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Sciare sulla plastica? A S.Pellegrino si poteva: la Pista del Sole rinasce in un docufilm

E c'era persino un trampolino da sci, sempre con la pavimentazione in plastica. Tra i frequentatori del Centro sono state recuperate fotografie che immortalano Giacinto Facchetti (terzino della grande Inter di Helenio Herrera e della Nazionale) e Felice Gimondi impegnati in spericolate discese col bob a rotelle (guidato da Gimondi).
4 Gennaio 2022

Immagini di bambini con caschetto in cuoio che seguono diligentemente un maestro con sci lunghissimi, scarponi assicurati agli sci con lacci di cuoio, campioni che gareggiano impugnando bastoncini senza guanti, queste sono alcune delle scene presenti nel docufilm che Michelangelo (Micky) Oprandi ha montato per ricordare “La pista del Sole”, l'avveniristico impianto sportivo presente a San Pellegrino negli anni '60.

Racconta Francesco Nicola Cima, ideatore e gestore dell'impianto: “Avevo comprato una pista in plastica senza decidere dove volevo metterla. L'idea era che la diffusione dello sci, specialmente didattico e sportivo, potesse avvenire anche sulla plastica”. Erano gli anni in cui si andava a sciare anche dove non c'erano impianti di risalita e le piste di percorrevano prima a piedi.

I primi articoli apparsi sui giornali sono datati 3 luglio 1963 e raccontano dell'inizio dei lavori per la creazione di un centro sportivo tra le località “La Vetta” e Frasnito, nel comune di San Pellegrino Terme. “Sulla pista del sole sono nati 4 o 5 maestri di sci della valle Brembana” continua Francesco Cima nell'intervista a Oprandi, “ e dal '64 al '68 sono stati effettuati parecchi ritiri delle Nazionali Italiane; 2 di sci alpino, 3 di fondo e 5 o 6 della squadra di combinata nordica e di salto con gli sci".

Son tantissimi i campioni che hanno gareggiato sulla Pista del Sole, e tra questi Jean Claud Killy ( il campione francese vincitore di 3 medaglie d'oro alle Olimpiadi di Grenoble) e il connazionale Alain Penz, gli azzurri Gustavo Thoeni (4 coppe del mondo) e Fausto Radici, gli austriaci Karl Schranz (3 titoli mondiali e 2 coppe del mondo) e Werner Bleiner che su questa pista furono primo e secondo ai Campionati Mondiali di sci su pista in plastica.

“Venivo a sciare su quella pista quando ero bambino” ricorda Mauro Pegliasco ex Nazionale Universitari e Cittadini e bandiera del CUS Genova, “partivamo da Imperia, la mia famiglia era amica di Bleiner e lui era un grande estimatore del Centro del Sole. Spesso si sciava di notte e prima delle gare bagnavano la pista con l'acqua. Sembrava di sciare sulla neve ghiacciata e l'effetto era sensazionale. L'impianto era innovativo e per noi atleti e appassionati di sci rappresentava una novità assoluta. Il pendio era lungo e bello ripido e permetteva di organizzare gare sia di slalom che di gigante, fantastico. D'inverno poi la pista era innevata artificialmente con dei cannoni ( ne erano istallati 12) cosa assolutamente all'avanguardia rispetto alle altre località sciistiche che raramente avevano impianti per la neve artificiale".

Ma il Centro Sportivo della Pista del Sole non offriva solo questo. Infatti il Centro comprendeva: una piscina all'aperto realizzata con le sembianze di un laghetto di montagna, un campo da tennis al coperto, una struttura ricettiva, una palestra, una pista di bob a rotelle, un campo d'equitazione, un solarium, e un trampolino da sci con la pavimentazione in plastica. “Alcuni clienti del Grand Hotel, che allora era in piena attività”, racconta Cima, “erano venuti da noi e son rimasti nostri clienti”.

Il Centro era dotato di un servizio pullman che collegava la pista con San Pellegrino, di una seggiovia monoposto che permetteva una comoda risalita con gli sci ai piedi, e offriva un controllo medico a cura del dottor Angiolino Quarenghi. Era stara realizzata perfino una pista di pattinaggio, sempre in plastica, su cui venivano svolte persino competizioni di Curling, sport conosciuto oggi grazie alle dirette televisive delle gare olimpiche, ma che veniva praticato a metà degli anni sessanta presso la Pista del Sole. Non solo sciatori, quindi, ma anche appassionati sportivi e giovani promesse.

Tra i frequentatori del Centro sono state recuperate fotografie che immortalano Giacinto Facchetti (terzino della grande Inter di Helenio Herrera e della Nazionale) e Felice Gimondi impegnati in spericolate discese col bob a rotelle (guidato da Gimondi). Il docufilm di Michelangelo Oprandi ricostruisce una realtà straordinaria degli anni sessanta attraverso filmati inediti e fotografie ritrovate in loco tra le vecchie strutture ormai cadute in rovina. Oprandi, nato a San Pellegrino 56 anni fa, guida alpina, amante della montagna ma anche della musica e delle tecniche video, ha recuperato tra i ruderi tantissimo materiale che testimoniava quella realtà cosi avveniristica. Con quel materiale è stato realizzato un film di circa 40 minuti, anticipato da un trailer di circa tre minuti e mezzo disponibile su You Tube dal titolo “La Pista del Sole” (che potete vedere a fondo articolo). La pista è stata chiusa nel 1968 e, dopo qualche anno di attività culturali, sportive e sociali organizzate nel Centro, il luogo è stato abbandonato ed ha subito un inevitabile degrado.

C'è un grande sogno ancora da realizzare, poter ridare vita al Centro (magari anche attraverso una raccolta pubblica di finanziamenti) per regalare alla Valle Brembana e alla Provincia di Bergamo una opportunità turistica di grande richiamo e di forte impatto emozionale ripercorrendo le esperienze straordinarie di quel periodo.

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