Da Sant'Omobono a Villa d'Almè: l'importanza della Protezione Civile nell'emergenza

Eleonora Busi 22/05/2020 0 commenti

L'emergenza Covid-19 ha colpito tutti, senza fare distinzioni. In Bergamasca, occhio del ciclone dell'epidemia, i Comuni hanno attivato immediatamente il proprio C.O.C. (Centro Operativo Comunale), collaborando attivamente con le associazioni del territorio come la Protezione Civile i cui membri, nel corso degli ultimi tre mesi, si sono prodigati per fornire assistenza ai residenti portando spesa e farmaci a domicilio, distribuendo le mascherine protettive e attuando servizi di sanificazione degli esterni nei luoghi più sensibili.

Villa d'Almè

Al crocevia tra Valle Imagna e Valle Brembana c'è Villa d'Almè: qui, la base operativa è stata impostata all'interno del Municipio, da dove sono partite tutte le operazioni a servizio dei cittadini in collaborazione con la squadra di Protezione Civile e il gruppo di volontari del paese, iscritti all'albo. “Abbiamo immediatamente attivato la consegna a domicilio di farmaci e spesa alle persone più anziane o impossibilitate ad andarci in autonomia – spiega Damiano Pelli, responsabile squadra AIB di Villa d'Almè – Insieme al Comune abbiamo attivato il servizio di spesa a domicilio, coadiuvati dal gruppo di volontari del paese che ci è stato di grande aiuto e con il supporto dei commercianti di zona, che hanno fatto partire il servizio a domicilio”.

Attraverso la UTES C-19 Valle Imagna - Villa d'Almè, (presieduta dal Presidente dell'Ambito omonimo, Gianbattista Brioschi, e dal Direttore dell'Ufficio di Piano, Gianantonio Farinotti, in stretta connessione con il Centro Operativo Comunale Comunità Montana (COCCM) e in collegamento con i Centri Operativi Comunali (COC) e i 20 Comuni dell’Ambito), la squadra coordinata da Pelli ha collaborato nella raccolta per le maschere da snorkeling necessarie per essere trasformate in respiratori “d'emergenza”. “Marzo è stato molto impegnativo – continua il responsabile – Abbiamo distribuito, inoltre, mascherine a tutte le 2.800 e più famiglie del Comune, coinvolgendo un discreto numero di volontari: dai 7-8 per il normale servizio di spesa fino ai 17 per consegnare i dispositivi di protezione ai residenti”. Nella fase 2 la grande mole di lavoro pare essersi alleggerita solo in parte: “Ora il nostro ruolo è monitorare la situazione e presiedere al mercato, dopo il 18 maggio anche il cimitero. Vedremo poi come sarà l'andamento della fase operativa”, conclude Pelli.


(Raccolta maschere da snorkeling)

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Valle Imagna: Sant'Omobono e Palazzago

In Valle Imagna, la gestione dell'emergenza è stata affidata all'Associazione Protezione Civile Antincendio di Palazzago, che si è adoperata su tutto il territorio vallare attivando immediatamente il presidio h24, aprendo la propria sala operativa a Palazzago ed il COM, il Centro Operativo Misto, a Sant'Omobono Terme, che ha coordinato tutte le operazioni. 36 i volontari, di cui 3 over 65 e quindi sospesi dal servizio. “Abbiamo iniziato con quella che era la gestione della prima fase dell'emergenza, per cui recupero medicinali, materiali e distribuzione di mascherine, oltre che trasporto di residenti in ospedale per eventuali visite e servizi come ritirare materiali scolastici per gli studenti – spiega Manuel Maggioni, Presidente dell'Associazione – La prima settimana di emergenza abbiamo effettuato inoltre un controllo sul territorio, per verificare la quantità di gente fuori casa. Successivamente ci siamo dedicati esclusivamente ai servizi, anche 3-4 al giorno su tutto il territorio della Valle Imagna”.

Fra i servizi c'è anche la sanificazione delle zone esterne più sensibili e dove si concentra il maggior afflusso di persone, effettuata durante la notte in uno o due Comuni in base alla grandezza, seguendo un protocollo stabilito standard stabilito con i Vigili del Fuoco e altre squadre di Protezione Civile. “All'inizio dell'emergenza, inoltre, abbiamo avuto anche il problema dell'alto rischio incendi boschivi. Ci sono stati diversi interventi in quel periodo, un doppio lavoro perché abbiamo avuto la squadra per il Covid e la squadra per gli incendi” afferma il presidente. Con l'arrivo della fase 2, sono diminuite di conseguenza anche le richieste di consegna e distribuzione. “Ora stiamo finendo il giro delle mascherine a Palazzago e la distribuzione di generi alimentari attraverso i buoni, alle famiglie più in difficoltà – conclude – A breve riprenderemo anche il secondo giro di sanificazione. Avremo ugualmente un bel da fare”.


(Sanificazione e consegna mascherine da parte dell'Associazione Protezione Civile Antincendio di Palazzago)

Protezione Civile di Barzana

Anche a Barzana è stato immediatamente istituito il C.O.C, il centro operativo al cui interno vi sono diverse figure di coordinamento per l'emergenza Covid, fra cui anche la Protezione Civile. 43 i membri operativi, di cui 35 sostenitori che si sono dati da fare per dare la propria assistenza alla popolazione, portando medicinali, generi alimentari, cibo e ovviamente le mascherine, provvedendo inoltre alla sanificazione degli esterni. “Con la fase 2 il lavoro è leggermente calato – spiega Francesco Diana, presidente della Protezione Civile di Barzana – Se prima uscivamo per i servizi anche cinque volte al giorno, ora restiamo sulle tre. Alle nostre mansioni si è aggiunto il presidio della discarica e a breve, dal 18, anche del cimitero che verrà riaperto e dove saranno presenti due volontari che monitoreranno le entrate e uscite”.

La squadra ha lavorato in stretta collaborazione con il Comune, con il quale si è coordinata per l'attivazione dei servizi. “Fra questi vi è anche il numero verde del C.O.C., istituito per l'occasione, dove i cittadini potevano e possono telefonare per avere le informazioni necessarie sull'evoluzione dell'emergenza” spiega Luigi Fenaroli, sindaco di Barzana. Alla popolazione sono state inoltre consegnate circa 4.000 mascherine chirurgiche (due per residente) e ulteriori verranno distribuite nel prossimo futuro grazie all'acquisto di altre 6.000 da parte dell'Amministrazione, della Pro Loco e altre Associazioni del territorio.

Una parte è stata assegnata anche alle associazioni, fra cui la Protezione Civile stessa, e ai commercianti del paese che si sono resi disponibili per attivare il servizio porta a porta per i residenti, a chiamata. Stiamo inoltre distribuendo i buoni alimentari assegnati dal Governo per le famiglie più in difficoltà – spiega il primo cittadino – Abbiamo ricevuto una cinquantina di richieste, delle quali ne abbiamo soddisfatte quasi la totalità”. Il C.O.C verrà mantenuto fino al prossimo 30 giugno, con operatività della Protezione Civile in misura ridotta. “Per quanto riguarda il futuro, poi, si vedrà: la viviamo giorno per giorno” conclude il presidente Diana.


(Operazioni di sanificazione a Barzana)

Protezione Civile di Valbrembo

Anche a Valbrembo si è attivata la Protezione Civile. Dopo l'istituzione del C.O.C. l'8 marzo presso il Municipio del paese, è stato creato anche un numero di cellulare ad hoc a cui i residenti possono rivolgersi per chiedere supporto e servizi, come trasportare a casa la spesa o i farmaci. Inizialmente rivolto alla popolazione over 65, il servizio è stato successivamente esteso a tutte quelle persone impossibilitate ad uscire di casa. I volontari della Protezione Civile – 15 attivi sul territorio – si sono inoltre occupati della distribuzione di mascherine, quasi 5.000 e una per residente, consegnate porta a porta ad ogni nucleo famigliare.

Come C.O.C. ci siamo occupati anche delle comunicazioni – spiega Giovanni Losa, coordinatore della Protezione Civile di Valbrembo – Abbiamo inoltre organizzato una raccolta alimentare a favore delle famiglie bisognose: siamo riusciti a raccogliere in totale quasi 400 chili di alimentari di ogni genere, che abbiamo poi distribuito. In tutto ciò, abbiamo avuto anche un grande supporto da parte degli esercenti e commercianti, che mai una volta ci hanno lasciato fare la coda quando ci occupavamo della spesa alle famiglie. Fa ovviamente piacere aver ricevuto un supporto di questo genere”.

Un servizio interessante attivato dai volontari riguarda invece gli anziani over 65 che vivono soli. “Nella nostra squadra abbiamo un counselor, un motivatore, che ho incaricato per gestire un gruppo di volontari che telefonassero a tutte le persone anziane e sole – spiega Losa – È stato per loro un supporto, anche soltanto poter parlare della quotidianità e ora che riceviamo i loro ringraziamenti ci siamo resi conto che è un'idea che ha funzionato e ne siamo molto soddisfatti. Per noi volontari il nostro “stipendio” è quello: la soddisfazione”.


(Imbustamento mascherine)

Consulta delle Associazioni di Almè

Per quanto riguarda invece la comunità di Almè, a raccogliere le redini dell'emergenza è stata la Consulta delle Associazioni di Almè. Presso la base operativa divisa fra Municipio e Oratorio, a partire dal 9 marzo i volontari – una quindicina – hanno attivato il servizio di spesa e farmaci a domicilio per anziani e persone in quarantena, distribuendo inoltre le mascherine a tutti i nuclei famigliari del territorio. Per poter supportare le famiglie bisognose, la Consulta ha attivato inoltre una raccolta fondi in collaborazione con i volontari di Filo Diretto e dell'Associazione San Vincenzo de Paoli.

All'inizio le famiglie erano poche, una quindicina, ma successivamente sono aumentate fino a raggiungere le 40” spiega Paola Torres, Coordinatrice della Consulta e Responsabile dei volontari. Collaborazione e solidarietà anche fra i commercianti del territorio che hanno attivato i propri servizi di spesa a domicilio. “Un panificio ha avanzato l'iniziativa del “pane sospeso”: le persone potevano pagare anticipatamente dei prodotti che noi avremmo poi distribuito alle famiglie più in difficoltà – spiega la responsabile – Per stare accanto alle famiglie e motivarle, inoltre, abbiamo anche creato un sito web dove le associazioni hanno lanciato le proprie proposte e idee per coinvolgere tutti, come il festival delle torte oppure la tavola della domenica”.

A breve partirà un'altra iniziativa, il carrello solidale, nei negozi di alimentari del paese. “Così da rilanciare la loro attività e allo stesso tempo mandare un messaggio di solidarietà alla comunità di Almè che, durante l'emergenza, ha risposto bene e si è dimostrata essere generosa e attiva – conclude Torres – Ora per la fase 2 continueremo a dare il nostro sostegno alle famiglie tramite i Servizi Sociali del Comune. Ci occuperemo inoltre di presenziare al mercato del paese per far sì che tutti rispettino le regole di distanziamento e soprattutto indossino la mascherina”.


(Lavoro di un bambino di Almè per un'iniziativa organizzata dalle Associazioni)

Protezione Civile di Paladina

Dodici, invece, i volontari attivi a Paladina, che fin dalle prime fasi dell'emergenza si sono messi in atto per dare il proprio supporto alla popolazione. Dopo l'istituzione del C.O.C. presso la Sala Consiliare del Municipio, i volontari si sono prodigati per la distribuzione di pacchi alimentari e di mascherine porta a porta, consegnate ad ogni nucleo famigliare. “Fra queste cose, ci siamo inoltre occupati anche delle persone anziane oppure sole, impossibilitate magari a spostare pesi come, ad esempio, bombole dell'ossigeno – spiega Stefano Fanciulli, Coordinatore del Gruppo Comunale di Paladina e Consigliere del C.C.V. (Comitato Coordinamento Volontari della Bergamasca) – Oltremodo è stata effettuata una sanificazione degli ambienti esterni da parte di altre due squadre, una delle quali di Palazzago”.

I volontari si sono distribuiti così su due turni, uno la mattina dalle 8:30 alle 12:30 e l'altro il pomeriggio, dalle 14:30 alle 18:30. Per alcune azioni, come la consegna dei pacchi alimentari o dei pasti alle persone sole, la Protezione Civile ha collaborato con alcuni volontari sul territorio e con gli Alpini. “Alcuni di noi volontari inoltre, prima che venisse attivato il C.O.C. e fossimo quindi impegnati sul territorio, hanno collaborato con il Centro Regionale a cui era collegato il primo numero verde di supporto all'emergenza, in quella che era una fase embrionale di ciò che si sarebbe sviluppato dopo” aggiunge Fanciulli.

Con l'arrivo della fase 2, le azioni si sono spostate sul monitoraggio e controllo delle aree nel territorio comunale. “Abbiamo una ciclopedonale lungo il fiume Brembo e un'altra all'interno del Parco dei Colli, perciò manteniamo il servizio sul nostro territorio – conclude il coordinatore – Da questa settimana è stato anche riaperto il cimitero e abbiamo organizzato in collaborazione con gli alpini una postazione di controllo con entrata e uscita che prevede la misurazione della temperatura. Una soluzione adottata anche al marcato del paese, che recentemente è stato riaperto anche alla vendita di prodotti non alimentari: qui abbiamo creato un vero e proprio percorso, sempre con misurazione, supportati dalla Polizia Locale. Fortunatamente, gli abitanti di Paladina sono stati molto giudiziosi. Noi siamo tutti volontari: il nostro “salario” è un grazie, detto con il cuore”.

(Il coordinatore Fanciulli insieme ad alcuni volontari)

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