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Bergamo Sognata, una mostra per immaginare una città dopo il Covid

All'ex Ateneo in Città Alta in mostra 22 fotografie di Mara Salerno con illustrazioni di Fabio Boffelli.
25 Marzo 2022

Azzurro è il colore del cielo, qualcosa di ideale ed impalpabile. Come un sogno. Azzurro come il colore delle mascherine che ci hanno protetto dalla pandemia Covid 19 che si è abbattuta su Bergamo e la sua provincia nel febbraio 2020. Azzurro è il filo conduttore di “Bergamo Sognata” la mostra di fotografie e illustrazioni che ha aperto oggi venerdì 25 marzo all'ex Ateneo in Città Alta.

A due anni esatti da quei giorni l'associazione Click Art Photo con il patrocinio del Comune di Bergamo e della Provincia di Bergamo presenta “Bergamo Sognata”, foto di Mara Salerno e illustrazioni di Fabio Boffelli. Scatti eseguiti durante il periodo del lockdown con una città deserta ed attonita, spaventata ed in ginocchio. Mara Salerno, fotografa, immortala una Bergamo spettrale ma già immagina la vita in quegli scatti. Ci penserà Fabio Boffelli con colori nitidi e figure semplici a far vibrare una poesia su ogni scatto: il soffio di una vita.

Il focus progettuale mira a raccontare una città immobile e il sogno di poterla animare. Una città vuota e il sogno di poterla vivere. Una città, Bergamo... Sognata.

I DUE ARTISTI

“Attraverso l'obbiettivo della macchina fotografica, osservavo la desolazione delle strade deserte della mia città e provavo un forte senso di tristezza e smarrimento – spiega Mara Salerno -. Per questo ho cercato di cogliere il mondo fuori con gli occhi della fantasia, creando grandi inquadrature, che lasciassero spazio ad un’altra realtà: i sogni, mescolati alle illustrazioni di Fabio Boffelli”.

“La geografia umana considera i luoghi come spazi emotivamente vissuti – afferma Fabio Boffelli -. Da qui la scelta, grazie agli scatti di Mara, di animare alcuni luoghi della città ormai da mesi surrealmente deserti e fragorosamente silenziosi. Le illustrazioni rimandano la fatica di vivere spazi interni, in modo e tempi non convenzionali; in contrapposizione con quel “sublime ordinario” che ritenevano abitudine e che abbiamo scoperto essere un privilegio”.

IL PROGETTO

Ad affiancare i due autori del progetto ci sono l'architetto Giorgio dell'Acqua e i due curatori Stefania Maimone e Davide Agazzi.

A sostenere l'intero progetto una serie di istituzioni ed aziende: Intesa Sanpaolo, Flow Meter Spa, Corsi Fotografia Bergamo, Rota Trasporti, Studio Elitropi, Green Energy, oltre al supporto tecnico di Atb, Visit Bergamo, DUC, Montval, Ottica Skandia, Linea Verde, Carobbio, Alice Grafica e Istituto Palazzolo delle Suore Poverelle.

Una percentuale dei proventi della mostra sarà destinata all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che ha svolto un ruolo fondamentale ed eroico nella gestione della pandemia e alla Croce Rossa Italiana ODV per emergenza Ucraina.

La mostra Bergamo Sognata, dopo l'ex Ateneo di Città Alta, verrà ospitata all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

DICONO DI LORO

“Io credo che le strade vuote di quei giorni, quella dimensione quasi irreale delle nostre città e del nostro Paese, son tutte cose che rimarranno per sempre incastonate nella nostra memoria come una sorta di sospensione delle nostre vite, quasi – appunto – come la sensazione di un sogno al risveglio, qualcosa senza contorni particolarmente definiti, ma che ha fatto effetto, che potremo raccontare a grandi linee, ma senza restituirne appieno il significato – dichiara Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo -. Per questo il titolo “BergamoSognata” è, secondo me, il più azzeccato per un progetto come questo. Non solo ci riporta a quelle strade vuote, alle sensazioni della primavera 2020, ma ne costruisce un significato nuovo, che, straniando l’occhio dell’osservatore, costruisce riflessioni nuove e ravviva i ricordi sulla vicenda pandemica a Bergamo”.

“La mostra Bergamo Sognata ci invita a guardare quelle indelebili immagini della città vuota sotto un’altra luce, rivelando come i luoghi rimasti a lungo in attesa non abbiano mai smesso di raccontare le storie delle persone e le loro speranze per il futuro – osserva Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo -. Bergamo si prepara ora a vivere un anno importante, il 2023, in cui insieme a Brescia sarà Capitale Italiana della Cultura. Uno dei temi che guidano la costruzione di questo grande progetto è proprio l’idea della Cultura come Cura, perché è attraverso la cultura che la collettività riflette su se stessa, costruisce relazioni significative e trova nuovi impulsi vitali per curare le proprie ferite e rigenerarsi”.

“Il ruolo di una banca come Intesa Sanpaolo è quello di essere parte integrante del territorio, il che significa saper attivare con rapidità sostegni e misure straordinarie durante l’emergenza e continuare a garantire poi il supporto alle famiglie, alle imprese e al terzo settore per alimentare la ripresa con fiducia e speranza. È quello che è successo con la città di Bergamo durante la pandemia e, anche oggi, sostenere “Bergamo Sognata” ci offre nuovamente l’occasione per testimoniare la nostra partecipazione quale presenza storica per la città, nonché motore propulsivo del suo sviluppo sociale, economico e culturale” dichiara Tito Nocentini, Direttore Regionale Lombardia Nord Intesa Sanpaolo.

“Abbiamo vissuto proprio nell’epicentro dell’emergenza, a Bergamo, e per di più operando nell’ambito dei dispositivi per l’ossigenoterapia e per la ventilazione non invasiva, attrezzature strettamente necessarie per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 – afferma Roberto Paratico, CEO di Flow Meter Spa -. In Flow Meter abbiamo trascorso mesi senza sosta per riuscire a rispondere alle richieste di tutti gli ospedali che erano in forte crisi di flussimetri e di materiali per gli impianti di distribuzione dell’ossigeno. Come dopo ogni guerra si tende a dimenticare, mentre sono convinto che invece dobbiamo ricordare tutto quanto accaduto. È proprio per questo motivo che abbiamo voluto aderire a questa bellissima iniziativa di Bergamo Sognata, anche perché, oltre all’immenso dolore, il Covid ci ha fatto vivere attimi di grande speranza e di vera solidarietà”.

Info: Ex Ateneo di Città Alta, piazza Padre Reginaldo Giuliani – Bergamo Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20- Ingresso libero.

Per raggiungere la mostra si consiglia la Linea 1 A Città Alta e Funicolare di Città o Linea 3, piazza Mercato delle Scarpe.

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