L’Atalanta sbanca il Marassi di Genova con una vittoria raggiunta in pieno recupero su una palla inattiva, l’ultima della gara. La squadra di Palladino gioca in undici contro dieci praticamente tutta la partita, causa l’espulsione per fallo da ultimo uomo del portiere Leali su Daniel Maldini al terzo del primo tempo, è stata in balia della grande aggressività e compattezza dei rossoblu, autori di una bellissima prestazione, macchiata solo nel finale. Il tecnico campano trova così la prima vittoria esterna in campionato, che all’Atalanta mancava addirittura da fine settembre, dal 3-0 di Torino.
I nerazzurri, privi di Lookman e Kossonou partiti per la Coppa d’Africa, schierano Carnesecchi in porta, De Roon, Hien e Kolasinac terzetto difensivo, Zappacosta e Bernasconi sugli esterni, Musah ed Ederson a centrocampo, Maldini e De Ketelaere a sostegno di Gianluca Scamacca. Dopo la sconfitta contro l’Inter (2-1) De Rossi cambia un solo interprete, Ekuban in attacco al posto di Colombo. Per il resto, Leali in porta, Marcandalli, Otoa e Vasquez in difesa, Norton Cuffy e Martin esterni, Malinovsky, Ellertsson e Frendrup in mezzo al campo, Vitinha accanto ad Ekuban in avanti.
Come detto, la partita sembra svoltare già dopo una manciata di minuti: su un calcio d'angolo in favore del Genoa l'Atalanta prova a ripartire in contropiede con un lancio lungo. Clamorosa l'ingenuità di Norton-Cuffy che - da ultimo uomo - prova a stoppare il pallone e viene beffato da Maldini in pressing alto. Il numero 70 avanza in solitaria e viene steso al limite dell'area da Leali, che viene espulso per aver interrotto una chiara occasione da rete. Nonostante la superiorità numerica, l’Atalanta fatica a imporre il proprio gioco nei primi 45 minuti. Gli ospiti costruiscono qualche azione di potenziale pericolo, ma senza riuscire a bucare la difesa avversaria.
Nel secondo tempo la Dea mantiene saldamente il possesso palla e prova a prendere l’iniziativa, alternando fraseggi centrali e attacchi sulle fasce. Tuttavia, l’organizzazione del Genoa e la sua qualità difensiva rendono difficile trovare spazi per affondi incisivi. Le occasioni più limpide degli uomini di Palladino si sviluppano su cross e colonne laterali, ma mancano di precisione in fase conclusiva. Le occasioni più importanti della ripresa sono di marca genoana: azione travolgente sulla destra di Norton-Cuffy: l'inglese guadagna il fondo e lascia partire un cross rasoterra che trova impreparata la difesa della Dea, la palla arriva sul sul secondo palo a Vitinha che - completamente solo e a porta spalancata - centra il palo esterno divorandosi il vantaggio.
Ad un quarto d’ora dalla fine ancora Genoa: su calcio d’angolo Samardzic si perde Colombo che di testa si avventa sul pallone e impegna Carnesecchi, che compie una parata non banale dopo il rimbalzo del pallone dall’interno dell’area piccola. L’Atalanta risponde con Zalewski ad una manciata di minuti dal novantesimo, Il polacco si libera bene al vertice dell'area sinistra e lascia partire un destro violento: attento Sommariva che alza in corner. Palladino inserisce la trazione offensiva con De Ketelaere, Samardzic, Scamacca, Kristovic e Sulemana tutti in campo contemporaneamente, ma a pagare i dividendi è un difensore: Isaac Hien.
Al quarto dei cinque minuti di recupero, corner dalla sinistra di Samardzic su cui si avventa Hien, che approfitta di un'uscita a vuoto di Sommariva e sblocca la gara a un minuto dalla fine. Una prestazione incolore per l’Atalanta che nonostante la superiorità numerica fatica non poco a creare occasioni pericolose, solo un episodio fortuito nel finale regala tre punti preziosissimi in classifica in chiave Europa. Il nono posto proietta i nerazzurri a dover guardare avanti, il posticipo di domenica sera a Bergamo contro l’Inter dirà molto delle ambizioni in campionato dell’Atalanta. Contro il Genoa una vittoria da grande, brutta prestazione ma vittoria pesante nel finale.







