Città Alta e le valli prese d'assalto: lunghe code in Valle Brembana, riaperte le seconde case

Eleonora Busi 02/11/2020 0 commenti

A guardare le foto pare di essere tornati a maggio, quando le prime riaperture post-lockdown avevano favorito il riversarsi di decine di persone lungo le strade di Città Alta. La differenza è che ora, in Governo, non si parla più di “fase 2” o “convivenza con il virus”, bensì di nuove strette, di un possibile coprifuoco, di provvedimenti per le aree più critiche e addirittura una nuovo lockdown.

Di quello che è accaduto ieri lungo la Corsarola di Città Alta, così è chiamata la via Colleoni, ci sono le immagini a parlare da sole. Complice il bel tempo e l'occasione di festa, decine e decine di persone si sono accalcate sulla stretta via, tanto da procedere a tratti con passo rallentato. Molti gli anziani, una delle fasce più a rischio in caso di contagio, tutti con la mascherina ma senza quel metro di distanziamento sociale che andrebbe mantenuto per evitare il diffondersi del contagio.

Una presa d'assalto che forse si traduce nella volontà di godersi l'ultima domenica all'aperto prima di nuove misure più restrittive, ma che sul lungo termine potrebbe risultare un'azione controproducente. Ma il problema non si è verificato soltanto nella cornice della bella Città Alta: anche le valli hanno potuto registrato un importante afflusso di visitatori. In Valle Brembana lunghe le code nella giornata di ieri sull'arteria principale, la SP470, formate dai visitatori che tornavano a casa dopo un weekend di toccata e fuga.

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Il timore è che si tratti anche di un primo esodo per sfuggire ad un possibile lockdown nell'area milanese, spingendo così i villeggianti ad occupare in pianta stabile le seconde case nei paesini di montagna, dove i contagi viaggiano su bassi numeri. “È la prima volta che, in questo periodo, noto un così gran numero di seconde case aperte – ha raccontato il vicesindaco di Oltre il Colle, Pierangelo Manenti, a L'Eco di Bergamo – La preoccupazione sicuramente c'è: in caso di fuga dalla città, sarà difficile capire lo stato di salute di tutti”.

Preoccupazione condivisa anche dai sindaci degli altri paesi brembani. “Sicuramente sono saliti in tanti – ha affermato Gabriele Curti, vicesindaco di Branzi – Vedremo se si fermeranno anche. Stante la situazione rischiamo di ritrovarci nella stessa situazione di marzo se non saranno decise restrizioni al più presto”. “La maggior parte mi pare che sia salita per il ponte festivo e per verificare i riscaldamenti – sono state le parole del sindaco di Piazzatorre, Valeriano Bianchifestivo e per verificare i riscaldamenti - dice invece il sindaco di Piazzatorre Valeriano Bianchi - . Ciò che ci preoccupa in caso di emergenza sanitaria sono i pochi medici del territorio a disposizione: in tutta la Valle dell’Olmo sono solo due per dieci Comuni”.

Molto dipenderà dai contenuti dei decreti – ha concluso il presidente della Comunità Montana Val Brembana Jonathan Lobati -. In caso di lockdown a Milano se si lascerà tempo prima dell’entrata in vigore e ovvio che molti saliranno nelle valli, come già successo questa primavera”.

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(Foto in evidenza by Colleoni)

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