La Dea usa la testa, rimonta il Napoli e vince una partita complicatissima a Bergamo. A Beukema rispondono le incornate di Pasalic e Samardzic, in mezzo tanta lotta e all’inizio tante novità in casa Atalanta per quanto riguarda la formazione. La più vistosa è sicuramente la presenza di Sulemana largo a destra, per comporre il tridente insieme a Krstovic e a Zalewski. Pasalic rileva Ederson a metacampo, Bellanova si schiera sulla fascia destra e Hien gioca in mezzo alla difesa. Gli ospiti devono fare la conta delle assenze e schierano Mazzocchi largo a destra, Vergara e Santos sostengono Hojlund.
La partita si caratterizza per un ritmo non elevato. Tanto è vero che la prima occasione è per i partenopei ed è quella buona. Scalvini stende ingenuamente Hojlund al limite, la punizione di Gutierrez trova Beukema completamente libero di saltare in mezzo a tre compagni altrettanto smarcati, il centrale di difesa colpisce di testa e porta avanti i suoi. L’Atalanta prova a mantenere il pallino del gioco, arrivando spesso anche negli ultimi trenta metri di campo.
Qui iniziano però i problemi, perché la manovra si incaglia tra lentezza e mancanza di qualità che portano i padroni di casa a essere pericolosi solo in due occasioni in 45’. Ci prova sempre Sulemana, con due conclusioni dalla stessa zona – lato destro dell’area di rigore – su cui Milinkovic è sempre attento. Nel finale della prima frazione il Napoli rimette avanti la testa. Palla in verticale per Hojlund che in area cade nel contrasto con Hien.
Chiffi prima abbocca allo svenimento del danese e fischia rigore, poi viene chiamato alla revisione al monitor e cambia idea, togliendo il penalty. In effetti, l’attaccante cade al minimo contatto con il difensore avversario, che tra l’altro nemmeno lo contrasta. Prima che le squadre rientrino negli spogliatoi, Carnesecchi salva su un tiro di Santos, sarebbe stata una punizione troppo eccessiva per la Dea che però fatica a trovare il bandolo della matassa e a rendersi pericolosa: l’aver subito gol rende la situazione ancor più complessa.
Situazione che non sembra migliorare nemmeno nel secondo tempo, visto che il Napoli impiega 35 secondi a siglare il due a zero. Hojlund va via sulla destra a Hien e mette a rimorchio, Guiterrez arriva in corsa e segna. Chiffi annulla subito per un fallo dell’attaccante danese sul difensore svedese, una decisione al limite perché i due si affrontano sul piano del fisico, ma il centravanti trattiene l’avversario per il braccio. L’Atalanta cerca la reazione anche grazie agli ingressi prima di Samardzic, poi di Scamacca e Bernasconi. Anche in questo caso, la rete arriva su palla inattiva. Corner dalla sinistra di Zalewski, Pasalic stacca benissimo sul primo palo e manda a sfera sul secondo, colpo di testa imprendibile che rimette tutto in parità a mezz’ora dalla fine.
La Dea spaventa gli avversari con una conclusione di Scamacca, troppo centrale, poi passa all’81’. Cross di Bernasconi, Samardzic stacca di testa e batte Milinkovic-Savic, i due subentrati fanno la differenza e di fatto danno la vittoria ai padroni di casa, perché il Napoli si butta avanti, ma non trova mai l’occasione giusta. Una vittoria sofferta, per i bergamaschi, bravi però a restare in partita dopo il gol subito e a non scomporsi. Bisogna quindi premiare soprattutto la volontà della squadra, fattore determinante quando le partite sono tante e tutte importanti. Varrà anche per la sfida di ritorno dei sedicesimi di Champions League, perché mercoledì 25 febbraio a Bergamo l’Atalanta dovrà cercare di rimontare il Borussia Dortmund.






