Bergamo si conferma tra le dieci città italiane con le migliori performance ambientali. È quanto emerge dal nuovo Rapporto Ecosistema Urbano 2026, realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ORE e presentato oggi a Roma, che colloca Bergamo al sesto posto su 106 capoluoghi di provincia.
Un risultato che conferma la solidità delle performance ambientali della città: il punteggio complessivo resta infatti pressoché invariato rispetto allo scorso anno, passando dal 71,8% al 71,4%. Il passaggio dalla terza alla sesta posizione non corrisponde quindi a un significativo arretramento dei risultati di Bergamo, ma riflette soprattutto il miglioramento delle performance di altre città, in una graduatoria che ogni anno registra variazioni legate all'andamento dei singoli indicatori.
Bergamo mantiene così una posizione di rilievo a livello nazionale, confermando i risultati raggiunti in diversi ambiti della sostenibilità ambientale e l'impegno dell'Amministrazione comunale nel proseguire e rafforzare le politiche di transizione ecologica.
Tra i risultati più positivi emergono quelli relativi al patrimonio arboreo, alla raccolta differenziata, all'uso efficiente del suolo, al solare pubblico, alle infrastrutture ciclabili e alle Zone a traffico limitato. Indicatori che riconoscono il lavoro svolto dalla città nella tutela e nell'incremento del verde urbano, nella gestione dei rifiuti, nella mobilità sostenibile e nella rigenerazione delle aree già urbanizzate.
Positivi anche i risultati relativi all'efficienza della depurazione e al contenimento delle dispersioni della rete idrica, il nuovo parametro introdotto in questa classifica 2026. Resta invece la qualità dell'aria uno degli elementi che maggiormente penalizza Bergamo, in particolare per le concentrazioni di ozono. Anche su questo fronte, tuttavia, la città presenta risultati migliori rispetto ad altri capoluoghi lombardi, come emerge anche dai recenti dati dell'Agenzia europea per l'ambiente.
Tra gli ambiti sui quali occorre continuare a intervenire figurano la riduzione dei consumi idrici e della produzione di rifiuti pro capite, oltre all'ampliamento delle superfici destinate alle isole pedonali. I risultati del Rapporto si inseriscono in un percorso di trasformazione della città che l'Amministrazione sta portando avanti attraverso investimenti e interventi strutturali. Dal potenziamento del trasporto pubblico, con l'e-BRT e la nuova linea tramviaria T2, alla diffusione delle Zone 30 e allo sviluppo della mobilità ciclabile; dagli interventi di depavimentazione e incremento delle superfici verdi alla rigenerazione urbana, che privilegia il recupero delle aree già urbanizzate. Un insieme di azioni che punta a ridurre l'impatto ambientale della città, contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare concretamente la qualità degli spazi pubblici e della vita delle persone.
"Uno spaccato indubbiamente positivo sotto molti aspetti, frutto del lavoro di tante persone che ogni giorno lavorano per la sostenibilità della nostra città. La sfida è aumentare le isole pedonali in città, ridurre la produzione di rifiuti pro capite e, soprattutto, il consumo di acqua: un obiettivo necessario sempre più pressante, considerato il rischio crescente di esposizione a estati siccitose. Ottimo il riconoscimento al lavoro sul verde e in particolare di tutela e implementazione del patrimonio arboreo, con 32 alberi ogni 100 abitanti in aree pubbliche, come anche la raccolta differenziata al 79.2% (produzione annua rifiuti pro capite 500 kg), il solare pubblico con più di 10 kW ogni 1000 abitanti (un dato che però non tiene conto delle installazioni del 2025), il tasso di utilizzo del Tpl con 120 numero di viaggi/abitante/anno, e la ciclo mobilità con 18 metri equivalenti su 100 abitanti. Ottimo anche il risultato sull'uso efficiente del suolo, che ci vede al 20mo posto su 106, a confermare una rigenerazione urbana che interessa aree impermeabilizzate. Depavimentare, ridurre l'uso delle auto, ridurre gli sprechi e investire nella transizione energetica sono i pilastri della transizione ecologica delle città e Bergamo continuerà a fare con impegno la propria parte" dichiara l'assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde Oriana Ruzzini che ha partecipato oggi a Roma alla presentazione.
Come viene elaborata la classifica
Il Rapporto Ecosistema Urbano, pubblicato dal 1994, analizza le performance ambientali dei capoluoghi italiani attraverso 20 indicatori, ciascuno dei quali riceve un punteggio normalizzato da 0 a 100.
Il risultato complessivo è determinato attribuendo a ciascun indicatore un peso variabile da 1 a 12 punti, per un totale di 100. La mobilità rappresenta il 21% dell'indice, seguita dalla qualità dell'aria (19%), dai rifiuti (18%), dall'acqua (18%), dall'ambiente urbano (18%) e dall'energia (6%).
La metodologia valorizza in particolare gli indicatori che misurano le politiche messe in campo dagli enti locali, ai quali viene attribuito un peso del 56%, rispetto agli indicatori di stato (19%) e di pressione (25%). È inoltre previsto un punteggio aggiuntivo per le città che si distinguono per politiche innovative e risultati raggiunti.
Bergamo: posizione nella classifica nazionale per singolo indicatore
Indicatore e Posizione
- NO₂ 85ª
- Ozono (O₃) 91ª
- PM10 71ª
- PM2,5 67ª
- Consumi idrici 87ª
- Dispersione della rete idrica 32ª
- Rifiuti prodotti 45ª
- Raccolta differenziata 20ª
- Trasporto pubblico – passeggeri 23ª
- Trasporto pubblico – offerta 33ª
- Efficienza della depurazione 27ª
- Zone a traffico limitato 23ª
- Infrastrutture ciclabili 23ª
- Tasso di motorizzazione 33ª
- Isole pedonali 56ª
- Alberi 18ª
- Verde totale 34ª
- Uso efficiente del suolo 20ª
- Trend del consumo di suolo 31ª
- Solare pubblico 22ª






