Il mondo casaro piange l'allevatore Alfio Sassella, integerrimo custode dello Storico Ribelle

Alfio Sassella era uno degli ultimi produttori dello Storico Ribelle e vent'anni fa ha avviato la resistenza casearia in Valtellina, la rivolta dei "sovversivi".
8 Agosto 2025

Giovedì 7 agosto si è spento, in seguito ad un brutto male, Alfio Sassella, 55 anni, allevatore e alpeggiatore molto conosciuto in Valtellina - di dove era originario (Talamona, Sondrio) - e in Valle Brembana. In estate Alfio Sassella lavorava come casaro all'Alpe Cavizzola, a Mezzoldo. I funerali oggi pomeriggio, venerdì 8 agosto, ore 15.00, nella chiesa parrocchiale di Talamona.

Alfio Sassella era uno degli ultimi produttori dello Storico Ribelle e vent'anni fa - come racconta SlowFood.it - ha avviato la resistenza casearia in Valtellina, la rivolta dei sovversivi: “eravamo considerati così, solo perché volevamo che le vacche mangiassero erba” dice Paolo Ciapparelli, il loro leader storico. Sassella lascia nel dolore la moglie Sonia Marioli - con la quale condivideva la passione per questo lavoro - e i giovanissimi figli Michele e Manuela.

"È con grande commozione che salutiamo, troppo presto, il nostro Alfio Sassella, caricatore dell’Alpe Cavizzola - ricordano dal consorzio Storico Ribelle Presidio Slow Food - Membro fondatore del Consorzio di Salvaguardia del Bitto Storico, colonna portante da sempre del nostro gruppo di alpeggiatori. Alfio è sempre stato guida ed esempio per noi e per tutti i colleghi Produttori, insieme alla splendida moglie Sonia, alla famiglia e ai collaboratori integerrimi interpreti della vera, storica Cultura del Bitto. Con passione e dedizione, sacrificio e coraggio ha creduto in un mondo che si credeva perduto: razze rustiche di montagna, sistemi di allevamento rispettosi dei ritmi naturali, conduzione dell’alpeggio in modo rigoroso per rispettare in pieno la biodiversità del pascolo e la meraviglia dell’ambiente alpino di cui Alfio si sentiva parte. La nostra preghiera è che dal suo esempio possano trarre forza Manuela, Michele e Sonia, i loro collaboratori, tutti i lavoratori della Montagna, per proseguire a far vivere la tradizione di un Formaggio che racchiude un Mondo. Anche in onore del nostro Alfio".

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