Ancora reti bianche per l’Atalanta, che in Champions League non va oltre lo 0 a 0 nell’inedita sfida contro lo Slavia Praga. I bergamaschi non riescono a sfruttare le occasioni migliori nel corso dei 90’ minuti, occasioni create anche grazie a uno schieramento più tradizionale, che vede Krstovic nella posizione di centravanti e Lookman nel proprio ruolo naturale di ala sinistra. In difesa è una sliding door: di nuovo infortunato Scalvini, rientra però Kossounou, subito schierato. Confermato invece Bernasconi sull’out di sinistra e Zappacosta su quello di destra.
Gli ospiti schierano invece Zima e Vicek in difesa al posto di Ogbu e Holes, Slavia Praga che deve reinventare la propria retroguardia. In attacco c’è Chory, prima punta del 3-43 con cui i cechi si dispongono a specchio rispecchio all’Atalanta. Ne consegue una partita aperta, in cui lo Slavia non si tira indietro e, anzi, spaventa la Dea nei primi minuti. L’inerzia della partita cambia soprattutto grazie alle giocate di De Ketelaere, decisamente l’uomo più in forma dei suoi. La prima occasione arriva al 13’, quando Kossounou sfonda sulla destra arrivando a tu per tu con Markovic, per poi calciargli addosso quando questi esce a valanga. Il momento migliore degli uomini di Juric sta nel quarto d’ora tra il 25’ e il 40’: qui arrivano ben due enormi occasioni per Krstovic, sempre ben servito dall’out di destra.
Nella prima, Zappacosta crossa basso e il montenegrino in allungo nell’area piccola colpisce la sfera, mandandola su Markovic; nella seconda, De Ketelaere lo serve benissimo in posizione centrale, ma il tiro in torsione del 90 ha solo forza e finisce altissimo. È poi il turno di Lookman per spaventare la difesa avversaria, con due tiri di destro entrambi deviati sul fondo, ma in generale gli orobici giocano bene e si assopiscono solo nel finale di primo tempo, quando, su azione di calcio d’angolo, la palla sbuca al limite per il tiro di prima intenzione di Moses, bravo Carnesecchi a deviare una palla che vede all’ultimo.
I cechi escono meglio dallo spogliatoio e mantengono alta l’intensità della propria partita, che invece cala per i neroazzurri. Juric prova a scuoterli con gli ingressi prima di Zalewski, poi di Scamacca e Kamadeen. È proprio lui ad avere una grandissima chance a 20 dalla fine, quando De Ketelaere lo lancia in profondità con una palla perfetta, il 7 entra in area ma sbaglia l’ultimo controllo e di fatto la consegna a Markovic.
Errore che fotografa i motivi del pareggio che sarà il risultato finale: in primis, la mancanza di qualità. Prova a mettercela Scamacca, che è pericoloso prima di testa, con una capocciata da dentro l’area che finisce fuori di poco, poi con una botta di prima intenzione ben imbeccato dal solito De Ketelaere. Il belga è decisamente il migliore in campo, soprattutto perché porta alla Dea quella qualità di cui sopra.
Non basta appellarsi solo alla sfortuna, perché i bergamaschi hanno avuto le occasioni per vincere la partita ma, aldilà dei meriti dei cechi per la loro grande intensità, hanno buttato al vento troppe occasioni: se non si segna, diventa difficile prevalere su un avversario ben organizzato. La Champions lascia ora posto al campionato, che per l’Atalanta significa Cremonese: dalla trasferta di sabato 25 dovranno arrivare tante risposte per la squadra di Juric.






