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Atalanta alla pari, con l'Inter è calcio da grandi: 1-1. Lo zognese Ruggeri dal primo minuto

Esordio in serie A - da titolare - per lo zognese Matteo Ruggeri.
8 Novembre 2020

Un pareggio giusto, intenso e di altissimo livello: Atalanta-Inter finisce 1-1, con due reti nel secondo tempo e i toni dello scontro fra grandi. In avvio Gasperini opta per il ritorno di Romero al centro della difesa (grandissima partita), affiancato da Toloi e Dimsiti, davanti a Sportiello, ottimo contro il Liverpool nonostante i cinque gol subiti. 

A metà campo conferme per Hateboer e l'inamovibile Freuler, con inserimento sul centro destra di Malinovskyi e, soprattutto, del brembano doc (ė di Zogno) Ruggeri sulla sinistra. In avanti a completare il tridente con Gomez e Zapata avanza Pasalic, preferito nelle rotazioni a Muriel e Pessina.

Concentrazione e tattica la fanno da padrone nel primo tempo, che non regala grandi emozioni. Da segnalare ci sono solo un tiro cross di Freuler smanacciato all'ultimo da Handanovic ed un colpo di testa di Vidal che sorvola di poco l'incrocio. La battaglia, anche senza eccessi agonistici è sulle rispettive tre quarti, con ordini di servizio che per entrambe le squadre chiedono di preferire controllo e prudenza ad estemporanei blitz offensivi.

Ne derivano spazi intasati per Gomez e Malinovskyi da un lato e Barella e Vidal dall'altra. Nel secondo tempo il copione non cambia, ma il comprensibile calo di ritmo allunga le squadre e dilata gli spazi. L'Inter sblocca il risultato con Lautaro che spizza di testa un cross  di Young e rischia di assestare il colpo del ko con Vidal, murato da uno Sportiello monumentale, che chiude la porta anche alla replica di Barella.

Gasperini dopo il gol dello svantaggio rivoluziona l'attacco, togliendo Malinovskyi e Pasalic ed inserendo Pessina e Miranchuk. L'incisività ne guadagna non poco, grazie ad un Miranchuk ispirato che con alcuni tocchi di prima di sinistro perfora la diga di Conte con suggerimenti illuminanti.

Quando al limite decide di mettersi in proprio ecco che arriva il pari: gol all'esordio in Champions e gol all'esordio in serie A. Niente male. Il finale è arrembante e per pochissimo Muriel (subentrato anch'esso nel finale insieme a Lammers per Toloi e Zapata) non segna il 2-1: arriva di testa su cross di Miranchuk a centro area ma non inquadra lo specchio.

C'è spazio anche per Lukaku e Hakimi, mentre Mojica subentra allo scadere a Ruggeri, per un meritatissimo applauso. Il futuro è suo e dell'Atalanta. 

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