Paladina-Sedrina "sventrerà la Valle del Giongo": l'attacco dal comitato Salviamo il Parco dei Colli

Nuova lettera contro il terzo lotto della Tangenziale Sud, la Paladina-Sedrina, a firma del Comitato "Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo".
14 Luglio 2025

Nuova lettera contro il terzo lotto della Tangenziale Sud, la Paladina-Sedrina, a firma del "Comitato Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo". "Se non conoscete la bellezza del Parco dei Colli di Bergamo - esordisce la missiva -  venitela a scoprire prima che il terzo lotto della tangenziale sud di Bergamo la distrugga. ANAS e Provincia di Bergamo, avendo ricevuto i fondi statali, hanno ripreso in mano il progetto del III tratto della tangenziale sud. Progetto che sventrerà le piane di Sombreno, Sorisole e la Valle del Giongo: territori tra i più vincolati di Lombardia per la loro importanza naturalistica e paesaggistica e oasi rigenerante per migliaia di cittadini.

Da pochi mesi è nato il Comitato “Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo” per contrastare questo progetto nato sbagliato e per chiedere che si lavori su una proposta alternativa che risolva in modo più rapido, economico ed efficace il problema. 

A febbraio 2025 il progetto della Provincia è diventato definitivo, ora devono trovare i fondi. Oltre allo scempio paesaggistico e alla mancanza del rispetto dei vincoli naturalistici, vi sono molte criticità che elenchiamo: 1) costi altissimi destinati a lievitare: per realizzare 6,5 chilometri di strada, nel 2006 erano previsti 90 milioni di spesa diventati oggi 528 milioni più IVA !!!). 2) Il tracciato, in buona parte in galleria, prevede una sola corsia per senso di marcia che non risolverà il problema del traffico, con il rischio, soprattutto nei punti d’innesto, di restare a lungo in coda in galleria.

Testimonianza del fallimento del progetto è il tratto Curno – Valbrembo, recentemente riqualificato ad una sola corsia per senso di marcia, che ha spessissimo code. 3) Avendo solo tre punti di accesso (Valbrembo, Sorisole e Botta), unicamente chi verrà dalla Val Brembana o sarà in prossimità degli ingressi utilizzerà la tangenziale, mentre tutte le altre auto continueranno a transitare sulla SS 470.Quindi la nuova strada sarà utilizzata da meno della metà degli attuali automobilisti. 4) L’aumento dei gas di scarico nell’area di Petosino – una conca poco ventilata dove già oggi si superano spesso i limiti di legge - andrà ad aggravarsi incidendo sulla salute dei suoi 10.000 abitanti.5) E’ previsto un enorme cantiere base a Valbrembo con andirivieni di migliaia di mezzi pesanti durante tutti gli anni di cantiere che comporterà un forte inquinamento, infatti il 45% della terra e delle rocce estratti per i 6,5 chilometri di tracciato dovranno essere trasportati in discariche, immaginatevi quanti tir ci vorranno!! 6) Ci saranno enormi ed irreparabili danni paesaggistici e idrologici nel polmone verde dei bergamaschi. 7) La nuova strada sarà utilizzabile solo con il TOTALE completamento e collaudo di tutti i 6,5 chilometri. Il Comune di Sorisole riuscì a vincere una causa in tribunale che bloccò per 20 anni questo progetto insensato. Da anni dei comitati civici stanno spingendo affinché si studino delle alternative efficaci, la proposta più logica, che il nostro comitato sta spingendo, è il raddoppio a quattro corsie e l'interramento, solo nei punti critici, dell’attuale strada Curno - Villa d’Almè – SS 470. Questa proposta si basa sul fatto che, con grande lungimiranza, negli anni Sessanta la Provincia aveva già acquistato buona parte del sedime necessario per la realizzazione delle quattro corsie.

I vantaggi sarebbero facilmente tangibili:1) si abbasserebbero notevolmente le spese e i tempi di costruzione 2) si eviterebbero lunghe tratte in galleria 3) si assorbirebbe tutto il traffico locale incluso quello della Val Imagna che risulta invece tagliato fuori nel nuovo progetto 4) la strada potrà essere fruibile mano a mano che i vari lotti verranno terminati, contrariamente al progetto della variante 5) con i soldi risparmiati si potrà allungare fino il Val Brembana la TEB 2 e utilizzarla anche per il trasporto merci 6) se il colossale cantiere della variante dovesse bloccarsi per mancanza di fondi o altro, resterebbe uno scempio paesaggistico, una colata di cemento al centro del Parco dei Colli.

Chiediamo quindi agli amministratori pubblici di avere a cuore il bene dei cittadini e del patrimonio naturalistico riconsiderando seriamente lo studio di fattibilità della riqualificazione dell’attuale SS470 e ricordandosi che un progetto quasi identico a quello della nuova Variante era già stato bloccato dal tribunale. Abbiamo aperto una petizione su Change.org: Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo dal cemento che chiediamo di sottoscrivere, al momento abbiamo raccolto più di 7.600 firme!

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Commenti:
  1. Io sono di Paladina io dico che qualcosa bisogna decidere, il traffico da noi tutti i giorni è fermo colonne ,smog alle stelle ,lo respiriamo .il vice sindaco a Sanpellegrino si ricorda nei anni 80 le colonne in centro al suo paese primadelle gallerie costruite. Riepilogando chi di dovere risolva il problema .buongiorno

  2. Quanta razionalità per giustificare uno scempio, non è stata usata per opporsi all’inutile costruzione di supermercati che pullulano, mortificando paesi ovunque. Si mettono pezze per cercare di correggere errori del passato, però inutilmente. Si spera che la teb faccia qualcosa e un intervento sulla Rotonda Arlecchino sistemi un po’ ancora, giustificazioni alla variante 470 mi fanno venire in mente quegli interventi sugli alberi dopo i disastri climatici, tagliano e ancora tagliano sono loro i nemici, dopo che sono stati chiusi in terreni angusti invece di rispettarli in quanto nostri amici salutari, grazie per la pazienza io preferisco una passeggiata rigenerante al parco dei colli in mezzo al verde invece di una stazione di ricarica green. Voto per soluzioni meno impattanti sull’ambiente. Buona vita

  3. Sostengo pienamente la posizione del comitato “salviamo il parco dei colli”,.
    Senza mettere in discussione il fatto che risolvere il nodo della viabilità all’imbocco della Val Brembana sia necessario, io stesa la percorro più volte…, trovo vergognoso il progetto di devastare il parco dei colli con una nuova strada, senza voler considerare il miglioramento e l’ammodernamento di strutture già esistenti!
    I problemi del cambiamento climatico sono già evidenti , e non è un’osservazione fatta da una romantica ambientalista, sono studiosi da ogni parte del mondo che ce lo dicono e lo abbiamo sotto i nostri occhi ogni giorno!
    Non ci possiamo più permettere di sacrificare zone verdì a favore dell’ennesima cementificazione!!!
    Vi invito a leggere il progetto di questa nuova variante, per rendervi conto dello stravolgimento più totale in una delle ultime zone verdi della città di Bergamo!!
    Mi piacerebbe un incontro pubblico e che fosse data ai cittadini la possibilità, almeno una volta, di poter scegliere!

  4. Ma non è possibile intentare un qualche tipo di causa? Fare intervenire un magistrato? Coinvolgere partiti verdi non italiani (cioè un po' più seri di AVS)?

  5. Tutta gente che non la fa tutti i giorni. Ci lamentiamo tutto l'anno, ma appena si tenta di fare qualcosa c'è sempre qualcuno che rompe il cazzo e probabilmente istigato dall'alto. Vediamo almeno il progetto prima

  6. Io allibita...
    stiamo distruggendo il poco verde rimasto.
    Nel parco dei colli per tagliare un albero occorrono segnalazioni e permessi mentre ora, per gli "amici", va bene distruggero tutto nel nome del "progresso" perchè altrimenti la Valle muore....
    Non si vive solo di turismo in Val Brembana
    per cui trovo più utile far arrivare una tramvia a Sn Giovanni (valida alternativa) piuttosto che rovinare nuovamente il territorio.
    Detto da una (la sottoscritta) che tutti i giorni fa più di 20 km da casa a Curno....
    Ma perchè NON FACCIAMO UN BEL REFERENDUM POPOLARE?? La butto lì...

  7. È effettivamente uno scempio fatto solo nel nome del guadagno di qualcuno ma non per il bene dei cittadini o della natura. È un lavoro che assolutamente non va fatto. Poi nel parco dei colli per tagliare una pianta secca devo o uscire i tecnici a vedere a sbrigare pratiche e aspettare mesi. Un mondo al contrario. Chissà quante mazzette per spingere un lavoro del genere. Non mi stupirei ...siamo in Italia 🤬

  8. Anch'io non conosco così in dettaglio il territorio ma vedo che il suo consumo è irreversibile, favorendo sempre il trasporto su gomma.

  9. Rispondo punto per punto confutando quando espresso nella lettera, che trovo assurda e controproducente per la crescita del paese Italia:

    1)L’aumento dei costi è giustificato dall’inflazione e nuovi standard ambientali e di sicurezza (Corte dei Conti 2024).
    2)Le gallerie a corsia unica riducono comunque congestione e incidenti, come dimostrano studi europei (ETRR 2022).
    3)Anche con pochi ingressi, la nuova tangenziale alleggerirà il traffico locale, separando flussi di attraversamento (ANAS).
    4)La transizione ai veicoli elettrici entro il 2035 ridurrà drasticamente le emissioni (EEA 2024).
    5)I cantieri sono gestiti con norme rigorose per minimizzare impatti ambientali (ISPRA 2023).
    6)Sono previste mitigazioni ambientali obbligatorie a tutela del parco (UNI 11235).
    7)La nuova strada va completata interamente per garantire sicurezza e funzionalità.
    8)Il raddoppio della SS470 sarebbe più impattante e costoso, come mostrano studi MIT e RFI.
    9)La mobilità elettrica rende il progetto sostenibile e lungimirante.
    Credo che sviluppo e tutela ambientale possano coesistere se affrontati con realismo e tecnologie moderne.
    Se pensate che il progresso sia un nemico da combattere piuttosto che un’alleanza da costruire, state perdendo tempo. Le infrastrutture possono – e devono – essere l’ossatura di un futuro sostenibile, non un ostacolo.

    1. Rispondo a mia volta punto per punto confutando quando espresso con queste sue osservazioni, che francamente trovo infondate e fuori contesto non tanto «per la crescita del paese Italia» (che c’entra?) quanto per il bene del territorio in questione e delle sue comunità:

      1) «L’aumento dei costi è giustificato dall’inflazione e nuovi standard ambientali e di sicurezza (Corte dei Conti 2024).» Be’, che vuol dire? Qui si rimarca un’ovvietà che non giustifica nulla, l’unica giustificazione plausibile è data dall’utilità effettiva dell’opera proposta e dalle sua ricadute positive sul territorio che la ospita: cose palesemente mancanti, come si vedrà in seguito.

      2) «Le gallerie a corsia unica riducono comunque congestione e incidenti, come dimostrano studi europei (ETRR 2022)»: FALSO. In realtà gli incidenti nelle gallerie a senso unico presentano rischi maggiori a causa della ridotta possibilità di manovra e della mancanza di vie di fuga immediate, come dimostrano gli studi al riguardo, compresi quelli di ANAS.

      3) «Anche con pochi ingressi, la nuova tangenziale alleggerirà il traffico locale, separando flussi di attraversamento (ANAS).»: EVIDENZA NON DIMOSTRABILE, e d’altro canto la nuova arteria separa solo parzialmente i flussi di traffico generando di contro nuovi punti critici di ammassamento degli stessi flussi. Per giunta, anche se alleggerisse il traffico locale, fino a quando ciò lo farebbe, visto che nei pressi della “vecchia” statale sono in progetto nuove grandi edificazioni commerciali che inevitabilmente aumenteranno quei flussi?

      4) «La transizione ai veicoli elettrici entro il 2035 ridurrà drasticamente le emissioni (EEA 2024)» EMBÉ? Non è solo quello dell’aria l’inquinamento che tali strade generano ma uno dei tanti, alcuni dei quali irreparabili (il consumo di suolo, ad esempio), e prima che la transizione alla mobilità elettrica sarà completa passeranno ancora decenni.

      5) «I cantieri sono gestiti con norme rigorose per minimizzare impatti ambientali (ISPRA 2023).» Be’, basta scorrere le cronache giornalistiche italiane degli ultimi decenni per confutare tale idealistica affermazione.

      6) «Sono previste mitigazioni ambientali obbligatorie a tutela del parco (UNI 11235).» Certo, si chiamano GREEN WASHING e in ogni caso tali mitigazioni in realtà mitigano ben poco, e nulla in merito al consumo di suolo e al degrado paesaggistico del territorio coinvolto.

      7) «La nuova strada va completata interamente per garantire sicurezza e funzionalità.» E CON CIÒ? Qui viene affermata un’ovvietà, che vale per qualsiasi cosa e dunque non vale per niente.

      8) «Il raddoppio della SS470 sarebbe più impattante e costoso, come mostrano studi MIT e RFI.» Già, due studi assolutamente INDIPENDENTI, vero? Che non sia più costo lo dimostrano le carte, che sia più impattante è una cosa non dimostrabile e comunque mitigabile, se ben gestita. Senza contare che qui non si considera l’altro maggiore e permanente impatto, quello al territorio e al paesaggio. Veramente si crede di impattare di meno, con la nuova strada, e si ignora che essa impatterà di più e per lungo tempo sulle zone coinvolte?

      9) «La mobilità elettrica rende il progetto sostenibile e lungimirante.» RIPETIZIONE INUTILE, vedi il punto 4.

      «Credo che sviluppo e tutela ambientale possano coesistere se affrontati con realismo e tecnologie moderne.» Verissimo, e infatti il realismo e la tecnologia moderna permette di non dover sottostare a un progetto talmente impattante, fuori contesto, estremamente costoso e potenzialmente inutile.

      «Se pensate che il progresso sia un nemico da combattere piuttosto che un’alleanza da costruire, state perdendo tempo. Le infrastrutture possono – e devono – essere l’ossatura di un futuro sostenibile, non un ostacolo.» Qui si proferiscono mere accuse gratuite. Il progresso è tale quando va realmente a beneficio dei luoghi ove si manifestano i suoi effetti. Non sono certo le infrastrutture come la variante in progetto a fare del nostro futuro un ambito sostenibile, anzi: di opere simili se ne realizzano da decenni ed è pleonastico affermare quanto siano tra le cause principali del degrado ambientale e della qualità di vita dei nostri territori. Perseverare in tali proposte non significa solo guardare esclusivamente al passato ma pure dimostrare una ben scarsa sensibilità e cura nei confronti del paesaggio e di chi lo abita e ci vive quotidianamente.
      Grazie.

  10. Gentile Comitato “Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo”,

    ho letto con attenzione la vostra lettera e, pur rispettando l’amore per il territorio che dichiarate, credo sia doveroso mettere in discussione alcune vostre posizioni alla luce dei dati più aggiornati e delle reali sfide che ci troviamo ad affrontare. Il mondo cambia, e credere che sviluppo e tutela dell’ambiente siano antagonisti è un approccio superato; la vera sfida è farli convivere, non opporli con strenua idealizzazione.

    Quanto ai costi, è vero, sono aumentati rispetto al 2006, ma questo non è un capriccio o un fallimento: è la conseguenza inevitabile di inflazione, rincari materiali e, soprattutto, di norme ambientali e di sicurezza oggi molto più stringenti. Preferite forse una “riqualifica” della SS470 che vi costerà di più, durerà decenni e paralizzerà un territorio già saturo? I dati del MIT (2021) parlano chiaro: nuove infrastrutture studiate ex novo sono più sostenibili e meno onerose nel medio-lungo termine.

    Sull’impatto reale sul traffico, vi invito a riflettere: i numeri europei e nazionali (Eur. Transp. Res. Rev., 2022) dimostrano come varianti, anche a corsia singola, sciolgano i nodi del traffico invece di complicarli. Se il tratto Curno-Valbrembo non ha funzionato come sperato, non è una sentenza contro l’intero progetto, bensì il segno che ogni percorso ha dinamiche proprie, e isolando il traffico di attraversamento si migliora sicurezza e qualità della vita nei centri abitati.

    Trovo quasi ingenuo il timore sui “pochi punti di accesso”. Una variante serve esattamente a deviare il traffico di transito, lasciando le arterie storiche alla mobilità locale. La letteratura tecnica lo conferma: meno accessi selezionati possono produrre effetti positivi e concreti (ANAS, 2019).

    Per quanto riguarda le paure sull’inquinamento, vi invito a guardare in faccia la realtà. La transizione elettrica è già qui, non è fantascienza. Entro il 2035 i veicoli a combustione spariranno, e oggi circolano già più di un milione di mezzi a basse emissioni (EEA, 2024; MIMS, 2024). Una strada più fluida riduce le emissioni in modo significativo, mentre continuare a scagliare allarmi su questo fronte appare ormai una resistenza nostalgica al futuro.

    I cantieri impattano, è un dato di fatto, ma gli strumenti normativi e tecnologici odierni garantiscono mitigazioni rigorose e monitoraggi costanti. Non stiamo più parlando degli scavi incontrollati di un tempo (ISPRA, 2023).

    Sul fronte della tutela ambientale, è doveroso ricordare che le leggi impongono interventi di compensazione ecologica obbligatori e spesso migliorativi rispetto alla situazione preesistente, inclusi corridoi ecologici e barriere verdi (UNI 11235:2015). Restare ancorati all’idea che grandi opere e ambiente siano incompatibili è ormai irragionevole.

    Il vostro sogno di riqualificare e interrare la SS470 è affascinante solo in teoria, nella pratica significa anni di lavori paralizzanti nel tessuto urbano, con disagi insopportabili e costi proibitivi (Studio RFI, 2022). Non è un’opzione seria, né percorribile.

    Infine, la transizione verso l’elettrico non è più una promessa, ma una realtà. Dal 2035 sarà vietata la vendita di auto benzina e diesel (Regolamento UE 2023/815), e le infrastrutture devono adeguarsi con stazioni di ricarica, illuminazione intelligente e soluzioni green integrate.

    Insomma, se pensate che il progresso sia un nemico da combattere piuttosto che un’alleanza da costruire, state perdendo tempo. Le infrastrutture possono – e devono – essere l’ossatura di un futuro sostenibile, non un ostacolo. Costruiamo insieme “verde e futuro”, non muri ideologici.

    Sono disponibile a un confronto serio e pragmatico, lontano da slogan e allarmismi, perché senza dialogo non si arriva da nessuna parte.

    Cordialmente,
    Umberto

  11. Il raddoppio va benissimo.
    Occorre modificare la rotonda Arlecchino
    Vedi quella delle valli... che funziona meglio...? Grazie È la prima volta che scrivo

  12. Premetto che non conosco il fatto specifico, ma in questi ultimi anni/decenni si continuano a costruire strade, strade e ancora strade e tutte a prezzi folli. Sicuramente alcune di queste sono necessarie, ma tante altre sono assolutamente inutili. Probabilmente servono per distribuire soldi agli amici e agli amici degli amici nel pieno disprezzo del territorio e delle popolazioni residenti. E dopo l'asfalto verrà il cemento sotto forma di enormi nuovi capannoni per l'inutile logistica che "mangeranno" ulteriore territorio agricolo invece di abbattere e ricostruire dove già ci sono decine di capannoni abbandonati da anni. E cosa dire poi della lievitazione abnorme dei costi? Qualche approfondimento su questo forse la magistratura dovrebbe farlo, giusto per capire come mai.

    1. E invece considerare di rendere a doppia corsia, la strada che già c'è, da Clanezzo a Zogno,? In parte il traffico della val imagna è flusso da Curno, potrebbe passare da quella strada.
      Comunque pronta a firmare la petizione.

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