Imprese a Bergamo: +300 nuove attività nel terzo trimestre, in testa i servizi professionali

Quasi 1000 le nuove imprese in bergamasca con in testa i servizi professionali, il comparto finanziario-assicurativo, le telecomunicazioni e l’immobiliare. Le cessazioni più numerose tra le costruzioni, il commercio e la manifattura. Sfiorano quota 800 le cancellazioni amministrative.
6 Novembre 2026

Nel terzo trimestre del 2026, la dinamica imprenditoriale della provincia di Bergamo evidenzia un saldo naturale positivo di 300 imprese, frutto di 969 nuove iscrizioni a fronte di 669 cessazioni non d’ufficio. Il saldo è tuttavia negativo di 495 unità se si considera anche l’attività di pulizia degli archivi svolta dal Registro delle imprese di Bergamo nel trimestre considerato, che ha portato alla cancellazione d’ufficio di 795 posizioni dormienti. Questo fa sì che il tasso di crescita scenda al -0,55%, al di sotto sia della media regionale (+0,41%) che nazionale (+0,32%). Al 30 settembre 2026, la consistenza complessiva si attesta a 90.486 imprese registrate, di cui 82.756 attive.

Geografia dell’impresa: provincia in negativo - Considerando d’ora in avanti le cessazioni a entrambi i titoli, la contrazione riguarda in modo omogeneo tutte le aree del territorio. L’area urbana registra una flessione di 110 imprese (-0,36%), scendendo a 30.305 unità registrate. Il segno meno caratterizza anche la pianura (-0,71%, pari a -200 posizioni), la collina (-0,71%, con -135 unità) e la montagna (-0,39%, per una perdita di 50 imprese).

A livello comunale, le performance più positive si riscontrano a Fara Gera d’Adda, Foresto Sparso e Gorlago, ciascuno con un saldo attivo di 5 imprese. Gli altri 43 comuni in territorio positivo segnano incrementi pari o inferiori alle 4 unità. Sono 64 i comuni con saldo invariato, mentre 134 evidenziano una flessione, guidati dalla città di Bergamo (-58), seguita da Albino (-21) e Dalmine (-15).

Le forme giuridiche: le società di capitali fanno da traino - Le tendenze di lungo periodo trovano conferma anche in questo trimestre, trainate esclusivamente dalle società di capitali: il comparto chiude con un saldo positivo di 170 unità (315 iscrizioni contro 145 cessazioni) e un tasso di crescita dello 0,52%. Al contrario, le imprese individuali, pur confermandosi la componente numericamente preponderante con 42.654 unità, arretrano dell’1,52% (-649 posizioni). Registrano una lieve contrazione le società di persone (-16 unità), mentre le altre forme giuridiche (costituite in prevalenza da cooperative) chiudono il trimestre a saldo nullo.

I settori: i maggiori incrementi nelle attività professionali scientifiche e tecniche e nelle attività finanziarie e assicurative - Sotto il profilo settoriale, le dinamiche più favorevoli interessano le attività professionali, scientifiche e tecniche (+39 unità), seguite dai servizi finanziari e assicurativi (+36), dalle telecomunicazioni (+31) e dal comparto immobiliare (+31). Di contro, le flessioni più marcate si concentrano nelle costruzioni (-222), nel commercio (-184) e nel settore manifatturiero (-65).

Artigianato: bilancio positivo - Il comparto artigiano archivia il terzo trimestre 2026 con 362 nuove iscrizioni e 689 cessazioni (di cui 331 non d’ufficio). Il saldo naturale è pertanto di 31 imprese, ma se si considera il totale delle cessazioni si arriva a un saldo negativo di 327 unità. Al 30 settembre 2026, il bacino delle imprese artigiane registrate ammonta a 28.040 unità, delle quali 27.988 attive.

Artigianato: le forme giuridiche - Considerando il totale delle cessazioni, all'interno del perimetro artigiano, le società di capitali diminuiscono di 3 unità, risultato di 39 iscrizioni a fronte di 42 cessazioni. Le imprese individuali (20.631 unità complessive) registrano la perdita più consistente, scendendo di 298 posizioni (-1,44%). Mostrano un saldo negativo anche le società di persone, con 26 unità in meno (-0,68%).

Artigianato: i settori - I maggiori incrementi nell'artigianato provengono dalle attività editoriali (+4 unità) e dal comparto artistico, sportivo e dell'intrattenimento (+2). Le perdite più rilevanti si confermano invece nell'edilizia e nelle costruzioni (-195) e nelle attività manifatturiere (-80).

Dichiara il presidente della Camera di commercio, Giovanni Zambonelli: “Il Registro delle imprese di Bergamo ha portato a termine nel terzo trimestre un’importante attività di pulizia dell’archivio che ha comportato la cancellazione d’ufficio di ben 795 posizioni dormienti. Per valutare quindi le dinamiche attuali è più appropriato fare riferimento ai movimenti naturali registrati nel trimestre tra iscrizioni e cessazioni volontarie e da questi emerge la consueta contrazione dei comparti tradizionali come edilizia, commercio e manifattura, contro la decisa spinta del terziario avanzato, con le attività professionali, finanziarie e tecnologiche a guidare una transizione verso modelli d’impresa più strutturati e a maggior valore aggiunto”.

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