La Dea riprende lo Spezia all’ultimo, da 2-0 a 2-2 grazie a Hojlund e Pasalic

L’Atalanta tocca e il fondo e risorge, al Picco i bergamaschi pareggiano per 2 a 2 all’ultimo respiro dopo essere andati sotto per 2 a 0.
4 Gennaio 2023

L’Atalanta tocca e il fondo e risorge, al Picco i bergamaschi pareggiano per 2 a 2 all’ultimo respiro dopo essere andati sotto per 2 a 0, prestazione pallida per gli orobici, soprattutto per quanto riguarda l’approccio alla partita.  Gasperini deve rinunciare a Musso e Demiral, Hateboer c’è ma non è al meglio e va in panchina. Sulla fascia destra gioca Maehle, a sinistra Ruggeri, Koopmeiners trequartista alle spalle di Zapata e Lookman; in difesa Toloi e Scalvini ai lati di Palomino.

I padroni di casa si schierano quasi a specchio, difesa a tre folto centrocampo a cinque con Ampadu in mezzo, Gyasi e Nzola tandem d’attacco. Niente esordio dal primo minuto per Moutinho, al suo posto c’è l’ex Reca sull’out di sinistra. Il 2023 parte malissimo per l’Atalanta, che dopo 2 minuti rischia subito di andare sotto. Holm parte sulla destra e crossa in mezzo, a rimorchio Bastoni arriva sulla palla ma colpisce malissimo e la passa a Sportiello. Passano sei primi e questa volta la rete arriva: Nzola se ne va in profondità ancora sulla destra, la controlla e mette in mezzo per Gyasi, l’attaccante anticipa Sportiello sul primo palo e fa uno a zero. Rivedibile retroguardia orobica, con Toloi che si perde l’unico uomo in area.

La Dea prende decisamente in mano il pallino del gioco, accumulando più possesso che occasioni. Koopmeiners viene schierato largo a sinistra, un po’ sacrificato perché gioca molto a ridosso della linea di centrocampo in una sorta di 3-4-3 con Zapata prima punta. Il colombiano deve però uscire al 22’: in precedenza aveva avuto uno scontro con Zoet, costringendo il portiere spezzino a uscire, poi ha impegnato il subentrato Zovko di testa, ma alla fine si è dovuto arrendere agli effetti della botta rimediata in precedenza. Entra dunque Hojlund, ma le azioni offensive scoprono troppo l’Atalanta.

Alla mezzora Bourabia manda in verticale Nzola, difesa orobica completamente sbilanciata, Toloi sale male tenendo in gioco il numero 18 che solo davanti a Sportiello non sbaglia. Raddoppio dei padroni di casa, retroguardia bergamasca pessima, quarta partita consecutiva in cui vengono subiti almeno due gol e forse sarebbe il caso di aprire una riflessione in tal senso: il ritorno al “vecchio” modo di difendere con la linea alta ha evidenziato gli stessi, identici problemi già visti lo scorso anno in fatto a gol presi. Ci si aggiunga che gli attori sono ancora quelli (Palomino e Toloi) e offrono sempre meno garanzie, soprattutto quando si tratta di velocità il numero 2 soffre troppo. L’Atalanta non esce dal campo, anzi insiste: Hojlund viene murato da Zovko in uscita bassa, Ruggeri calcia male da dentro l’area col mancino, Lookman viene murato da Kiwior al momento più bello. Tutte potenziali occasioni, che non portano però a reti, anzi a maggiori rischi. Al 35’ Nzola viene lanciato di nuovo in campo, con Palomino che pascola a un paio di metri di distanza e si deve impegnare per murare il 18 al momento della sua conclusione davanti a Sportiello, evitando un gol in fotocopia.

La ripresa non porta a nessuna svolta, nemmeno dopo il triplice cambio che porta in campo Zappacosta, Pasalic e Muriel e disegna la Dea con una sorta di 4-2-3-1. Anzi è lo Spezia a trovare il 3 a 0. Crossa dalla sinistra di Gyasi, pasticcio assurdo tra Scalvini e Hojlund che perdono palla in area, Holm va da Ampadu che col destro batte Sportiello. I bergamaschi si salvano perché in precedenza c’era una posizione irregolare e il gol viene annullato.

Dopo aver visto il fondo del baratro, l’Atalanta cerca di rimettersi in partita, Muriel entra bene in area ma calcia cadendo e il suo tiro esce. Al 71’ ancora padroni di casa in avanti, Ampadu fa quello che vuole, arriva al limite ma il suo destro a giro sfiora la traversa. A 13’ dalla fine, Zappacosta serve Hojlund, il danese si gira, brucia Kiwior e col destro batte Zovko portando il risultato sul 2 a 1. Bel gol del 17, probabilmente l’unico sufficiente dei suoi. Lo stesso attaccante ha la possibilità di pareggiare all’84’, ma il suo mancino a incrociare esce di nulla. Una Dea con poche idee si affida ai cross: Ruggeri mette in mezzo dalla sinistra un pallone ottimo per Zappacosta, la sua cornata viene respinta da un difensore spezzino, Koopmeiners crossa ancora e Pasalic sbuca alle spalle di tutti, corregge sottoporta e pareggia al 92’.

2 a 2 agguantato in extremis da un’Atalanta apparsa poco lucida e troppo, troppo perforabile in difesa, con una prestazione che ne richiama molte altre già viste. Poche idee in attacco, soprattutto perché la squadra non sembra in grado di cambiare piano di gioco, se non attaccare sterilmente per poi venire perforata con grande facilità. Nota di merito per Hojlund, grintoso, e Pasalic, uomo della provvidenza, mentre Toloi dietro sbaglia tutto e Muriel è troppo opaco. Ruggeri meglio in attacco che in difesa, dove soffre da maledetti la velocità di Holm. Tanti temi in vista della trasferta di Bologna in programma per lunedì 9 gennaio, partita da cui ripartire per cercare la quadra e dare tutto in questo anno nuovo.

Foto: Alberto Mariani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime Notizie

X
X
linkcross