Test sierologici, stop di Ats: si attende la Regione per aprire ai laboratori privati

Eleonora Busi 06/05/2020 0 commenti

Arriva da Ats uno stop ai medici di base circa le segnalazioni di nuovi pazienti da convocare per effettuare i test sierologici. Alle 15:42 di lunedì 4 maggio una mail inviata a tutti i medici recitava infatti “Sta per essere raggiunto il campione atteso, pertanto la compilazione dei moduli verrà chiusa alle 17 odierne”. Quella di Ats è un'indagine epidemiologica effettuata su un campione di persone che hanno avuto dei sintomi nel corso degli scorsi mesi, segnalate da medici di base o già presenti nelle liste di Ats (perché parenti di positivi).

I test sierologici effettuati sono stati dunque un numero limitato: alla data del 30 aprile erano stati fatti 3.320 prelievi, di cui 1.054 a residenti in Valle Seriana, mentre il restante al personale sanitario. Poi la zona d'azione si è spostata, raggiungendo la bassa bergamasca e anche la Valle Brembana, con test effettuati a San Pellegrino Terme. L'improvviso stop da Ats sui controlli a campione ha colpito alcuni medici di base e fatto storcere un poco il naso agli amministratori dei Comuni più colpiti.

Paola Pedrini, medico di Trescore e segretaria regionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale, intervistata da Il Corriere ha commentato: “Allora avrebbero dovuto indicare per ciascun medico un numero di pazienti da segnalare, invece così chi è arrivato prima li ha inseriti e gli altri no”. Pare infatti che il meccanismo di individuazione avesse comunque dei limiti: “È un’indagine epidemiologica su un campione particolare, ma per essere più affidabile dovrebbe includere persone asintomatiche e che non hanno avuto contatti con positivi al Covid”.

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A Nembro, uno dei paesi più colpiti dall'emergenza, il primo cittadino ha avviato un progetto di screening di massa, in collaborazione con il Centro Medico Santagostino che ha lì vi ha riaperto la propria sede. “A me risultano 250 test sierologici su un campione particolare della mia popolazione di 11mila abitanti – ha puntualizzato il sindaco Claudio CancelliIl nostro è uno studio di ricerca con il San Raffaele e il virologo che ha studiato il caso di Vo', in Veneto. Il risultato dei test non avrebbe valore diagnostico, ma se i test vengono validati danno comunque un risultato significativo”.

Due sarebbero le fasi: in primo luogo si avrebbe una validazione tramite test sierologico, tampone e radiografia su 400 persone, mentre successivamente si partirà con test sierologici rapidi a tutta la popolazione. “È un progetto strutturato, ci sono le risorse del Centro, c’è una capo progetto — ha continuato Cancelli — Se ci dessero l’ok, potremmo partire con Nembro e, se ci dovesse essere l’autorizzazione, si potrebbe anche valutare di estenderlo. Prima, però, bisogna risolvere il nodo delle autorizzazioni”. Autorizzazioni che dovrebbero arrivare dal comitato etico del Papa Giovanni, che ha chiesto chiarimenti e inviato osservazioni riguardo diversi fattori.

Nel frattempo, si attende la delibera di Regione Lombardia (prevista per oggi) circa l'estensione dei test sierologici ai laboratori privati. Nonostante ciò resta da sciogliere il nodo dei tamponi, disponibili in quantità limitate ma soprattutto inaccessibili in tempi brevi. “La delibera della Regione attesa per oggi ci darà indicazioni precise – ha spiegato Massimo Giupponi, direttore generale dell'Ats – Intanto si stanno accreditando 5 o 6 nuovi laboratori di Bergamo, per estendere test e tamponi. I sindaci chiedono uno screening di massa, la delibera potrà darci indicazioni anche su questo. Per ora stiamo proseguendo con l'indagine epidemiologica programmata, ma dopo il 17 maggio si potrà allargare”.

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