Musica, documentari e spettacoli: ecco cosa non puoi perderti di Humana Natura Festival

Alla scoperta del programma di Humana Natura, festival di arti performative in Valle Imagna in programma dal 23 luglio al 10 agosto.
18 Luglio 2025

Andiamo a scoprire per bene il programma di Humana Natura, festival di arti performative in Valle Imagna in programma dal 23 luglio al 10 agosto, dandovi tutti gli elementi necessari per scegliere come, dove e quando partecipare. L’importante è non mancare alla terza edizione che si preannuncia piena di appuntamenti importanti. Qui vi raccontiamo meglio gli spettacoli, i documentari, gli eventi di comunità, i reading etc.., ma anche delle artiste e degli artisti che compongono questo lungo cartellone estivo.

23 luglio - INAUGURAZIONE: Spettacolo musicale + aperitivo.

Ore 18,30 Ca’Berizzi // Casa dei Semi - Corna Imagna

LUNA / tracce di pane è una favola di suoni antichi e nuovi che raccontano di quel che c’è…e di quel che non c’è più. Uno spettacolo musicale che nasce da un lavoro di ricerca drammaturgica e performativa che intende indagare la Memoria ed il Desiderio attraverso la parola, il canto di tradizione orale, il rumore, l’azione e l’inter-azione scenica. Un piccolo vuoto, qualcuno che ieri c’era e adesso non c’è più, il buco in cui tuffarsi per sconfinare in un grande Universo, costellato di interrogativi. Ogni stella, una domanda: dove sono se non ci sono più? Che farebbe lei se fosse qui? Da dove arrivo io?

In scena, Elisa Guarraggi con la sua loop station e la sua voce potente e incantatrice. Lo spettacolo nasce nel 2025 con la residenza artistica La Cremallera (Ribes de Fresèr, Girona), finanziata dal bando Culture Moves Europe - Individual Mobility Action e si sviluppa anche grazie a CASA. Nata ad Alessandria nel 1992, Elisa Guarraggi è cantante, attrice e facilitatrice con una profonda passione per la musica tradizionale e le arti performative. Dal 2016 conduce una ricerca personale sulle musiche popolari italiane e internazionali, collaborando a progetti come Aquelar, Pasticcio Meticcio e fondando nel 2022 il gruppo “Bailenga”, di cui cura voce, arrangiamenti e regia. Ha lavorato in contesti internazionali, tra cui il Grotowski Institute di Wroclaw, e ha realizzato spettacoli come “LUNA: tracce di pane” in collaborazione con artisti catalani.

Dal 2018 Elisa conduce laboratori di canto e circle singing con il progetto “Parola al Canto LAB”, proponendo esperienze collettive in Italia e all’estero, accompagnando cori popolari e workshop in festival e teatri. Crede nella forza educativa della musica e per questo progetta e realizza laboratori musicali e teatrali per bambini e adolescenti, unendo folk, danza e creatività in scuole, biblioteche e associazioni.
Quest’anno Elisa ha tenuto un laboratorio con il suo metodo anche per la Compagnia della Valle, progetto di teatro di comunità che Teatro Kim ha attivato presso l’Oratorio di Cepino/Teatro Ideal e che ha la fortuna di vedere alla conduzione, oltre a MariCeleste, anche gli artisti e le artiste che gravitano attorno alla residenza artistica CASA. A fine spettacolo potremo chiacchierare con le artiste e gli artisti presso la Casa dei Semi, gustando l’aperitivo pensato per noi dalla Coop.Giovani Orme. Ingresso spettacolo: offerta libera con tessera Kim e prenotazione Aperitivo: 10 euro (piatto + 1 consumazione - garantite opzioni vegane e senza glutine). Prenotazione necessaria a humanannaturafestival@gmail.com, whatsapp: 3758893374. Il Festival è anche un momento per instaurare o rinforzare collaborazioni e amicizie. Quest’anno un nuovo ingresso nella rete di Kim è “PROPAGAZIONI”, Bollettino di esperienze di campo, magazine coordinato da Pietro Bonfanti. Grazie a lui, Doriana Offredi e con la collaborazione del Centro Studi Valle Imagna, il festival può offrire alla comunità la proiezioni di due importanti documentari.

Sabato 25 luglio: documentario + post cena

FATO PROFUGUS

Ore 21, Centro Studi Valle Imagna, Sant’Omobono Terme, via V.Veneto 148.

Un documentario per rileggere l’esperienza del Centro di Accoglienza Straordinaria di Vedeseta, realizzato con persone che hanno lavorato o vissuto all’interno del Centro e con artisti provenienti da diverse discipline. Un intreccio di testimonianze, performance e rievocazioni prodotte presso la sala prove della compagnia teatrale La Voce delle Cose e nelle abitazioni di alcuni richiedenti asilo che usciti dal Centro si sono trasferiti in diverse città d’Italia. Dall’esperienza oramai conclusa del Centro di Vedeseta, prende vita un percorso narrativo frastagliato che riconnette traiettorie biografiche e culturali. Un documentario partecipativo che vede richiedenti asilo, operatori sociali ed artisti di diverse discipline impegnati a reinventare la memoria di un piccolo Centro di Accoglienza Straordinaria situato in alta montagna.

Il regista ha lavorato nel Centro di Accoglienza Straordinaria di Vedeseta (BG) dal 2015 al 2018 come operatore addetto all’accoglienza. Il Centro ospitava 35 richiedenti asilo bengalesi appena arrivati dalla Libia e subito trasferiti a Vedeseta, un piccolo e isolato paese di montagna. Dopo la chiusura del Centro cominciano le riprese di Fato Profugus che si sono rivelate un’occasione per condividere memorie e contenuti sperimentando differenti linguaggi. Il regista e alcune persone che hanno partecipato al documentario saranno presenti in sala. E’ la prima volta che viene proiettato a Bergamo e provincia, un’occasione imperdibile. Alla fine potremo chiacchierare con gli artisti e le artiste gustando amari e bevande locali. Proiezione a offerta libera. Amari e bevande locali: offerti dal Centro Studi Valle Imagna

Sempre grazie a Pietro Bonfanti e Doriana Offredi, e ospiti del Centro Studi Valle Imagna, sabato 2 agosto dalle 18, il collettivo Propagazioni, presenterà il suo terzo numero del “Bollettino di campo”, magazine di esperienze socio-culturali, che in questa edizione comprende anche un breve poema di Teatro Kim. Assisteremo poi al documentario “Il fuoco che avevamo dentro”, di Maurizio e Fabio Bonfanti, che racconta la storia di Tersilia. Una donna di quasi 100 anni ripercorre i suoi ricordi, dalla vita contadina della sua infanzia, alla solitudine della vecchiaia. Un viaggio nel 900, tra tradizioni e superstizioni: il vissuto di una guerra, le difficoltà della montagna, l’amore, gli amici, la fatica di essere superstite.

Presente, passato e futuro si intrecciano nella mente e nell’intreccio filmico, attraverso riprese fatte nel corso di 30 anni dai nipoti di Tersilia: un racconto senza rimpianti che svela i cambiamenti di un personaggio che resiste e ama la vita, ma con la consapevolezza della morte. All’aperitivo con prodotti locali, suonerà per noi al pianoforte, Natalia Tyurkina, la pianista russa che da poco risiede a Berbenno e che da settembre aprirà le sue lezioni di pianoforte, solfeggio e violino.

E se vogliamo prepararci al tema dei ricordi e delle memorie, venerdì 1 agosto, alle ore 16 presso l’Oratorio di Berbenno, il gruppo Alzheimer e i suoi caregiver presenteranno il quaderno d’artista “Vocabolario della memoria” con poesie composte durante il percorso guidato dall’educatrice Alessandra Viscardi, con la partecipazione dall’arteterapeuta Valentina Capelli, l’intervento di facilitazione alla parola e al canto di MariCeleste Criniti e il sostegno prezioso delle volontarie Susanna Oggionni e Pierangela Vassalli, anche ideatrice del progetto. Il progetto è sostenuto dal bando “Idee ne abbiamo?”, dal Centro Famiglia e dall’Azienda territoriale per i servizi alla persona. Alle 16,30 il gruppo de “I Sunadur” coro animatore, costola dei Pane e Guerra, ci intratterrà con canzoni di una volta e risate, la festa è aperta! Il festival non poteva non accogliere questo progetto: le persone anziane sono le nostre radici, venite anche voi a ricostruire la memoria dei nostri amati Alberi!

E sempre alla poesia sono dedicati alcuni momenti del festival, oltre alla residenza, che vedrà i poeti e le poete scelte tramite bando incontrare il territorio. I poeti e le poete scelte tra le molte candidature arrivate sono Zoe Pellegrini, (Milano) Franca Mancinelli (Fano), Candelaria Romero (Bergamo) e Salvatore Smedile (Torino). Presenta la serata la giornalista Michaela Ghersi.

La sera del 26 luglio alle ore 20, presso il Prato della Mortesina, ospiti del comune di Capizzone, presenteranno il frutto della scrittura insieme, aprendo la serata al reading musicale che vedrà il poeta Cristiano Sormani Valli, insieme al musicista Massimiliano Scabeni, in Tutta la luce che c'è. Un dialogo fra le parole della poesia e uno sguardo. Un percorso per provare a diventare altro, per ascoltare, porre attenzione. Una possibilità di stare insieme. Un incontro, per metterci in mano un lumicino che ci accompagni nella foresta. “Movimenti” per accompagnare gli ascoltatori in una “sinfonia” di parole e musica, con accompagnamenti alla chitarra, alla voce e alle sonorità elettroniche. Poesie di autori italiani e stranieri contemporanei. Perché in questo momento fragile, la parola della poesia, ancora una volta, ci presta soccorso. Perché raccontare e raccontarsi è da sempre il modo in cui l’essere umano fa memoria, immagina ed elabora il tessuto dell’esistenza.

Cercare di tornare attori attenti in un mondo pieno di immagini ma, a volte, privo di immaginazione. Provare a prestare ascolto in un’esistenza sovraccarica di progetti, mete da raggiungere, di informazioni ma che azzera la memoria e tende a dimenticare le grandi domande del mondo e la felicità delle piccole cose. Come imparare di nuovo, nel nostro tempo, la grande lezione del raccontarsi, del raccontare? Come si può attraversare il dolore con le parole? Un incontro per provare a fermarci, per stare in ascolto, fare silenzio e usare questo nuovo spazio vuoto per iniziare a scrivere una nuova avventura. La nostra.

Una serata per stare insieme in mezzo alle parole, alle canzoni. Un dialogo in cui a lasciarci contaminare dai semi della poesia. Perché la “parola buona” risuona sempre in noi. La parola buona è una cura. Sa essere tutta la luce che c’è. Ed ecco che un po’ di luce ce la portano anche i giovani e le giovani della compagnia Le Bestie di Teatro Chapati, con lo spettacolo Antigone, coraggioso e di forte impatto.

Tebe. Sotto le mura della città, una guerra tra fratelli ha distrutto vite, relazioni e futuro. La legge di Creonte, per il bene della comunità, decide di escludere persone a beneficio di tutti. Le azioni di Antigone, per il bene della comunità, vogliono non dimenticare nessuno a beneficio del futuro di tutte. Una riscrittura contemporanea dell’Antigone di Sofocle che ci vuole interrogare su come gestiamo i conflitti, su come ce ne prendiamo la responsabilità come collettività, per provare ad uscire dalla spirale di violenza che riempie la nostra società. Andranno in scena il 3 agosto al Campo Valceschini di Berbenno, alle ore 17, portatevi la crema solare e molta acqua, coraggio! Ma soprattutto portateci i giovani e le giovani della Valle Imagna!

Il 27 luglio, invece, presso Ca’ Mosché, a Roncola, la Proloco insieme al Festival programmano “Mercedes, la cantora popular”. Lo spirito di Mercedes Sosa, la famosa cantante argentina conosciuta anche come “la Negra”, rivive attraverso un percorso a tappe, scandito da una continua alternanza tra musica e poesia, canto e narrazione, dal quale riaffiorano i momenti più significativi della sua esistenza. E’ un rito laico di rievocazione, la celebrazione in forma teatrale di una delle più grandi voci del ‘900. Il racconto, portato in scena con le tecniche proprie del teatro popolare di narrazione e del teatro canzone, si colloca tra quelle "narrazioni differenti" che vedono come protagonista un modello femminile di ispirazione, dal punto di vista artistico e umano.

In scena MariCeleste Criniti, anche direttrice del festival e regista della Compagnia della Valle, e Federico Lapo, che con la musica dal vivo di Massimiliano Scabeni (Teatro Kim), ci racconteranno e canteranno dell’amore di Mercedes per il suo popolo, attraverso l’esilio e la rivoluzione musicale sudamericana, contro le dittature. Altro progetto di MariCeleste Criniti, che potremo vedere in anteprima in questa edizione del festival è l’installazione “Veglia”, che si terrà presso CASA, a Berbenno il 31 luglio e il 5 agosto, per due turni da 1 ora. Che cos’è un’installazione? E’ un’opera d’arte che coinvolge più sensi, vista, udito, olfatto, tatto… e che viene posta in un ambiente adeguato al contenuto dell’opera stessa. In questo caso vedremo la rielaborazione di una veglia per le anime dei morti e ascolteremo una storia di famiglia densa di emozioni e di poesia.

Veglia ha avuto la sua prima apparizione a Milano, nello spazio di ricerca ZONA K, ed è ospite del KEF, Kalabria Eco Festival dove verrà tradotta in un poema collettivo in cui MariCeleste raccoglierà le storie di famiglia del paese per mescolarle con la sua e le porterà all’interno della Veglia. Un progetto intenso che coinvolge coraggiosamente la particolare biografia dell’autrice, da sempre alla ricerca delle sue radici (e delle sue ali).

Infine, tra gli spettacoli, possiamo menzionare, CORPOMEMORIA, alle 18,30 presso l’area laghetto di Sant’Omobono Terme. Sarà una performance istantanea, cioè con parti composte al momento e sarà frutto della residenza artistica delle giovani performer Lanza, Araki, Garini con Teatro Kim. Che dite? ce n’è per tutti i gusti, il filo conduttore resta il tema del festival, RADICI, ma ogni volta raccontate con modi diversi, con sguardi diversi.  L’arte può, e può arrivare davvero al cuore e alle radici di tutte le persone. Vi aspettiamo.

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