L’Atalanta torna da Reggio Emilia con una sconfitta per 2-1, bruttina e desolante, considerato anche la superiorità numerica avuta per trequarti gara complice l’espulsione di Pinamonti al quarto d’ora del primo tempo. Dopo l’impresa contro il Dortmund la Dea stecca in campionato. La trasferta contro il Sassuolo rappresentava un passaggio chiave per l’Atalanta nella corsa europea: i bergamaschi cercavano continuità dopo gli impegni ravvicinati e punti utili per consolidare la posizione in classifica verso un posto in Champions League, affrontando un Sassuolo in salute e reduce da risultati positivi nelle ultime uscite.
La Dea si presenta al Mapei con il consueto 3-4-2-1 di Palladino, Carnesecchi in porta, Kolasinac, Djimsiti e Scalvini in difesa, sugli esterni Bernasconi e Bellanova, Pasalic e De Roon in mezzo al campo, Zalewski e Samardzic alle spalle di Scamacca, insomma, un solo cambio rispetto alla gara di Champions. Grosso invece schiera il solito 4-3-3, Muric tra i pali, reparto difensivo composto da Coulibaly, Muharemovic, Idzes e Garcia, Matic davanti alla difesa, Koné e Thorsdvet mezzali, Berardi, Laurienté e Pinamonti in avanti.
Nei primi minuti Atalanta cerca di prendere confidenza con la manovra offensiva: Zalewski prova a sorprendere la difesa emiliana con un pallonetto sull’uscita di Muric, senza inquadrare lo specchio della porta. Un’intuizione di Kolasinac guida un’azione insistita sulla destra, ma il Sassuolo regge, chiude gli spazi e prova a ripartire in contropiede. Carnesecchi è chiamato a misurare bene i tempi sulle verticalizzazioni di Laurentié, mentre la retroguardia atalantina deve restare vigile sulle ripartenze avversarie. Al 16’ arriva il primo episodio clou: Pinamonti, nel tentativo di fermare Djimsiti, stende l’avversario con un intervento scomposto e riceve il cartellino rosso diretto, lasciando il Sassuolo in dieci uomini quando non è ancora trascorso un quarto d’ora.
La Dea prova a sfruttare la superiorità numerica, ma gli emiliani non arretrano e sembrano addirittura galvanizzati dalla situazione. È al 23’ che il Sassuolo, contro ogni pronostico immediato, passa in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Koné si trova nello spazio giusto all’interno dell’area piccola e devia alle spalle di Carnesecchi, siglando l’1-0 e scatenando l’euforia tra i padroni di casa. È un gol che coglie di sorpresa l’Atalanta, la quale stava cercando di salire con calma di ritmo. La partita continua con un Atalanta un po’ più lento nella costruzione, macchinoso nel trovare linee di passaggio nello stretto. Al 30’ Samardzic calcia verso la porta, ma Muric risponde con sicurezza grazie a una deviazione. Poco dopo il Sassuolo trova qualche spazio per impostare nuovi pericoli, e Bernasconi si guadagna un’ammonizione per un intervento falloso su Berardi.
Nonostante la difficoltà nel primo tempo, l’Atalanta prova a reagire: Bellanova crossa per Krstovic, la cui girata però termina alta. Nel finale di primo tempo il Sassuolo reagisce con una punizione di Berardi che finisce alta, e si va negli spogliatoi con gli emiliani avanti nonostante l’inferiorità numerica. La ripresa vede l’Atalanta tutt’altro che arrendevole: Palladino inserisce forze fresche per dare maggiore dinamismo, e la Dea parte forte, impegnando Muric con conclusioni ravvicinate. I bergamaschi occupano stabilmente la metà campo avversaria, ma la difesa del Sassuolo, pur in dieci, si chiude con ordine e propone ripartenze contro un avversario che fatica a trovare spazi.
Al 57’ Thorstvedt tenta una conclusione improvvisa che non sorprende Carnesecchi, ma è chiaro che il Sassuolo non si limita a difendere: pur con un uomo in meno gli emiliani sfruttano la compattezza e i tempi di chiusura per arginare le avanzate nerazzurre. La pressione atalantina si mantiene elevata, ma almeno fino all’ora di gioco non si concretizza in gol. Il momento cruciale arriva al 69’: Thorstvedt, lasciato troppi metri sul lato sinistro, piazza un gran sinistro all’incrocio che vale il 2-0 per il Sassuolo. È un duro colpo per l’Atalanta, che stava insistendo per riaprire il match.
Palladino prova a rimodellare l’attacco con altri cambi, inserendo energie fresche per cercare di accorciare il passivo. Ma il Sassuolo regge, resiste e non si fa sorprendere negli sviluppi offensivi dei bergamaschi, che aumentano i cross e tentano nuove combinazioni senza trovare lo spunto vincente. L’Atalanta continua ad attaccare con intensità, intensificando i cross dalla fascia e alternando situazioni di possesso in area, ma Muric e la difesa neroverde chiudono ogni varco, costringendo la Dea a soluzioni dall’esterno dell’area o giocate improvvise.
All’89’, però, dopo una lunga pressione, Musah trova il gol della bandiera con un inserimento in area che trasforma in rete un cross basso di Zappacosta, accorciando le distanze e dando un ultimo sussulto alla squadra di Palladino. Nei minuti finali l’Atalanta attacca con vigore e Idzes si immola su un tentativo pericoloso in area, ma il punteggio resta fissato sul 2-1 in favore del Sassuolo allo scadere. Il forcing atalantino nei sei minuti di recupero non produce un nuovo pareggio, e al triplice fischio arriva il successo clamoroso degli emiliani, capaci di vincere in inferiorità numerica.






