De Ketelaere e Pasalic stendono il Torino: l’Europa si avvicina

L’Atalanta trova la terza vittoria consecutiva, la seconda al New Balance Stadium, imponendosi 2-0 sul Torino.
10 Gennaio 2026

L’Atalanta trova la terza vittoria consecutiva, la seconda al New Balance Stadium, imponendosi 2-0 sul Torino, e guadagnando tre punti preziosi in ottica lotta europea, confermando la propria capacità di imporre il proprio calcio anche contro squadre compatte.

La Dea scende in campo con la chiara intenzione di imporre il proprio ritmo fin dai primi minuti: due vittorie consecutive e la spinta dei tifosi bergamaschi danno fiducia a Palladino, che sceglie una formazione offensiva pur mantenendo equilibrio tattico. Il Torino di Baroni, reduce da risultati altalenanti, si presenta compatto, cercando di sfruttare la qualità di Vlasic e l’esperienza di Zapata in avanti.

L’undici titolare nerazzurro vede Carnesecchi in porta, Scalvini, Djimsiti e Ahanor in difesa, Zappacosta e Bernasconi esterni, Ederson e De Roon a centrocampo, Bernasconi; De Ketelaere e Zalewski alle spalle di Krstovic. Il Torino invece schiera, Paleari tra i pali Maripan, Ismajli e Coco la linea difensiva, Lazaro, Gineitis, Tameze, Aboukhlal e Vlasic i cinque di centrocampo, Ngonge e Zapata sono la coppia offensiva.
La partita parte su ritmi sostenuti. Nei primi minuti il Torino prova a farsi vedere con un’azione di Gineitis, ma è l’Atalanta ad alzare progressivamente il baricentro. Al 13’ arriva il momento chiave: De Ketelaere svetta su un calcio d’angolo battuto da Bernasconi e trova il gol con un imperioso colpo di testa, superando Paleari e portando i padroni di casa in vantaggio.

La rete galvanizza la Dea, che continua ad attaccare con insistenza: Zalewski prova un inserimento pericoloso al 18’, con un tiro potente ma non preciso, mentre pochi minuti dopo Krstovic stacca di testa sugli sviluppi di una punizione di Zalewski, costringendo il portiere avversario a una parata attenta. Al 20’ il Torino risponde con un tentativo dalla distanza di Gineitis, che sfiora la traversa, ma l’Atalanta riprende subito il controllo del gioco. La pressione degli orobici cresce: al 32’ il Torino fatica a contenere le avanzate di Ederson e Zappacosta sulle fasce, con cross e combinazioni che mettono in difficoltà la difesa granata. La squadra di casa sembra poter raddoppiare in più occasioni, sfruttando gli spazi concessi in mezzo al campo, ma il portiere Paleari si fa trovare pronto quando chiamato in causa. Negli ultimi minuti del primo tempo, dopo uno scontro con Zapata, il difensore Djimsiti è costretto a lasciare il campo: entra Hien per rinforzare il reparto difensivo e mantenere la compattezza di squadra proprio prima dell’intervallo, mentre per il difensore albanese si teme un grave infortunio.

Nella ripresa il Torino rientra con maggiore aggressività, cercando di alzare il baricentro e pressare più alto. Al 52’ un tiro di Vlasic su punizione crea apprensione nell’area atalantina, ma il pallone termina di poco sopra la traversa. L’incisività però non si traduce in occasioni nitide: l’Atalanta, ben organizzata dietro la linea della palla, limita gli spazi e punta su ripartenze rapide. Ederson e De Roon dettano i tempi a centrocampo, mentre Carnesecchi si conferma attento nelle uscite nell’uno contro uno.

Al 60’ il tecnico Palladino toglie Zalewski per inserire Musah con l’intento di dare freschezza e maggiore dinamismo offensivo. Poco dopo anche Krstovic lascia il posto a Scamacca, in cerca di un maggior peso in area avversaria nella fase finale del match. Il finale è una chiarissima manifestazione di controllo nerazzurro: l’Atalanta gestisce ritmi e possesso, negando ogni possibilità concreta di pareggio al Torino. Nei minuti di recupero Pasalic, in contropiede, raddoppia il risultato chiudendo definitivamente i giochi.

Alla sirena finale il risultato è Atalanta 2 Torino 0: una vittoria costruita con pazienza, solidità difensiva e una manovra offensiva che ha saputo sfruttare le occasioni create. Il gol di De Ketelaere, frutto di precisione su palla inattiva e tempismo nel salto, e quello di Pasalic nel finale decidono una partita in cui l’Atalanta ha saputo controllare il gioco per larghi tratti.

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