L’Atalanta esce dal Sinigaglia con uno 0-0 che pesa più per il carattere che per la classifica, al termine di una gara complicata fin dalle primissime battute contro un Como più in alto in graduatoria di cinque punti e in piena corsa per le posizioni europee, proprio come i nerazzurri. La partita si mette subito in salita per la Dea, che resta in dieci uomini dopo pochi minuti per un’espulsione che cambia completamente il piano gara: la squadra bergamasca è costretta a ridisegnarsi, abbassa il baricentro e punta su compattezza e ripartenze, mentre i padroni di casa prendono campo e gestione del possesso.
Nonostante l’inferiorità numerica, l’Atalanta non si scompone, chiude bene gli spazi centrali e concede soprattutto tentativi dalla distanza, con la linea difensiva che lavora stretta e il portiere decisivo negli interventi più delicati. Il Como prova a sfruttare l’uomo in più con una circolazione insistita e diversi palloni messi nell’area nerazzurra, ma trova pochi varchi puliti e deve affidarsi a conclusioni forzate.
L’Atalanta, pur con risorse offensive limitate dalla situazione, riesce comunque a farsi vedere in avanti con qualche transizione e un paio di situazioni su palla inattiva, senza però trovare la precisione nell’ultimo tocco. Con il passare dei minuti la gara diventa sempre più bloccata: il Como spinge ma perde lucidità negli ultimi metri, l’Atalanta difende con ordine, spezza il ritmo e porta il confronto su un piano di duelli e seconde palle. Nel finale la pressione dei lariani aumenta, ma la retroguardia nerazzurra regge e il risultato non si sblocca fino al triplice fischio, quando Carnesecchi para un rigore a Nico Paz.
Dopo la gara di Champions League persa a Bruxelles contro l’Union Saint Gilloise Palladino cambia qualcosa nell’undici titolare: Carnesecchi confermato tra i pali, Ahanor, Djimsiti e Scalvini il terzetto difensivo, Bernasconi e Zappacosta sulle fasce, De Roon ed Ederson in mezzo al campo, Zalewski e De Ketelaere alle spalle di Scamacca. Fabregas risponde con Butez in porta, Smolcic, Kempf, Ramon e Valle in difesa, Perrone e Da Cunha a centrocampo, Vojvoda, Nico Paz e Baturina a supporto di Douvikas.
La partita si accende al 7′ con l’episodio chiave, quando l’Atalanta rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Honest Ahanor per condotta violenta, quando, a palla lontana, colpisce Perrone al volto reagendo alla provocazione del giocatore del Como. Condizione che plasma inevitabilmente il primo tempo e, in larga parte, la gestione complessiva della gara dei bergamaschi. Nonostante l’inferiorità numerica, l’Atalanta si dimostra compatta in fase difensiva, con alcuni interventi chiave di Marco Carnesecchi, che mantiene la porta inviolata sia nel corso dei primi 45 minuti che nella ripresa. Sono ben 23 i tiri del Como (8 in porta), contro i sette totali dell’Atalanta, quasi l’80% di possesso palla per i lariani e ben 715 passaggi contro i 198 dei nerazzurri, e per quanto riguarda statistiche più approfondite, il Como per quello che ha creato avrebbe potuto (dovuto) segnare ben 4 gol, i cosiddetti “expected goal”.
Nel corso del primo tempo, i padroni di casa riescono sporadicamente a rendersi pericolosi: al quarto d’ora grande lavoro al limite dell'area di Baturina, che con un no-look perfetto libera Douvikas sulla destra: il tiro del greco - completamente solo - è però impreciso. Poco dopo altra verticale geniale di Baturina che, da centrocampo, lancia Douvikas: il greco, contrastato da Scalvini, tira in corsa ma non riesce a dare precisione al diagonale, facile preda di Carnesecchi. Nel finale di primo tempo bella palla di Perrone in verticale per Douvikas: il greco protegge palla, si gira e anziché andare al tiro serve l'accorrente Nico Paz, che prova a piazzare il pallone ma trova la presa sicura di Carnesecchi, seguita da una conclusione violenta ma centrale dell'argentino: Carnesecchi non trattiene, e sulla respinta si avventa ancora Douvikas, anticipato all'ultimo da Scalvini. Chiude una grande parata del numero 1 nerazzurro, che con grande coraggio chiude lo specchio a Jacobo Ramon, che ha colpito a botta sicura dopo il tiro cross di Kempf.
La ripresa si apre con la più grande occasione della partita per l’Atalanta, palla eccezionale di De Ketelaere, che si libera con il tacco a centrocampo e serve in verticale Sulemana: il centrocampista della Dea corre verso la porta, mette a sedere Ramon e calcia verso la porta, trovando una grande risposta di Butez che mette in angolo. La gara un pò si spegne fino a cinque dalla fine, quando un’uscita disperata del portiere della dea, che si getta a corpo morto per coprire quanta più porta possibile su un tiro a botta di sicura di Jacobo Ramon, bravissimo a liberarsi in area.
Nell’ultimo minuto di recupero il rigore: Scalvini colpisce di mano invece che di testa su un cross del Como, al Var Pairetto decreta il penalty per la squadra di casa. Il portiere atalantino ipnotizza Nico Paz, al terzo errore stagionale dal dischetto. Prestazione sontuosa di Carnesecchi. Per come si è sviluppata la partita, il punto è prezioso soprattutto per l’Atalanta, che gioca quasi tutta la gara in inferiorità numerica e strappa un pareggio di resistenza; sul piano degli obiettivi però l’esito sorride di più al Como, che non perde terreno nella corsa davanti e mantiene il vantaggio sui bergamaschi.





