L'Atalanta si butta via, all'Athletic Bilbao bastano venti minuti: 2 a 3 a Bergamo, nonostante Scamacca e Krstovic

L’Atalanta si butta via, regala un gol all’Athletic Bilbao e dopo un’ora di dominio perde 2 a 3 una partita che sembrava instradarsi per il meglio dopo il vantaggio nel primo tempo di Scamacca.
21 Gennaio 2026

L’Atalanta si butta via, regala un gol all’Athletic Bilbao e dopo un’ora di dominio perde 2 a 3 una partita che sembrava instradarsi per il meglio dopo il vantaggio nel primo tempo di Scamacca. Sulla carta è una rivoluzione atalantina in difesa. Cambia tutta la retroguardia, che vede schierarsi Kossounou, Djimsiti e Kolasinac, questi ultimi al rientro da un infortunio. Per il resto, confermato ancora il tridente con Zalewski insieme a De Ketealere e a Scamacca, mentre Zappacosta si riappropria della fascia destra. I baschi devono rinunciare, tra gli altri, ad entrambi i fratelli Williams. La punta centrale è sempre Guruzeta, supportato Navarro, Gomez e Gorosabel. Rotazioni sui terzini, dove giocano Boiro a sinistra e Lekue a destra.

La prima emozione arriva dopo 16 minuti in cui l’Atalanta studia l’avversario, prende in mano il gioco e passa in vantaggio. Palla manovrata sulla sinistra, Bernasconi la cede a Zalewski che rientra sul destro, cross su cui Scamacca svetta di testa su Paredes e incorna a due passi da Unai Simon. Difesa del numero 4 troppo molle e il numero 9 lo punisce subito, con una rete che permette alla Dea di controllare ancor di più il pallino della partita. I baschi provano qualche spunto in pressing, ma faticano a costruire azioni e si affidano quasi solo a lanci lunghi. I bergamaschi provano a manovrare l’azione offensiva partendo da dietro, come quando da Kossounou si va a Scamacca, poi a De Ketelaere che apre per Bernasconi, il quale rientra sul destro al limite e lascia partire un tiro che va a centimetri dal palo lontano.

Non è l’unica occasione orobica, anzi. Nel giro di 5 minuti, Unai Simon salva due volte prima su Scamacca, poi su Bernasconi, ma c’era fuorigioco del centravanti. Poi Scamacca segna, dopo che De Ketelaere è scattato in profondità oltre la difesa avversaria e ha messo in mezzo la palla per un tap-in facile: rete annullata per fuorigioco del belga. Il numero 17 è protagonista anche al 42’: punizione dalla trequarti di destra di Zalewski, il suo cross trova l’incornata proprio di De Ketelaere, che colpisce in pieno il palo con Unai Simon battuto.

L’Athletic Bilbao esce dagli spogliatoi con una sostituzione– entra Sancet – e con un cambio tattico, perché passa al 4-2-3-1, ma soprattutto cambia mentalità. I padroni di casa paiono comunque i più pericolosi, vanno vicini al gol con Zappacosta e sembrano in controllo della partita. Sembrano, appunto, fino al 58’. Verticalizzazione per Navarro che sposta Djimsiti e fa la sponda per Guruzeta, il quale entra in area e batte Carnesecchi. Errore del centrale albanese, che cade per una leggera spinta reclamando un fallo inesistentem e il match cambia completamente. La Dea esce di scena, il Bilbao colpisce. Dodici minuti dopo, Navarro è completamente libero di crossare dalla trequarti di destra, il suo cross trova in area Serrano che si inserisce da solo e mette in porta il gol del sorpasso.

I bergamaschi sbandano soprattutto in difesa, con un atteggiamento mentale troppo debole. Così, al 74’ Sancet anticipa Kossounou su un pallone vagante in area e manda in porta Navarro, il quale è ancora tutto solo e di destro dal limite fredda Carnesecchi. I baschi trovano tre reti con gli unici tre pericoli creati nel corso della propria partita, ma è chiaro il limite mentale dei padroni di casa, che si sciolgono al primo gol subito. Palladino inserisce a turno Lookman, Sulemana, Krstovic e Samardzic per provare a riprenderla, ma la rete arriva troppo tardi.

A tre minuti dal 90’, Samardzic crossa dalla sinistra, De Ketelaere prolunga di testa, Lookman sulla linea di fondo la rimette in mezzo e Krstovic spinge in porta. Troppo tardi, però, la partita è compromessa a causa di una clamorosa sbandata quando tutto sembrava sui binari giusti. È chiaro che non si possa parlare di una buona prestazione da parte degli orobici, la cui doppia versione – dominante nel primo tempo, remissiva e spaventata per venti minuti del secondo – deve far aprire gli occhi sulle fragilità mentali che ancora affliggono la squadra, impedendole di esprimere al massimo il proprio potenziale. Un tema su cui lavorare in fretta, perché domenica 25 c’è la difficilissima sfida di Como: occorrerà ripartire subito con lo spirito giusto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime Notizie

X
X
linkcross