Qualità della vita: la provincia di Bergamo perde la vetta, ma resta al top su tanti aspetti

Crescita importante nell’area affari e lavoro per tasso di disoccupazione giovanile, start up innovative, attenzione all’ambiente, qualità della vita delle donne, servizi.
1 Dicembre 2025

Dopo il primo posto nel 2024 nella classifica de Il Sole 24 Ore dedicata alla qualità della vita nelle provincie italiane, Bergamo e la sua provincia scendono quest'anno al quinto posto. Il primato lo agguanta Trento, davanti a Bolzano, Udine e Bologna, rispettivamente seconda, terza e quarta.

Tuttavia "Bergamo e la sua provincia - evidenzia il sindaco Elena Carnevali - si distinguono in alcuni indicatori della classifica della “Qualità della Vita” de “Il Sole 24 ore” per una crescita importante nell’area affari e lavoro per tasso di disoccupazione giovanile, start up innovative, attenzione all’ambiente (e un terzo posto raggiunto nella classifica Ecosistema urbano di Legambiente), qualità della vita delle donne, qualità dei servizi, confermando anche quest’anno l’inesistenza dell’emigrazione sanitaria. È il risultato di politiche pubbliche coerenti, di amministrazioni solide e di comunità che hanno saputo affrontare le trasformazioni con responsabilità e collaborazione". QUA i dati completi.

“Bergamo e la sua provincia - spiega la Carnevali - si confermano ancora una volta ai vertici: quinti su 107 capoluoghi di provincia e primi in Lombardia. Un risultato che testimonia la solidità del nostro territorio e la capacità di mantenere alta la qualità della vita in modo stabile e continuo: da quattro anni siamo stabilmente tra le prime quindici città e province d’Italia e nella top five insieme a capoluoghi come Trento, Bolzano, Udine di regioni a Statuto speciale, con cui ci alterniamo le posizioni sul podio. Un dato che parla di continuità, equilibrio e visione di un sistema territoriale delle medie città che funziona. Questo posizionamento riconosce il valore di un impegno condiviso, che ha coinvolto istituzioni, imprese, terzo settore, mondo educativo e ospedaliero ma, soprattutto, le cittadine e i cittadini che ogni giorno contribuiscono, con il proprio lavoro e la propria partecipazione a costruire una città attenta, inclusiva e proiettata al futuro.

La Classifica diventa utile - prosegue la prima cittadina - anche per pianificare le politiche di governo perché offre, anche con l’introduzione di nuovi indicatori, gli ambiti che siamo chiamati a migliorare. In primis il tasso di diplomati, laureati e la formazione continua centrali per la conoscenza e la competitività del nostro territorio, l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione nonostante un lieve miglioramento, la richiesta di sicurezza, la disuguaglianza dei redditi per cui siamo tutti chiamati a dare risposta, oltre all’offerta della casa, la mancanza di medici di medicina generale, la salubrità dell’aria".

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