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La stella del judo Paolo Roncaglia brilla anche Roma: sfiorato il podio ai Campionati nazionali

L'atleta valdimagnino racconta la sua esperienza alle finali nazionali di Roma, dove è giunto 7° e 9° in due differenti gare: "Quanto è difficile avere la mente lucida in un momento così"
11 Dicembre 2021

Dopo aver dominato i campionati regionali di ottobre, Paolo Roncaglia, judoka 14enne di Capizzone, sbarca sui tatami di Roma. Ai Campionati nazionali di Roma, categoria esordienti B secondo anno andati in scena il 12 novembre scorso, il giovane atleta dell’Asd Judo Orobie si è scontrato con i più forti atleti italiani. La sua voce e quella di Daniela Grieco, presidente dell’Asd, ci raccontano come è andata.

“È stata l’esperienza migliore che potessi fare - dice Paolo - anche meglio dei regionali, e mi fa felice il fatto che questa volta sono riuscito a controllare l’emozione e a dare tutto, anche se avrei magari potuto fare meglio gestendo la situazione nell’incontro che ho perso”. Una sconfitta non è mai facile da metabolizzare: “Quando ho perso, l’adrenalina è scesa, l’incontro dopo non è stato facile, diciamo che l’ho buttato un po’ via”. “È vero - conferma Daniela Grieco  -. Ma devo dire che Paolo ha avuto grande concentrazione contro un’atleta di una società napoletana tra le migliori, una realtà diversa, dove si concentrano più sullo sport”.

A questi livelli, il fattore psicologico è fondamentale e il nostro atleta lo sa: “prima della gara ho molta più ansia che durante: dal momento in cui inizi a lottare in poi ci sei solo e tu l’avversario, non conta più niente”. Parole a cui fanno eco quelle di Daniela: “La componente mentale, la testa, fa l’incontro, decide tra una vittoria o una sconfitta, Paolo ha dato il mille per mille, è stato un incontro straordinario. Mio figlio è il suo allenatore e ci siamo detti che gli errori capitano, Paolo è arrivato 7° e 9° (il judoka valdimagnino ha partecipato a due gare ndr), ma se avesse vinto sarebbe potuto andare ancora più avanti: un risultato niente male”.

Del resto, il livello della competizione è sembrato a Paolo nettamente più alto di quanto avesse visto fino a quel momento. “Ho sentito un cambiamento assoluto rispetto alle qualifiche, dove vincevo in modo lampante. Ai nazionali ti trovi persone forti forti, è tutta un’altra realtà, perché sono i migliori”, ci dice. “Ora bisogna vedere il suo percorso - puntualizza Daniela - per continuare a crescere perché lui ha la testa giusta, non si è bloccato come succede ad alcuni quando salgono sul tatami”. “La prima volta mi è successo così a Roma - racconta Paolo - ho perso subito perché non avevo concentrazione, succede, era la prima volta”.

Aldilà del risultato sportivo, Daniela è fiera del percorso del suo atleta: “In palestra tendenzialmente si vogliono crescere ragazzi pronti alla vita, perché nel judo si perde di più di quanto si vinca. Occorre imparare a risalire, altrimenti ci si abbatte. L'allenatore di Paolo, Loris Brioschi (che è figlio di Grieco ndr) organizza allenamenti strutturati in base alla vita dell’atleta, dando tempo per studiare e per andare bene a scuola. Si parla più di questo che delle vittorie, più su uno di stile di vita sano. Certo, da tecnico, sugli spalti, vedere gareggiare Paolo contro società forti mi ha fatto capire dove può arrivare e che potenzialità ha: un incontro illuminante.”

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