Prestazione maiuscola dell’Atalanta che si impone con un netto 3-0 a Francoforte sull’Eintracht. Prima partita e prima vittoria in Champions League per Raffaele Palladino che dopo la cocente sconfitta in campionato all’esordio (3-1 a Napoli), si riscatta con tre punti preziosi e importanti in ottica play off, praticamente ipotecati a quota 10 punti.
Rispetto alla gara di Napoli i nerazzurri cambiano solo due interpreti su undici, fuori Ahanor per Kossonou e Scamacca per Pasalic, per il resto c’è Carnesecchi in porta, Djimsiti e Hien completano il terzetto difensivo, Bellanova e Zappacosta sulle fasce, Ederson e De Roon in mediana, De Ketelaere e Lookman a supporto del numero nove. L’Eintracht invece, sesto in Bundes, e tra le ultime dodici in Champions schiera un 4-2-3-1 con quasi tutti i suoi titolari: Zetterer tra i pali, Collins e Brown terzini, Koch e Theate (ex Bologna) centrali difensivi, Chaibi e Dahoud a centrocampo, Doan e Knauff sulle fasce, Mario Gotze (campione del mondo, ex Bayern e Borussia) alle spalle di Jonathan Burkardt, 11 gol in 14 partite giocate sin qui.
Nei primi venti minuti è la squadra di casa ad essere più propositiva e pericolosa, prima con Burkardt (chiuso da Djimsiti), poi con Chaibi e Koch le cui conclusioni sono facili prede di Carnesecchi. Con il passare dei minuti cresce la prestazione nerazzurra, Zappacosta ci prova con un tiro strozzato in area di rigore, Scamacca si rende protagonista prima di un tentativo chiuso da Koch e poi da un invitante passaggio per De Ketelaere contrastato in area di rigore. L’occasione più grande del primo tempo è di fattura atalantina, al minuto 35, con un clamoroso doppio palo prima di Lookman, gran smarcamento e poi conclusione sul legno interno e poi di Scamacca, servito dallo stesso nigeriano che di piattone trova il palo sulla sua strada. Zappacosta salva su Gotze e poi Lookman sul primo palo anticipa Collins su cross di Bellanova dopo una bellissima azione sulla destra, ma il difensore locale devia in angolo. Si chiude cosi un primo tempo bloccato, ma in cui l’Atalanta ha dimostrato di poter far male.
Il secondo tempo infatti si apre con un ardore dei nerazzurri che dopo un quarto d’ora di pressione vale un “uno - due” pazzesco. Al quindicesimo infatti De Ketelaere innesca Lookman sul secondo che col sinistro la sblocca dopo una strepitosa azione da sinistra a destra. L’Eintracht batte il centro, lancia lungo, interviene Ederson che di testa serve Lookman e si proietta in avanti, la difesa tedesca è scoperta, Lookman manda in porta lo stesso Ederson che sull'uscita di Zetterer non sbaglia e raddoppia il risultato in un men che non si dica.
Macina gioco la Dea, passano tre minuti ed arriva il 3-0: azione insista sulla sinistra, palla in mezzo, Scamacca centra la traversa, la respinta del montante arriva sui piedi di De Ketelaere che archivia la gara dopo venti minuti dall’inizio della ripresa. Palladino opta per i primi cambi, con dentro Musah, Krstovic e Zalewski per Ederson, Scamacca e Zappacosta, seguiti da Kolasinac per Djimsiti alla mezz’ora, facendo rivedere così il campo al difensore bosniaco dopo la rottura del crociato in primavera.
La partita prosegue senza grandissime occasioni, tiro cross di Lookman bloccato da Zetterer, Wahi impegna Carnesecchi in diagonale e nel finale Sulemana prima e Kristovic hanno l’opportunità di chiuderla col poker ma sottoporta sono imprecisi entrambi. Una bellissima Atalanta risponde con sicurezza alla gara opaca e a due facce di sabato sera, la vittoria a Francoforte pesa e non poco, ora le prossime avversarie, Chelsea ed Athletic Bilbao, entrambe in casa, potranno essere affrontate con più serenità per concentrarsi su un campionato nel quale la tredicesima posizione è troppo poco per una squadra capace di disputare prestazioni come questa. Chissà se Palladino ha già trovato la quadra dopo nemmeno un paio di settimane dal suo insediamento.





