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Terza dose, in Bergamasca quasi 130mila somministrazioni e 262mila prenotazioni

Sono quasi 130.000 le terze dosi di vaccino anti Covid19 inoculate in Bergamasca dal 20 settembre a ieri, 2 dicembre. Potenzialmente al 28 febbraio 2022 si arriverà a un totale di oltre 480.000 persone vaccinate con tre dosi.
3 Dicembre 2021

Sono quasi 130.000 le terze dosi di vaccino anti Covid19 inoculate in Bergamasca dal 20 settembre a ieri, 2 dicembre. Un risultato importante che vede la provincia di Bergamo contribuire in misura significativa alla campagna di Regione Lombardia. Nelle 128.629 somministrazioni rientrano anche 9.264 ospiti di RSA (residenze anziani). Ma non solo: sul mese di dicembre i centri vaccinali della Bergamasca hanno già oltre 165.000 prenotazioni e una disponibilità residua di circa 51.000, con una potenzialità media di oltre 9.000 vaccinazioni al giorno, considerando anche le domiciliari e altre categorie (udo sociosanitarie, etc.).

Complessivamente tra dicembre (165.319), gennaio (59.331) e febbraio (8.518) sono 233.168 le prenotazioni già effettuate, mentre le disponibilità residue per chi intende vaccinarsi con la terza dose sono 120.067 distribuite tra dicembre (51.364), gennaio (26.160) e febbraio (42.543).

Se verranno sfruttate tutte queste disponibilità, potenzialmente al 28 febbraio 2022 si arriverà a un totale di oltre 480.000 persone vaccinate con tre dosi: 353.812 somministrazioni di terza dose (periodo dicembre-gennaio-febbraio) cui vanno aggiunte quelle fatte sino a ieri dal 20 settembre (128.629). In termini percentuali rispetto, al target della coorte dei soggetti eligibili clinicamente e normativamente ciò significa una copertura in proiezione al 28 febbraio pari al 69,7%.

A dare questi numeri è Massimo Giupponi, direttore generale dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, che guarda con “soddisfazione a una ripresa a pieno ritmo dell’organizzazione bergamasca per le vaccinazioni in tutte le sue componenti: ASST, privati accreditati, farmacie, RSA, RSD e domiciliari (tra Medici di Medicina Generale e Assistenza Domiciliare Integrata)”.

E’ dell’altro giorno, mercoledì 1° dicembre, l’incontro promosso dall’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo con gli operatori privati che, entro il 6 dicembre, indicheranno le loro ulteriori disponibilità e pertanto ATS Bergamo si aspetta di poter aggiungere disponibilità per ulteriori terze dosi. Il DG Giupponi interviene anche sull’episodio di Dalmine di ieri: “Nella fase di rilancio della campagna vaccinale e con i numeri che si stanno facendo, qualche disservizio può capitare e di questo ce ne scusiamo con le persone coinvolte ma, insieme, chiediamo anche comprensione”.

“E’ una macchina, quella dei centri vaccinali afferenti alla ASST Bergamo Ovest, in grado di garantire con 31 linee aperte dal 1° dicembre e altre 14 disponibili da parte di ASST BG Ovest per altri erogatori, nel complesso anche 7.000 somministrazioni al giorno. La ASST Bergamo Ovest ha pure assicurato numeri da capogiro nella fase critica della vaccinazione di massa. Quanto accaduto ieri all’Hub di Dalmine ha carattere di eccezione ma, soprattutto, ha ben precise spiegazioni”, così interviene Massimo Giupponi a commento dei contenuti dell’articolo di un noto quotidiano locale.

“Innanzitutto le linee in funzione ieri a Dalmine erano 5 e non 3, come erroneamente riportato dal giornale. In secondo luogo va ricordato che chi ha prenotato per la terza somministrazione anti Covid19 può richiedere - senza prenotazione - anche l’inoculazione del vaccino antinfluenzale: un’operazione aggiuntiva che ha i suoi tempi tecnici e che, moltiplicata per un elevato numero di presenze, comporta inevitabilmente un ampliamento dei tempi di attesa del tutto non prevedibile”, precisa Giupponi.

Vanno poi considerati altri due elementi, indipendenti dal centro vaccinale e da chi lo ha sempre diretto con puntualità ed efficienza: le disposizioni del Ministero della Salute prevedono l’accesso libero per il personale medico/infermieristico, per il personale scolastico docente e non docente e per le forze armate, tutte categorie che possono presentarsi senza preavviso e che non sono “programmabili” (l’unica certezza è che devono effettuare la terza dose entro il 15 febbraio).

Infine, ultimo ma non meno importante, il ruolo dei vaccinandi: “Le persone spesso tendono ad arrivare con un eccessivo anticipo rispetto all’orario della prenotazione: è un atteggiamento comprensibile, per via del traffico o magari per il timore di perdere il turno, e che riscontriamo soprattutto tra le persone più in là con gli anni (che peraltro ringraziamo per il grande senso di responsabilità che hanno nell’accedere alla terza somministrazione). Quindi un anticipo eccessivo comporta necessariamente un dilatarsi dei singoli tempi di attesa che, aggiunto alle tre problematiche già evidenziate sopra, spiega come - in qualsiasi centro vaccinale - possa verificarsi una dilatazione dei tempi di attesa”, conclude Giupponi.

Da parte sua la ASST Bergamo Ovest ha già dato una svolta oggi, con l’attivazione di 15 linee vaccinali e una sedicesima che potrà essere operativa nel tardo pomeriggio per smaltire eventuali rimanenze.

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