Ad un anno dalla pubblicazione dal suo primo libro "La carezza di un bucaneve - Diario di un consigliere comunale di montagna" il 53enne Fabio Annovazzi, originario di Averara, si prepara a tornare con il suo nuovo libro "Bellis Perennis - Dove l'acqua sa di fonte". Una pubblicazione che nasce dal desiderio di raccontare il bello in un mondo che, secondo l'autore, sembra dare sempre più spazio alla negatività e al tetro. Attraverso storie vere, ricordi, avventure e testimonianze, Annovazzi accompagna i lettori alla scoperta delle persone, delle tradizioni e delle bellezze delle nostre valli, con l'obiettivo di trasmettere emozioni positive e invitare a riscoprire ciò che spesso si trova proprio vicino a casa.
"Questo nuovo progetto è nato quasi spontaneamente, dalla volontà di proporre una narrazione diversa rispetto a quella che spesso caratterizza il mondo contemporaneo - ha raccontato Annovazzi. - Viviamo in un mondo in cui si è messo in pole position il brutto, la negatività e la paura. Io invece voglio scrivere qualcosa di bello, di genuino, di intrigante. L'unica maniera per salvarci da questa discesa verso la dissoluzione è la bellezza".
Da qui la scelta di raccogliere storie positive, vicende realmente accadute, personaggi che hanno lasciato un segno e testimonianze capaci di raccontare il valore della vita e delle relazioni umane. Un percorso che si sviluppa soprattutto tra le montagne e i paesi delle nostre valli, territori ai quali Fabio è profondamente legato e che, attraverso i suoi scritti, vorrebbe contribuire a valorizzare.
"Bellis Perennis è strutturato in cinque capitoli, ciascuno associato simbolicamente ad un dito della nostra mano, ai quali ho affidato un significato particolare. Il primo richiama l'approvazione e il segno positivo dell'ok; il secondo diventa uno strumento per indicare qualcosa di bello, anziché puntare il dito contro qualcuno; il terzo invece affronta anche il tema delle ferite, ma con uno sguardo rivolto alla possibilità di rialzarsi e ripartire. Il quarto, tradizionalmente legato alla fede e alla promessa, introduce una dimensione spirituale e religiosa, con particolare attenzione alla famiglia e alla testimonianza di una coppia. Infine il quinto è dedicato ai valori, attraverso racconti e situazioni che invitano a riflettere sull'importanza di ciò che si trasmette alle nuove generazioni" - ha proseguito Fabio.
Non mancano episodi curiosi, avventure e momenti di nostalgia, una componente che accompagna spesso la scrittura dell'autore e che, come lui stesso ha riconosciuto, emerge anche in questa seconda pubblicazione: "Il titolo richiama il nome scientifico della margheritina comune (altrimenti detta pratolina), un piccolo fiore che ho scelto per le sue caratteristiche di resistenza e tenacia. La Bellis Perennis fiorisce già nei primi mesi dell'anno e riesce a resistere anche alle temperature più rigide. Una pianta apparentemente semplice e umile, ma capace di sopravvivere alle difficoltà e tornare a fiorire".
Continuando l'autore ha spiegato che la Bellis Perennis è una pianta perenne, che profuma di eterno: anche quando sembra morire, rimane attaccata al terreno e resiste alle piccole e grandi gelate. Un'immagine che diventa metafora della capacità di affrontare le difficoltà senza perdere la propria forza, ma anche delle persone e delle storie che continuano a lasciare qualcosa di prezioso nel tempo. Il sottotitolo "Dove l'acqua sa di fonte" si lega invece ad un altro elemento fondamentale: l'acqua, intesa come origine della vita e simbolo di autenticità. Per approfondire questa tematica, Annovazzi ha intrapreso anche un percorso di ricerca direttamente nei luoghi in cui sgorgano le sorgenti, riscoprendo il valore e il sapore dell'acqua alla sua origine.
Una parte importante del libro è dedicata al territorio. Il punto di partenza è Valtorta e l'area situata ai piedi del Pizzo dei Tre Signori, ma i racconti si spostano anche negli altri paesi e nelle valli vicine, con una predilezione particolare per Averara. Tra le vicende presenti nell'opera c'è anche una ricostruzione storica legata al Laboratorio Soluna di Averara, dove Fabio lavora, con una ricerca approfondita e dettagliata che narra esperienze arrivate direttamente dalla Germania. Non mancano inoltre i racconti di persone conosciute dall'autore, esperienze reali, sogni e storie che meritano di essere tramandate. Annovazzi ha sottolineato di aver voluto mantenere un forte legame con la realtà: "Non c'è una virgola che sia fuori posto o artificiale, sono tutte vere, non romanzi".
Il suo intento è quello di diventare una sorta di ape esploratrice, capace di andare alla ricerca dei fiori più belli e profumati per poi mostrarli agli altri. Un'immagine che rappresenta anche l'invito rivolto soprattutto ai giovani ad uscire dal proprio abituale percorso per scoprire le ricchezze che li circondano: "Abbiamo tutto, anche nelle vicinanze, ma spesso non ce ne accorgiamo" - ha osservato, raccontando quanto le camminate tra le montagne continuino ad offrirgli spunti e nuove scoperte. Rispetto alla prima pubblicazione, Fabio ha spiegato di aver cercato di migliorare il proprio modo di comunicare, evitando ripetizioni e lavorando sulla capacità di raccontare sempre meglio situazioni e avventure reali. La sua sensibilità, tuttavia, rimane la stessa: un legame profondo con il territorio, accompagnato da una certa nostalgia per un mondo che sta cambiando e che rischia di perdere tradizioni, attività e conoscenze.
Un sentimento che vorrebbe trasmettere anche ai lettori, non come semplice rimpianto del passato, ma come stimolo a guardare con maggior attenzione ciò che ancora esiste e che merita di essere custodito: "Mi dicono che nei miei scritti si legge troppa nostalgia. Io spero di divenire 'contagioso', e che i ragazzi si ammalino in tanti di questa mia nostalgia" - ha scherzato l'autore. Il messaggio che vorrebbe lasciare è soprattutto un invito alla riflessione: non bisogna lasciare che la bellezza delle valli venga dimenticata, che i terreni si riempiano di rovi e che le attività e le storie delle comunità locali scompaiano senza lasciare traccia.
Questo nuovo libro di Annovazzi uscirà in tutte le librerie martedì 10 novembre. Al momento l'autore sta lavorando alla distribuzione locale. Per quanto riguarda le eventuali presentazioni, l'autore non ha ancora annunciato una data effettiva. C'è però un aspetto particolarmente significativo legato alla pubblicazione: "L'obiettivo non è lucrare; ma i proventi del libro, se ci sarà un riscontro positivo, verranno utilizzati per sistemare l'archivio storico parrocchiale di Averara, che purtroppo versa in un penoso stato di decadenza" - ha concluso Annovazzi.





