Dalle mele della Valle Imagna allo stracchino all'antica: al Polaresco 200 studenti a contatto con il cibo delle valli

Al Polaresco di Bergamo una mattinata di educazione alimentare, laboratori sensoriali e scoperta dei prodotti del territorio con Slow Food Valli Orobiche.
11 Ottobre 2026

Le mele della Valle Imagna e i formaggi della Valle Brembana. Educare le nuove generazioni a un rapporto consapevole con il cibo, riscoprendo il valore degli alimenti, il legame con il territorio e l’importanza delle scelte quotidiane. Con questo obiettivo, sabato 10 ottobre, dalle 8.30 alle 14, la Condotta Slow Food Valli Orobiche ha organizzato presso il Polaresco di Bergamo un incontro dedicato al tema «Il cibo buono, pulito, giusto e per tutti», rivolto agli studenti del primo anno dell’Istituto Mamoli.

“Sono stati circa 200 gli studenti coinvolti in questa iniziativa e una dozzina di docenti - commenta la professoressa Alessandra Violetta Corsi, referente del progetto all'interno dell'Istituto Mamoli - Con questo abbiamo voluto sensibilizzare le ragazze e i ragazzi che hanno appena iniziato il loro anno scolastico con noi, su uno degli argomenti che sarà al centro del loro percorso di studi”.

L’iniziativa ha offerto ai ragazzi l’occasione di avvicinarsi ai principi di Slow Food attraverso un’esperienza che ha unito conoscenza, partecipazione e attività pratiche. Il cibo, infatti, non è soltanto nutrimento: racconta la storia di un territorio, il lavoro dei produttori, il rispetto dell’ambiente e le tradizioni che contribuiscono a costruire l’identità di una comunità.

La mattinata è stata resa possibile dalla collaborazione di diverse realtà: l’associazione Oltre i Limiti che gestisce il Polaresco, Una Valle del Gusto, la cooperativa Archebus, l’azienda agricola La Sella e Slow Mais. Insieme hanno proposto laboratori sensoriali pensati per stimolare la curiosità degli studenti, avvicinarli alla conoscenza degli alimenti e far comprendere l’importanza della qualità delle materie prime e della consapevolezza nelle scelte alimentari.

“Preservare le biodiversità, e le diversità culturali vuol dire arricchire un territorio di esperienze e di opportunità” ha sottolineato Antonio Rottigni di Slow Mais, “ed è importante che le nuove generazioni si rendano conto di questo per poter essere pronti ad affrontare le sfide che li attendono”.

“Lo Spazio Polaresco è un luogo aperto ai giovani e a disposizione dei giovani - ha sottolineato Norbert Casali, presidente della Associazione Oltre i Limiti, che ha in gestione una parte della struttura - noi vogliamo fare in modo che gli studenti vivano questo spazio e che lo sentano come un luogo in cui poter condividere esperienze. Abbiamo dedicato loro uno spazio gratuito in cui studiare o lavorare, aperto fino a mezzanotte, e con la copertura internet. Un servizio importante per i giovani studenti ma anche per i docenti”.

slow food polaresco - La Voce delle Valli
Da sinistra: Antonio Rottigni di Slow Mais, Alessandra Corsi referente progetto, Federico Fontana responsabile manifestazione e Giulia Parisi di Slow Food Valli Orobiche

Un contributo prezioso all'iniziativa è arrivato anche dall’azienda agricola Il Giardino della Frutta di Rota d'Imagna, che ha fornito i propri prodotti per le attività, offrendo ai partecipanti un’esperienza concreta e un contatto diretto con le risorse della produzione agricola.

“Non avevo mai ragionato su quante varietà di mele potessero esserci - racconta una delle ragazze che hanno partecipato al progetto -  e non avevo neppure pensato a cosa potesse significare un cibo pulito e giusto sino ad oggi, al momento in cui ci è stato chiesto un nostro parere. E' stato bello sentire che ciò che sentivo corrispondeva ad uno dei principi a cui si ispirava la giornata di oggi e vedere nella realtà che alcuni di questi principi si possono concretamente realizzare. Spero di poter avere l'occasione di approfondire altri aspetti relativi al tema del cibo anche e soprattutto in relazione alla salute e allo sviluppo di un territorio.”

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di collaborazione tra scuola, associazioni, cooperative e produttori locali. Portare l’educazione alimentare tra i giovani significa infatti promuovere una cultura del cibo attenta alla salute, alla sostenibilità e alla dignità del lavoro, nella convinzione che un’alimentazione buona, pulita e giusta debba essere un diritto di tutti.

slow food polaresco2 - La Voce delle Valli

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