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L'agricoltura è (anche) dei giovani: 241 le nuove aziende bergamasche finanziate dalla Regione dal 2014 al 2020

Confai: ''La gestione realizzata dalla Regione Lombardia dal 2014 ad oggi ha incentivato l’insediamento di nuove leve in agricoltura, ma occorre apertura alle imprese agromeccaniche''.
23 Febbraio 2021

“La gestione realizzata dalla Regione Lombardia dal 2014 ad oggi ha incentivato l’insediamento di nuove leve in agricoltura, ma per dare un vero impulso all’innovazione nel settore primario occorre aprire l’accesso agli aiuti comunitari anche ai giovani desiderosi di iniziare o rilevare un’impresa nel comparto agromeccanico”.

È quanto ha affermato il presidente bergamasco e lombardo di Confai, Leonardo Bolis, commentando i dati recentemente diffusi dalla Regione Lombardia circa l’assegnazione di contributi per l’insediamento dei giovani in agricoltura, nel quadro dell’attuale programmazione per lo sviluppo rurale.

Nel periodo 2014-2020 la Regione ha infatti ammesso a finanziamento 1.141 nuove aziende lombarde (di cui 241 in provincia di Bergamo), per un ammontare complessivo di euro 29.190.000. Tuttavia, come succede anche nel resto del paese, restano ancora escluse dai fondi comunitari per lo sviluppo rurale le imprese che erogano servizi di coltivazione in conto terzi.

“Consideriamo senz’altro como positiva l’annunciata intenzione della Regione di incrementare nel prossimo futuro gli importi dei premi di primo insediamento – ha aggiunto il direttore di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo , ma occorre risolvere senza indugi il nodo dell’accesso degli agromeccanici ai fondi UE”.

Si tratta di una questione annosa sulla quale la Regione Lombardia ha già dato alcuni segnali positivi nella direzione suggerita da Confai. “A questo punto – conclude Cattaneo – ci aspettiamo che finalmente si permetta ad una categoría professionale vocata all’innovazione di accedere in condizioni di parità alle stesse opportunità di cui godono altri attori del settore primario, a maggior ragione in un periodo caratterizzato da una crisi generalizzata dell’economia nazionale”.

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