"Salutiamo Antonio con una lode di ringraziamento, per quel suo costante ricercare nelle radici e nelle pietre umane al fine di generare bellezza e bene per l'intera comunità". Con queste parole don Luca Ceresoli, durante l’omelia nella parrocchiale di Corna Imagna, ha dato voce al sentimento di un’intera vallata che lunedì 13 aprile si è stretta attorno al feretro di Antonio Carminati. Un addio che ha avuto il sapore di un abbraccio collettivo, dove il dolore per la scomparsa dello storico direttore del Centro Studi Valle Imagna e già sindaco del paese si è fuso con una gratitudine immensa.
Sotto un cielo plumbeo, la folla ha atteso l’arrivo del feretro sul sagrato, dove i sindaci della valle e le Penne Nere hanno formato un picchetto d’onore solenne. A sorreggere Antonio nel suo ultimo ingresso in chiesa sono stati proprio gli Alpini. La celebrazione è stata presieduta da don Luca e concelebrata da numerosi parroci tra cui don Claudio Zuccala, don Michele Rita, don Egidio Todeschini, don Lorenzo Frosio, don Battista Bettoni, don Michele Lievore, don Domenico Locatelli, il cugino don Patrizio Carminati, don Doriano Locatelli e don Giorgio Bugada.
Carminati se n’è andato dopo aver curato e trascritto ogni scheggia di storia locale, lasciando un'eredità intellettuale che resterà come un pilastro per l'intera valle. Numerose le testimonianze che hanno chiuso la funzione, che hanno espresso un sentimento di riconoscenza immenso per quanto Antonio Carminati ha saputo donare alla sua amata Valle Imagna. Il momento di più alta commozione si è raggiunto con la lettura dei versi scritti dalla moglie Mirella: "Ti sei assopito proprio come il sole quando cala dietro la linea del Resegone, volgendo ormai lo sguardo verso l'orizzonte delle stelle". Dopo la preghiera dell’alpino e il canto "Signore delle cime", il corteo ha accompagnato Antonio al cimitero, dove il suono solitario della tromba alpina ha dato l'ultimo saluto prima della cremazione.
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