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Alain Cavagna, figlio e fratello d'arte: "La corsa per me è tutto, mi aiuta a pensare"

Figlio d'arte con un padre atleta e mamma giudice di gara e fratello di Nadir, anch'egli atleta della stessa società e già componente della Nazionale Italiana, Alain si nutre di atletica leggera sin da piccolo.
4 Marzo 2022

Reduce dal 12° posto in Coppa Europa di Società con la “sua” Atletica Valle Brembana, Alain Cavagna, Sanpellegrinese classe 2001, è stato protagonista della manifestazione con il suo 23° posto nella classifica individuale assoluta. Figlio d'arte con un padre atleta e mamma giudice di gara e fratello di Nadir (qua abbiamo raccontato della famiglia Cavagna), anch'egli atleta della stessa società e già componente della Nazionale Italiana, Alain si nutre di atletica leggera sin da piccolo.

Mio fratello è sempre stato il mio punto di riferimento - ci racconta -. Anche mio papà andava forte, ma l'atletica che praticava lui è molto diversa da quella di adesso. Son cambiati i metodi di allenamento, l'attenzione all'alimentazione, lo studio e la preparazione della gara e persino i materiali son cambiati. Mio fratello, invece, ha pochi anni più di me e l'ho sempre visto come un modello da emulare.”

“La corsa per me è tutto, rappresenta la libertà - racconta Alain alla domanda sul perché avesse scelto proprio l'atletica e in particolare il mezzo fondo -, mi permette di pensare alle mie cose e a me stesso, non è solo una fatica fisica, ma mi da motivazioni personali per invogliarmi a raggiungere i miei obiettivi sia sportivi che individuali.”

"Mi alleno 2 volte al giorno - prosegue Alain - e spesso sono da solo sia in pista che per strada o nei boschi e faccio allenamenti lunghi, circa due ore per ogni seduta di allenamento, e un quei momenti si pensa, tantissimo, sia a cose belle e che ti danno tanta energia, sia a cose negative. Bisogna imparare a gestire i propri pensieri. Spesso è utile l'aiuto di un mental coach che ti insegni a indirizzare tutta questa energia. E in gara è la stessa cosa. Devi restare concentrato. Oggi, rispetto ad esempio a quando gareggiava mio padre, c'è moltissima strategia, ci sono i giochi di squadra e a volte non è il più forte fisicamente quello che vince, ma chi ha più testa". Anche durante la pandemia Alain ha continuato ad allenarsi. Lo faceva a casa sul tapis roulant percorrendo la stessa quantità di chilometri e per la stessa quantità di ore che fa quando corre all'aperto,“ma non è la stessa fatica mentale”


Alain, il primo da destra con la sua famiglia "atletica".

Prima dell'atletica la passione per il pattinaggio a rotelle

Pochi lo sanno, ma la passione per l'atletica di Alain Cavagna aveva un antagonista: il pattinaggio“Quando andavo in vacanza in Trentino mi piaceva molto mettere i pattini a rotelle e sfrecciare per le strade del paese - confessa il campioncino dell'Atletica Valle Brembana -. La sensazione è un po' simile a quella che provi correndo, ma la velocità è diversa, senti il vento e devi stare molto concentrato perché basta un attimo e ti trovi per terra. E se cadi puoi farti davvero male.”

Proprio per non rischiare di compromettere la sua attività di atleta, i pattini son stati lasciati in un armadio. Armadio dove ora si trovano pure le maglie azzurre dalla nazionale, indossate più volte nel corso della carriera: “L'emozione è fortissima quando ricevi la convocazione, e quando ti consegnano la divisa non ti sembra vero. Ma il momento in cui realizzi quello che sta accadendo è quando sei sulla linea di partenza della gara. Li ti rendi conto che non gareggi più solo per te stesso, ma per il tuo Paese. Ti sembra di essere investito di un sacco di altre responsabilità. È una bella sensazione”.

In Nazionale di corsa campestre, in Nazionale nelle gare su pista, collegiali in Italia e all'estero ma dove vuole arrivare Alain Cavagna? “Il mio sogno nel cassetto sono le Olimpiadi”, risponde sorridendo “ma i tempi minimi per poter partecipare a questa competizione per adesso sono, per me, inarrivabili. Bisogna arrivarci un poco per volta” L'esperienza maturata nella recente competizione europea ha dato ancora più consapevolezza al giovane atleta Brembano delle proprie capacità e potenzialità.

Alain è da tempo sotto gli occhi attenti dei selezionatori della Nazionale di Atletica e sta seguendo, sotto la guida esperta di Roberto Ferrari, storico presidente dell’Atletica Valle Brembana un programma di allenamenti finalizzato al raggiungimento del primo grande obiettivo di Alain, la convocazione per i Campionati Europei (di corsa campestre e su pista). Sono sicuramente traguardi ambiziosi, ma il talento e la forza dimostrata fin qui dall'atleta di San Pellegrino sono ottime credenziali.

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