Ci sono passioni che nascono quasi per caso, magari tra i banchi di scuola, e che con il tempo diventano una parte importante della propria vita. È quello che è successo a Chiara Bonzi, 24 anni di San Giovanni Bianco, che giovedì 29 ottobre ha conseguito la laurea in Comunicazione, Informazione ed Editoria all’Università degli Studi di Bergamo, con una tesi dedicata proprio a La Voce delle Valli, di cui è giornalista da 8 anni. Un traguardo che arriva al termine di un percorso fatto di studio, lavoro, sacrifici e, soprattutto, di una passione per la scrittura e il giornalismo coltivata negli anni.
Il suo avvicinamento al giornalismo risale ai tempi delle scuole superiori: “Frequentavo il liceo linguistico all’Istituto David Maria Turoldo di Zogno quando ho scoperto la passione per la scrittura. Nel biennio ho scoperto questo amore, e grazie a una mia insegnante, Marianna Molica Franco, ho avuto l’opportunità il terzo anno di conoscere La Voce delle Valli e il suo direttore, Marco Locatelli (in foto con Chiara ndr). Da quel primo incontro è iniziata una collaborazione che prosegue ormai da circa otto anni e che mi ha permesso di crescere professionalmente, confrontandomi con la cronaca, l’attualità, le interviste, gli approfondimenti e, negli ultimi anni, anche con la comunicazione digitale e la gestione dei contenuti social”, spiega Chiara.
Una passione che ha trovato spazio anche nella scelta del percorso universitario. Non esistendo un corso di laurea specificamente dedicato al giornalismo, Chiara ha individuato in Scienze della comunicazione il percorso più vicino alle proprie aspirazioni. Ha conseguito una prima laurea, specializzandosi nell’ambito Cultura e Media, per poi proseguire con la magistrale in Comunicazione, scegliendo l’indirizzo in Editoria e comunicazione per le industrie creative.
Anche la tesi di laurea, dal titolo «Lo storytelling come costruzione identitaria del territorio: la promozione digitale locale tra La Voce delle Valli e VisitDossena», racconta molto del suo percorso personale e professionale. L’idea è stata quella di mettere insieme due mondi che negli anni hanno accompagnato la sua esperienza: il giornalismo e la comunicazione territoriale. “Ho voluto portare una parte di me nella mia tesi, e La Voce delle Valli è una parte di me. Il tema del digital storytelling mi affascina ormai da anni e poter vedere come venga applicato alla costruzione identitaria di piccoli territori è stata una bella sfida che ho subito voluto cogliere. Ho avuto la possibilità di raccontare anche alcune realtà del territorio come Jolly Market e Cantina Val San Martino, portando le voci di singole attività all’interno di un discorso più ampio”.
Il lavoro ha messo a confronto due realtà del territorio bergamasco, analizzando come strumenti e linguaggi della comunicazione digitale possano contribuire a raccontare, promuovere e valorizzare luoghi spesso considerati marginali. Un approfondimento che ha permesso di osservare da vicino il ruolo delle storie, delle persone e delle comunità nella costruzione dell’identità di un territorio. Dietro questo traguardo, però, c’è anche un percorso personale tutt’altro che semplice. Conciliare gli impegni universitari con il lavoro ha richiesto costanza e una grande capacità organizzativa. “Nel corso degli anni ho portato avanti contemporaneamente uno, due e, in alcuni periodi, anche tre lavori, per potermi permettere gli studi senza rinunciare a coltivare la mia passione e a costruirmi un’esperienza professionale. Sono sempre stata molto rigida con me stessa, e forse questa smania del dover fare, e fare bene, è stata la conferma a questa mia severità - ci spiega - Lavorare e studiare insieme non è stato facile. Le paure erano tante e le fatiche ancora di più, ma tutto questo mi ha permesso di crescere molto, sia dal punto di vista personale sia nell’organizzazione della mia vita. È stata una grande soddisfazione”.
Per questo la laurea rappresenta molto più della conclusione di un percorso accademico. È il riconoscimento di una strada costruita nel tempo, fatta di scelte, rinunce e obiettivi perseguiti senza smettere di guardare avanti. “È il coronamento di un percorso che va ben oltre l’aspetto scolastico. È un modo per riconoscere a me stessa il percorso fatto e rendermi conto che tutte le fatiche affrontate ne sono valse la pena. Questa giornata è stata anche un modo per dire grazie a chi mi è sempre stato vicino: mia mamma, la mia famiglia, il mio fidanzato, e anche il mio direttore, perché tutti loro hanno creduto in me, anche quando per me era difficile farlo”.
E per il futuro? Nessuna strada è già tracciata. Chiara si definisce una persona aperta alle novità e al cambiamento, pronta ad accogliere nuove opportunità senza porsi limiti. Oggi ha un lavoro stabile, ma preferisce lasciare spazio a ciò che verrà, senza rinunciare a ciò che considera davvero importante: “Non mi precludo nulla e non mi permetto di sbarrare delle opportunità. Qualunque cosa verrà, voglio solo una cosa: essere felice. Felice di vivere e di avere la possibilità di stare bene, bene davvero”. Perché, in fondo, il traguardo raggiunto non è soltanto un titolo di studio da aggiungere al proprio percorso, ma la consapevolezza di aver costruito, con impegno e determinazione, una strada che le appartiene.
“Chiara è una ragazza straordinaria e una giornalista di grande talento, indubbiamente tra le penne emergenti più promettenti del panorama bergamasco, con anche importanti competenze in ambito social e video maturate in questi anni sulle nostre pagine - spiega il direttore de La Voce delle Valli, Marco Locatelli - È anche grazie al suo contributo se La Voce delle Valli è diventato un punto di riferimento per Valle Brembana e Valle Imagna. L'ho conosciuta a 16 anni attraverso un progetto di collaborazione avviato con le scuole delle valli e ho visto subito che aveva una marcia in più. Decisi allora di coinvolgerla subito, nonostante la giovanissima età. E oggi è ancora con noi. Chiara è una delle mie più belle scommesse, che posso dire di aver già vinto. E alla grande, aggiungo. L'ho vista crescere come giornalista, ma soprattutto come donna. Sono davvero orgoglioso di lei e del percorso che ha fatto finora. E, conoscendola, il meglio deve ancora venire!".







