Emergenza sociale, il ruolo chiave delle UTES. Brioschi: ''La Fase 2 sarà più delicata''

Redazione 28/04/2020 0 commenti

Dal 20 marzo sono operative su tutto il territorio bergamasco le UTES C-19, Unità Territoriali per l'Emergenza Sociale Covid-19, costituite da Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, ATS Bergamo, Fondazione della Comunità Bergamasca, e con il supporto della Prefettura, il cui compito è quello di coordinare le azioni di intervento nei vari territori per svolgere attività di informazione, sostegno alle fragilità e gestione logistica. Tra queste Unità Territoriali, figura anche quella dell'Ambito Valle Imagna-Villa d'Almè, presieduta dal Presidente dell'Ambito, Gianbattista Brioschi, e dal Direttore dell'Ufficio di Piano, Gianatonio Farinotti, in stretta connessione con il Centro Operativo Comunale Comunità Montana (COCCM) e in collegamento con i Centri Operativi Comunali (COC) e i 20 Comuni dell’Ambito.

Nello specifico, la UTES-C19 Valle Imagna-Villa d’Almè si è occupata di "gestire il problema dell'ossigeno, delle dimissioni protette nei Covid Hotel, di distribuire DPI agli operatori del SAD (Servizio Assistenza Domiciliare ndr), dei call center per le consegne a domicilio di spese e di farmaci alle persone fragili, del supporto psicologico al telefono - spiega Gianbattista Brioschi, Presidente del Distretto di Bergamo afferente all'ASST Papa Giovanni XXIII e dell'Ambito territoriale Valle Imagna - Villa d’Almè -. La nostra UTES ha inoltre fornito anche supporto ai Comuni nell'acquisto dei ticket per i buoni alimentari. Sono state raccolte 210 maschere Snorkeling in tutta la provincia e consegnate ad una ditta per la modifica in modo che diventassero dei respiratori che verranno poi donati alle strutture ospedaliere. Ha organizzato la sanificazione dei 20 Comuni dellAmbito Valle Imagna-Villa d'Almè".

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“Fortunatamente come Ambito Valle Imagna-Villa d'Almè - prosegue Brioschi - abbiamo due bracci operativi: per la logistica la Protezione Civile della Valle Imagna e i COC (Centro Operativi Comunali),mentre per quanto riguarda i servizi sociali c'è l'Azienda Speciale Consortile. Abbiamo gestito benissimo la prima fase, ora il problema è la fase 2, che forse è più delicata perché, come UTES, dovremo studiare al meglio una ripartenza graduale di tutti quei servizi sospesi a causa del coronavirus, come il SAD, l'assistenza educativa, i centri diurni, centri diurni disabili".

È una sfida importante, abbiamo bisogno di risorse, sia umane, perché tanti nostri operatori sono stati colpiti dal virus, e anche economiche, ma su questo stiamo lavorando ad una raccolta fondi con Fondazione Comunità Bergamasca finalizzata a sostenere i servizi di assistenza domiciliare dei quali nei prossimi mesi ci sarà grande bisogno. Terminata, speriamo il prima possibile, l’emergenza sanitaria - conclude Brioschi -, dovremo affrontare l’impatto sociale che si riverserà nei nostri Comuni. Abbiamo la fortuna di avere a disposizione il personale dell'Azienda Speciale Consortile molto preparato, e lo abbiamo visto anche con il servizio di ascolto "Restiamo in Linea" molto gradito ai cittadini".

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