Averara, storico smentisce la scoperta dell'affresco datato 1292: "Ipotesi errata, è del 1400"

Secondo lo storico dell'arte Giovanni Valagussa l'affresco datato 1292 dallo storico locale Leo Bega sarebbe risalente al 1430-1440.
29 Agosto 2025

Domenica 24 agosto vi avevamo raccontato che nel paese di Averara (noto per i suoi affreschi) lo storico locale Leo Bega, secondo una sua intuizione (confermata solo in parte), avrebbe scoperto un nuovo affresco presumibilmente risalente al 1292 (QUA l'articolo completo). Una notizia che ha catturato l'attenzione anche di Giovanni Valagussa, storico dell'arte ed ex conservatore dell'Accademia Carrara di Bergamo, che attualmente sta collaborando al progetto "Le Terre dei Baschenis", volto proprio a valorizzare i beni storico-culturali presenti sul territorio dell'alta Valle Brembana. Secondo Valagussa l'affresco in questione, però, sarebbe risalente al 1430-1440.

"L'affresco nel portico esterno della Parrocchiale di Averara raffigura la Madonna con il Bambino benedicente, in trono, e affiancata da due Santi. Alla sua destra un giovane Re biondo con la spada in mano e il mantello foderato di ermellino, che è facile riconoscere come San Sigismondo. Dall'altro lato un giovane Vescovo con il pastorale e un libro nelle mani, purtroppo senza ulteriori elementi che indichino un personaggio riconoscibile" - spiega Valagussa.

Come spiega lo storico dell'arte si tratta di un tipico affresco votivo, come molti altri che si trovano all'interno e all'esterno delle chiese, fino a tutto il Quattrocento. Sono opere commissionate da un donatore, per devozione o per espiazione dei peccati. "Questo si affianca e si sovrappone con la parte della cornice, a destra guardando, ad altri due più antichi e molto deteriorati, che rappresentano San Cristoforo ed un'Annunciazione (sopra una vecchia porta di ingresso ad arco). Questi sembrano databili alla fine del Trecento e fanno parte di una fase più antica della decorazione, come altri lacerti all'interno della Chiesa" - continua.

Passando all'aspetto stilistico l'affresco con la Madonna in trono e Santi è databile alla prima metà del '400, probabilmente intorno al 1430-1440. L'artista è di formazione locale, non particolarmente aggiornato, ma conosce alcuni fondamenti di prospettiva visibili nell'impostazione frontale del trono, e soprattutto presenta dettagli eleganti come, ad esempio, le morbide pieghe ansate dei panneggi, reminiscenza del tardo Gotico Lombardo.

"Il termine cronologico più utile come riferimento è l'incoronazione di Sigismondo di Lussemburgo a Milano nel 1431 come Re d'Italia, prima dell'incoronazione a Roma nel 1433 come imperatore. Dal 1431 si diffuse, soprattutto nell'area lombarda, l'abitudine di rappresentare San Sigismondo, in omaggio all'imperatore. Un esempio è presente nel portico esterno della Chiesa plebana vecchia di Santa Brigida, per mano di Pietro Asinelli" - prosegue.

Secondo Valagussa l'intuizione dell0 storico locale Bega, nella quale sosteneva che l'affresco fosse datato 1292, risulterebbe priva di riscontro in quanto si tratterebbe probabilmente di un tracciato color ocra chiaro nell'angolo in basso a destra. Dove in realtà si legge solo un motivo decorativo a piccoli riccioli ripetuti che prosegue anche più in basso a sinistra: "Del tutto assurda anche l'ipotesi che una data duecentesca potesse essere scritta in numeri arabi, teoricamente 1292: infatti, fino ad almeno tutto il Duecento, si usano per iscrizioni di questo genere i numeri romani" - ha poi aggiunto.

Per quanto riguarda, invece, l'aspetto conservativo, è importante notare che i due affreschi trecenteschi sembrerebbero esser stati oggetto di uno "strappo" che ne ha asportato la pellicola pittorica di superficie, lasciando solo le tracce di colore sottostanti. Questo "strappo" sembrerebbe aver risparmiato solo la cornice dipinta di San Cristoforo (raffigurato a sinistra ndr). La Madonna col Bambino in trono tra i Santi, invece, non è stata oggetto di uno strappo simile, ma al contrario presenta visibili ridipinture piuttosto marcate che appesantirebbero le linee di contorno, soprattutto sui volti dei personaggi raffigurati.

strappo affresco - La Voce delle Valli
Lo strappo dell'affresco

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