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Napoli - Atalanta 2-2: la Dea soffre e resiste

Soffre, soffre tanto, va sotto due volte ma rialza sempre la testa. Al San Paolo la Dea fa 2 a 2 contro il Napoli.
30 Ottobre 2019

Soffre, soffre tanto, va sotto due volte ma rialza sempre la testa. Al San Paolo la Dea fa 2 a 2 contro il Napoli, al termine di una partita che ha visto i partenopei meritare la vittoria ai punti, negata però da una squadra che non ha mai smesso di crederci. Del resto, quando la terza in classifica incontra la quarta, staccata di soli tre punti, lo spettacolo è assicurato.

È, per la prima mezz’ora, uno spettacolo tutto azzurro. Il Napoli, infatti, inizia la gara con il piede sull’acceleratore: l’occasione più ghiotta capita a Callejon che, imbeccato benissimo da Insigne, viene neutralizzato da una grande parata di Gollini. È il preludio del gol. Al quarto d’ora, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Insigne apre ancora per Callejon, lo spagnolo pennella in mezzo e Maksimovic colpisce di testa per il vantaggio dei partenopei. La Dea fatica a contenere gli inserimenti degli attaccanti avversari, che giocano ad un ritmo veramente elevato, trovandosi con facilità per creare azioni da gol. Così, Fabian Ruiz scambia con Milik e calcia, Gollini respinge e lo stesso attaccante polacco colpisce di testa da un passo: palla sul palo e poi tra le braccia del portiere. Incredibile occasione mancata.

I ritmi si abbassano e le squadre si allungano, l’Atalanta cerca di rendersi pericolosa in ripartenza, trovando, alla fine, il pareggio.  Triangolazione rapidissima tra Ilicic, Toloi e Freuler, lo svizzero si presenta davanti a Meret e calcia, il pallone passa tra le gambe di un disastroso Meret e finisce in gol. Parità ristabilita, dunque, a meno di 5 dall’intervallo. 

Il copione della ripresa è simile a quello della prima frazione. Il Napoli costringe l’Atalanta nella propria metà campo, costruendo tante trame in verticale. Grazie ad una di queste costruzioni, Insigne calcia a giro da ottima posizione, palla alta di poco. I partenopei sono anche sfortunati. Al 67’, Milik calcia una punizione dal limite, il pallone impatta la traversa ed esce. Due minuti dopo, ancora il polacco protagonista. Fabian Ruiz lancia benissimo il numero 99, il centravanti ex Ajax salta Gollini, in uscita disperata, e insacca a porta vuota.

La partita, per l’Atalanta, si mette male. Gasperini inserisce Muriel al posto di Gomez, nel tentativo di aumentare la spinta offensiva, mentre Ancelotti getta nella mischia Llorente. È proprio su di lui che si concentrano le polemiche di un finale infuocato. Mertens crossa, Kjaer contrasta lo spagnolo in piena area ed entrambi finiscono a terra. L’azione prosegue, Hateboer scarica per Toloi che serve in profondità Ilicic, lo sloveno trafigge Meret e realizza il 2 a 2. Proteste indiavolate da parte dei giocatori napoletani, che reclamano il rigore sul contatto precedente. Giacomelli non è dello stesso avviso e allontana Ancelotti dalla panchina. Il contatto tra i due giocatori è evidente, il VAR non ravvisa un chiaro errore e l’arbitro lascia proseguire. Gli 8 minuti di recupero non cambiano il risultato, alla fine è pareggio. 

Al netto delle futili polemiche, l’Atalanta non ha offerto la propria migliore prestazione. A questa squadra va riconosciuto il grande merito di saper incassare senza snaturarsi, mantenendo uno spirito indomito per tutti e novanta i minuti. In questo senso, è emblematica la prova di Gomez, capitano vero. Finché resta in campo, è l’uomo ovunque, dribbla, imposta, si sacrifica e recupera palla. Sprazzi per Ilicic, capace di abbinare uguali dosi di tecnica a momenti in cui si eclissa dalla partita. 
Archiviata la partita di Napoli, è già tempo di pensare al prossimo turno di Serie A. Domenica, all’ora di pranzo, c’è il Cagliari di Maran, altro avversario ostico per una Dea chiamata a non mollare un colpo. 

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