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CAI Valle Imagna a fianco dell'Ucraina: cena di beneficenza al Rifugio Resegone per i profughi in Bergamasca

Sabato 26 Marzo, ore 19.30, il CAI Valle Imagna organizza una cena di beneficenza al rifugio Resegone, il cui ricavato sarà devoluto per il mantenimento dei profughi ucraini presenti in Bergamasca.
12 Marzo 2022

Sabato 26 Marzo, ore 19.30, il CAI Valle Imagna organizza una cena di beneficenza al rifugio Resegone, il cui ricavato sarà devoluto per il mantenimento dei profughi ucraini presenti in Bergamasca. Prenotazioni entro il 24 marzo chiamando il numero 338.8554594. Green Pass obbligatorio.

I primi profughi ucraini sono già arrivati nel territorio bergamasco e molte persone si sono offerte per ospitarli. La Caritas diocesana ha chiesto quindi la disponibilità a raccogliere una somma che vada a coprire i costi per chi si occupa di dargli vitto, alloggio, aiuto e sostegno: “Sono profughi del mondo” spiega una volontaria del CAI Valle Imagna che ha proposto la cena di beneficenza.

“È nato tutto molto velocemente: io e altri volontari del CAI Valle Imagna siamo di turno al rifugio la sera del 26 Marzo e, vista questa situazione, ci siamo subito attivati per raccogliere quello che possiamo”. Il presidente del CAI della Valle Imagna, Giancamillo Frosio, ha subito dato l’assenso per organizzare il tutto e, in mezza giornata, la cena benefica è stata organizzata.

“La cena sarà semplice: come primo pizzoccheri e tagliatelle alcinghiale, come secondo arrosto con polenta e, per finire, una torta (saranno compresi anche acqua vino e caffè - il tutto al costo di 25 euro). Organizzeremo probabilmente anche una tombolata, o una ruota, per riuscire a raccogliere una somma che sia più alta possibile - continua la volontaria -, è una situazione in cui non si possono chiudere gli occhi e ora i profughi sono arrivati, sono veramente qui e dobbiamo tutti metterci in gioco per fare il possibile".

"Di solito raccogliamo somme per migliorare il rifugio, o i sentieri, ma questa volta la destinazione sarà diversa: questi profughi non sono responsabilità solo di chi li accoglie, sono profughi del mondo”. Sarà poi la Caritas, con i contributi raccolti dalle varie comunità, a distribuirli secondo le necessità.

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