Coronavirus: negli USA è allarme per i ''Covid-Party'', le feste per ammalarsi e immunizzarsi

Eleonora Busi 11/05/2020 0 commenti

Festa fa rima con divertimento, ma in periodo di pandemia anche un momento festoso (e vietato, per di più) si è trasformato in un motivo per ammalarsi di Covid. Accade negli Stati Uniti, più precisamente nello stato di Washington da dove si ipotizza sia partito il focolaio principale dell'epidemia americana, dove i casi hanno superato i 15mila positivi con 834 vittime. È allarme per i cosiddetti “Covid-19 party”, dove appunto persone sane si mescolano a dichiarati positivi nella speranza di essere contagiati e dunque, di conseguenza, sviluppare gli anticorpi per la malattia – sempre che la persona infetta non subisca un tracollo clinico.

È inaccettabile ed irresponsabile – ha dichiarato Meghan DeBolt, la direttrice dell'assessorato alla Sanità della contea di Walla Walla – esporsi deliberatamente ad un contagio è rischioso per chi lo fa e per gli altri”. D'altronde, gli Stati Uniti non sono nuovi a festicciole di questo tipo: in passato, ma spesso anche attualmente, molti genitori erano soliti organizzare delle feste per la varicella in cui i bambini malati potevano contagiare coetanei sani al fine di far sviluppare loro gli anticorpi della malattia.

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La strampalata idea dei “Covid-Party” ha iniziato a prendere piede dopo l'ipotesi delle autorità sanitaria di tutto il mondo dell'istituzione dei cosiddetti “passaporti d'immunità” (in Italia si è parlato di “patente”), ovvero documenti che attesterebbero, appunto, l'immunità di una persona e quindi il suo rischio di contagio pari a zero. Ciò permetterebbe a chi lo possiede di viaggiare o tornare al lavoro in tempi più brevi.

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), ovvero l'ente federale per la salute pubblica negli Stati Uniti, ha ovviamente sconsigliato questo tipo di feste: il rischio, infatti, non è tanto per chi vi partecipa, quanto per le persone attorno alla persona che si è fatta contagiare di proposito. Se è vero infatti che i giovani sono meno inclini ad un tracollo della malattia (sebbene vi siano stati casi di pazienti molto giovani deceduti a causa del coronavirus), un ipotetico positivo potrebbe infettare a sua volta le persone più vulnerabili. Una pratica molto pericolosa, dunque, che potrebbe mettere a repentaglio la vita di numerose persone in un paese fra i più colpiti al mondo per contagi e vittime.

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(Fonte: Fanpage.it)

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