Alex Baroni, campione nel salto in lungo e pizzaiolo nel weekend: di corsa verso i sette metri

A 17 anni Alex Baroni ha già conquistato un titolo regionale e un sesto posto ai Campionati italiani. Ora l'atleta di Zogno punta sempre più in alto: "Durante i miei salti mi sento libero e senza pensieri".
31 Ottobre 2026

A volte una passione nasce quasi per caso. È quello che è successo ad Alex Baroni, 17 anni di Zogno, che ha iniziato a praticare atletica leggera quando ne aveva appena otto, seguendo alcuni amici. "In famiglia non seguivamo molto il calcio, che invece era lo sport più praticato tra i ragazzini", racconta. Così, per riempire i pomeriggi e staccare dalla scuola, Alex si è avvicinato all’atletica. Quello che sembrava semplicemente un modo per tenersi impegnato si è trasformato, anno dopo anno, in una vera passione.

Il primo approccio è stato con il mezzofondo e le gare campestri, prima di passare al vortex, disciplina nella quale nel 2022 ha conquistato il titolo di campione provinciale. Poi, raggiunta l’età per cambiare categoria, è arrivato il salto in lungo, anche grazie al consiglio del suo allenatore, Mario Pirola. Una scelta che avrebbe cambiato il suo percorso sportivo.

"Ho deciso di specializzarmi nel salto in lungo perché lo trovo molto divertente e liberatorio. Durante i miei salti mi sento libero e senza pensieri". Una sensazione che, oggi, accompagna Alex ogni volta che prende la rincorsa verso la pedana.

Il salto in lungo è una disciplina fatta di velocità, tecnica e precisione. L’atleta deve costruire la rincorsa per arrivare alla pedana con il giusto ritmo e staccare senza oltrepassare la linea di battuta, cercando poi di raggiungere la massima distanza possibile nella buca di sabbia.

Alex si allena attualmente tre volte alla settimana al campo sportivo di Camanghè, ma presto gli allenamenti saliranno a cinque. È tesserato per l’Atletica Valle Brembana ed è l’unico saltatore maschio della società. Si allena insieme ad altri atleti specializzati soprattutto nella velocità e nel salto in alto, con i quali ha costruito un legame molto forte.

Al suo fianco c’è soprattutto l’allenatore Pirola, una figura fondamentale nel suo percorso. "Devo molto al mio allenatore, che mi ha sempre sopportato e supportato durante questi anni. È sempre presente e crede molto in noi e nelle nostre capacità". Un sostegno che Alex considera prezioso tanto nei momenti di successo quanto in quelli più complicati.

alex baroni2 - La Voce delle Valli
Alex Baroni con il suo allenatore Mario Pirola

I primi anni nel lungo non sono stati semplici. I risultati sono arrivati lentamente, dopo mesi di impegno e allenamento, fino a quando Alex ha iniziato a vedere concretamente i frutti del proprio lavoro. A 14 anni è arrivato il primo podio, con un secondo posto. Poi, due anni fa, il primo salto oltre quel muro dei sei metri che sembrava così difficile da abbattere: 6,04 metri e primo posto.

Da quel momento il percorso è proseguito con obiettivi sempre più ambiziosi. Nel 2026 Alex ha conquistato il suo primo titolo di campione regionale, prima di confrontarsi con i migliori atleti italiani della sua categoria. A febbraio ha partecipato ai Campionati italiani indoor di Ancona, chiudendo al 17° posto. A giugno, invece, ai Campionati italiani outdoor di Grosseto, è arrivato sesto, ottenendo anche il suo nuovo record personale: 6,85 metri.

Un risultato che rappresenta, almeno per ora, il punto più alto della sua giovane carriera. Ma Alex non ha intenzione di fermarsi. "Il mio obiettivo è continuare a migliorarmi e a crescere sempre di più per abbattere il muro dei sette metri". Un traguardo ambizioso, ma che oggi appare molto più vicino rispetto a qualche anno fa.

Dietro a un record personale, però, non ci sono soltanto vittorie e medaglie. Alex ha dovuto affrontare anche un periodo difficile, segnato da problemi muscolari alla gamba di stacco, la destra, e da dolori al ginocchio. Un momento che ha avuto conseguenze non soltanto fisiche.

alex baroni3 - La Voce delle Valli

"Il mio umore era spento e sembrava che avessi paura di saltare". Per tornare a stare bene e ritrovare la fiducia sono serviti mesi. Un percorso di recupero che gli ha insegnato quanto sia importante, nello sport, saper affrontare anche gli ostacoli che arrivano lontano dal podio.

Per Alex, la qualità più importante per un atleta è infatti una sola: impegno e costanza. Perché il risultato non è mai garantito e ogni gara può presentare una difficoltà diversa. "Lo sport mi ha insegnato che la vittoria non è scontata e che c’è bisogno di impegno, perché anche dopo due salti nulli c’è sempre la terza possibilità". Una frase che racconta bene la mentalità con cui affronta il salto in lungo, ma anche la vita.

Alex è un ragazzo di 17 anni e, oltre alla pedana, ha una quotidianità fatta di scuola, lavoro e amici. A giugno ha completato il triennio come operatore del legno al Tino Sana, ottenendo 90 centesimi. Ora frequenta il quarto anno e, nei fine settimana, lavora da oltre un anno in una pizzeria d’asporto, dove sta continuando anche la sua esperienza come pizzaiolo.

Lo sport richiede inevitabilmente qualche sacrificio: allenamenti, gare e recupero significano spesso rinunciare a qualche uscita con gli amici o a fare tardi la sera. Ma per Alex non è un peso. "A me non pesa affatto, so che tutto questo un giorno sarà ripagato".

alex baroni1 - La Voce delle Valli

E quando arriva il giorno della gara, anche un atleta apparentemente sicuro dei propri mezzi può fare i conti con la tensione, come ci racconta lui stesso: "Molto spesso prima di una gara mi faccio prendere dal panico e dalla paura di non riuscire a saltare bene. Per ritrovare la concentrazione ho trovato i miei piccoli rituali: un pisolino, un po’ di musica e, immancabilmente, un paio di calzini particolari regalati da mia sorella, che indosso quasi sempre durante le competizioni". Piccoli gesti che aiutano a trasformare la tensione in concentrazione.

C’è poi un aspetto che va oltre la prestazione sportiva: il legame con il territorio. Alex è orgoglioso di rappresentare Zogno e la Valle Brembana attraverso una disciplina che, secondo lui, fino a poco tempo fa non era particolarmente conosciuta nella zona. Alle sue spalle ci sono la famiglia, sempre presente alle gare, l’allenatore e i compagni di squadra. "Nonostante sia uno sport individuale, alle spalle c’è una grande e calorosa cerchia di compagni di gara e di allenamento che ti sostengono e che vivono insieme a te i momenti di gioia e di sconfitta". Ed è forse proprio questa una delle lezioni più importanti che Alex ha imparato dalla sua esperienza: il salto può essere individuale, ma il percorso non lo è mai.

Nel tempo libero resta spazio anche per le passioni di un ragazzo della sua età, come i giri in moto con gli amici. Sul piano sportivo, invece, guarda già ai grandi nomi della sua disciplina. I suoi idoli sono Mattia Furlani e Daniele Inzoli, quest’ultimo già incontrato anche in pedana. Il prossimo obiettivo è chiaro: quei sette metri da conquistare. Una nuova barriera da abbattere, proprio come è già successo con i sei metri. Perché nel salto in lungo, come nella vita, dopo una rincorsa arriva sempre il momento in cui bisogna avere il coraggio di staccarsi da terra.

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