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Un viaggio di 3.300 km per portare in Ucraina l'aiuto delle valli Brembana e Imagna

Un viaggio lungo quasi 3.300 chilometri, dall'Italia alla Moldavia, per portare la solidarietà bergamasca in quelle terre disastrate da una guerra che perdura ormai da quasi due settimane. Alla guida di quel furgone colmo di aiuti donati dalla gente brembana, valdimagnina e bergamasca, lo scorso giovedì, c'era il consigliere regionale Alex Galizzi, accompagnato dall'amica Mariella Paninforni.
10 Marzo 2022

Un viaggio lungo quasi 3.300 chilometri, dall'Italia alla Moldavia, per portare la solidarietà bergamasca in quelle terre disastrate da una guerra che perdura ormai da quasi due settimane. Alla guida di quel furgone colmo di aiuti donati dalla gente brembana, valdimagnina e bergamasca, lo scorso giovedì, c'era il consigliere regionale Alex Galizzi, accompagnato dall'amica Mariella Paninforni, colei che per prima ha avuto l'idea di partire.

“Bisognava fare qualcosa per dare una mano – racconta Galizzi –. Così ci siamo organizzati. Ho contattato le parrocchie di Camerata Cornello, Piazza Brembana, la sezione della Lega di Sant'Omobono, altre persone da Sotto il Monte e Bergamo che potessero aiutarci nella raccolta, caricato il furgone e siamo partiti. Il mio primo pensiero è il ringraziamento nei confronti di tutti coloro che si sono impegnati nella raccolta dei tantissimi beni, e ovviamente a tutti coloro che li hanno donati. Ringrazio i cittadini della Valle Brembana e le Parrocchie, della Valle Imagna, di Bergamo e di Sotto il Monte. La solidarietà della nostra gente è incredibile, come incredibile è la quantità di materiale che siamo riusciti a raccogliere e consegnare”.

Quello di Galizzi è stato il primo di quasi nove furgoni diretti al confine ucraino e gestiti dall'Associazione Zlaghoda di Curno, la stessa che ha assistito il viaggio aprendo il Corridoio Umanitario per la consegna dei beni. Partenza giovedì 3 marzo, ritorno sabato 5 marzo. Poco più 1.600 chilometri all'andata e altrettanti al ritorno, senza fermarsi: “I primi 1.100 chilometri li passi in autostrada – racconta il consigliere –. Il resto sono paesini, su e giù dai Passi. A volte in mezzo alla neve e al ghiaccio. Non è un viaggio pericoloso, ma è sconsigliato fermarsi al di fuori dei centri abitati, per cui è necessario portarsi una bella scorta di carburante”.

Venti ore più tardi l'arrivo in Moldavia, in una zona al confine ucraino, dove ad attenderli c'era Sergio – un uomo ucraino che si è occupato di ritirare il carico. I beni più urgenti trasportati da Galizzi e Paninforni sono stati principalmente farmaci e cibo, soprattutto in scatola. Il resto del materiale verrà consegnato attraverso l'Associazione Zlaghoda, grazie alle continue donazioni che arrivano e all'impegno sempre presente di Galizzi nel trasportarle dai punti di raccolta al magazzino dell'Associazione.

“Voglio ringraziare la solidarietà bergamasca, che ancora una volta ha dimostrato di essere vicina a questo popolo che sta affrontando una grande battaglia – conclude il consigliere –. La guerra è sbagliata, come tutte le guerre. Ho avuto modo di confrontarmi con questa realtà e ho visto gente laboriosa, che tiene al proprio territorio. Spero che presto sia possibile trovare un accordo per cessare questa guerra e trovare una soluzione”.

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