Quando San Pellegrino guardò a Parigi: la scalinata delle Tuileries rinata nel Grand Hotel

Lo scalone d’onore del Grand Hotel di San Pellegrino è ispirato alla scalinata parigina del Palazzo delle Tuileries, distrutto da un incendio doloso del 1871 durante la Comune di Parigi.
14 Agosto 2025

San Pellegrino Terme e le sue scalinate, a gradini e a gradoni, un legame profondo impresso nei passi di uomini e donne. Esistono sentieri, ascese e discese, di incantevole bellezza, verso luoghi di raccoglimento e di riposo, destinazioni abbracciate, metaforicamente e artisticamente, dall’altra faccia del reale, segnata, invero, da cadute e derive nel lusso, nel vizio, nella lenta agonia di sé.

La scalinata diviene così, tanto per le genti del luogo quanto per il semplice turista, una parte in grado di anticipare il tutto, lasciando trasparire il senso più autentico e originario di un territorio memore di una storia gloriosa, nonché di un presente ambizioso ancora da scrivere e, soprattutto, da decifrare con cognizione. Il Grand Hotel, un gigante lungo 128 metri, alto 48, seduto su una superficie di oltre 3000 metri quadrati, ammicca e incanta il visitatore, scrutandolo sonnecchiante dinanzi al letto del fiume Brembo. Sei piani imponenti che trovano magnifica convergenza nella cupola centrale: un vulcano edilizio in attesa di riprendere vita.

Un monumento potente, centrale e strategico, introdotto con grazia ed eleganza da un “piano rialzato [dove] spicca […] la grandiosa hall e […] lo scalone in marmo di Carrara” (Tarcisio Bottani, Liberty a San Pellegrino Terme, Progetto realizzato dal Comune di San Pellegrino Terme, Assessorato al Turismo). Lo scalone d’onore, ispirato alla scalinata parigina del Palazzo delle Tuileries (antico palazzo reale sulla riva destra della Senna), quest’ultima oggi non più esistente per via del noto incendio doloso del 1871 durante la Comune di Parigi, mette a tema la seduzione del bello, legando l’esterno con gli interni.

palazzo delle Tuileries 1860 - La Voce delle Valli
Il Palazzo delle Tuileries, Parigi, andato distrutto nell'incendio del 1871.

Una scelta non casuale, animata dal desiderio di offrire al piano nobile del Grand Hotel, “cuore pulsante di tutta la struttura […] [dove] si tenevano i banchetti, le eleganti cene a tema, svariati eventi, numerose serate danzanti e molti altri intrattenimenti sia per gli illustri ospiti dell’albergo che per tutta la popolazione invitata” (Marco Belotti e Tommaso Fracassi, Il Grand Hotel. Il restauro dell’edificio simbolo di San Pellegrino Terme, tesi di laurea magistrale in architettura discussa presso l’Università degli Studi di Parma), un ambiente ideale per gli affari, gli intrighi e le amorose tentazioni dei sensi.

Un “tempio” laico consacrato al Liberty, adornato con “ricchi ornamenti ed eleganti decorazioni” (ibidem). L’ospite era chiamato a farsi servitore della bellezza, lasciandosi cullare dall’effetto scenico, dalla luce calda che ovunque penetrava accarezzando decorazioni, oggetti, scalini, mura e pilastri: “Il salone d’ingresso principale crea subito un effetto scenico considerevole all’occhio di chi lo guarda; durante i nostri sopralluoghi facile è stato capire quanta luce poteva penetrare al suo interno date le numerose ed ampie superfici vetrate, attualmente occluse, che si affacciano su due lati dell’edificio” (ibidem).

Ecco apparire “in posizione prospiciente all’ingresso […] l’imponente scalone centrale “a tenaglia”” (ibidem), un “enorme scalone marmoreo […] contornato ai due lati da un pilastro centrale rettangolare affiancato da due colonne laterali un tempo decorate ad effetto marmo” (ibidem). Un concorrente sosta a fianco dello scalone, “un piccolo ascensore che collega, a partire da questo livello, tutti i piani, compreso quello sotto la copertura […] manovrato dall’azionamento di una leva che un soggetto incaricato era solito spingere” (ibidem), inducendo il visitatore a un’ardua scelta: guadagnarsi la vetta mediante la fatica, conquistandola per meriti propri, o lasciarsi innalzare dall’altrui abilità.

Una decisione da meditare senza fretta alcuna, trasognanti alle porte del futuro prossimo, rimirando “il soffitto del grande atrio di ingresso […] caratterizzato da lacunari e dal grande ed importante lampadario “a grappolo” del quale sono ancora conservati i cosiddetti “palloncini di cristallo”” (ibidem).  Le scalinate ricordano come la conquista della vetta, meta desiderabile e ambita, non possa prescindere dalla gioia dell’intelletto e dalla delizia del percepire, esperienze da gustarsi nel cammino fatto proprio dalle singole esistenze.

scalinata grand hotel san pellegrino - La Voce delle Valli
La scalinata del Grand Hotel di San Pellegrino Terme oggi.

scalone grand hotel 1 - La Voce delle Valli

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