alla realizzazione di campionati Italiani Paralimpici di sci con una classe 4° di Ricevimento a Valtorta, a un convegno a chiusura di un progetto sulle differenze di genere trasformato da un convegno in presenza ad uno online da oltre 10.000 visualizzazioni, durante la pandemia, con una strepitosa classe quarta di Accoglienza turistica, a cui avevano partecipato relatori del calibro di Sara Simeoni, Lara Magoni, e altri illustri personalità dello sport, della politica, della televisione, e dell'imprenditoria. E poi il progetto Supplente per un giorno, il laboratorio turistico, i trucchi del mestiere. Ma ce ne sarebbero tantissimi altri e tutti, sempre realizzati da e con gli studenti. Sono loro il riferimento di ogni attività, son loro che portano idee e novità, con loro ho progettato divise innovative di cucina e macchine distributrici di piatti caldi.”
Oggi si chiude un capitolo importante per i due docenti e amici, oltre che colleghi della stessa disciplina. “Cosa ci mancherà? Il rapporto con gli studenti” rispondono all'unisono Rottoli e Fontana. “Con molti di loro il rapporto continua da circa 40 anni - conferma il “profe” Fontana - Sento spesso persino i ragazzi e le ragazze del mio primo anno di San Pellegrino. Con altri abbiamo ormai la tradizione di organizzare, a metà luglio, una grigliata nel mio giardino che immancabilmente riunisce quasi tutta la classe di diplomati del 2020. Altri son diventati miei colleghi. È il bello di poter creare rapporti umani con persone vere e che hanno trascorso con te una parte importante della loro e della tua vita. Di loro conosci storie mai raccontate ad altri. Ed è grazie all'interessamento di una di queste ex allieve che recentemente ho avuto la possibilità di incontrare nuovamente la Preside Togliatti, oggi 93enne e trasferitasi a Roma e di intervistarla per fare con lei un Podcast sulla sua via e sulla storia dell' Istituto di San Pellegrino”. “Cosa non ci mancherà? - conclude la Profe Cristina Rottoli - Tutta la burocrazia che oggi soffoca il nostro lavoro”. Di programmi futuri non si parla.. Magari torneranno ogni tanto come “Supplenti per un giorno” a presentare nuovi progetti e nuove opportunità.







