Sprofondo Atalanta, becca 3 gol dal Parma e apre la crisi

Crolla l’Atalanta e sulle macerie passa il Parma, che a Bergamo vince 0 a 3 una partita in cui gli orobici hanno nel complesso offerto una prestazione migliore prima di crollare sotto il peso di una difesa-groviera.
2 Novembre 2026

Crolla l’Atalanta e sulle macerie passa il Parma, che a Bergamo vince 0 a 3 una partita in cui gli orobici hanno nel complesso offerto una prestazione migliore, prima di crollare sotto il peso di una difesa-groviera e di fantasmi che ora iniziano a riemergere da un passato distante circa 365 giorni. È ancora in emergenza la Dea, con Gaetano e Kristensen che entrano in infermeria. Pasalic prende il posto del numero 70, Zalewski si sposta a destra e Rowe va a sinistra, Krstovic è l’unico centravanti disponibile. Per i Crociati si ferma Bernabé, a metà campo c’è Fabbian; Lontani ed El Bilal Touré le punte del 3-5-2.

L’Atalanta approccia meglio e crea due occasioni molto simili con De Ketelaere, nella seconda il belga parte addirittura da dietro la sua metà campo e arriva in area avversaria con la difesa che gli si apre davanti, ma angola troppo il mancino e si divora la rete del vantaggio. I bergamaschi tengono il pallino del gioco, e in verità il gol arriva quando Diaffara esce male su Zappacosta ed Krstovic mette in porta, rete annullata per fuorigioco millimetrico del 77.

Ederson ci prova dai 25 metri con palla larga di poco, il Parma dà la sensazione di essere molto schiacciato eppure basta un calcio d’angolo per cambiare la partita. Al 40’ lo batte Sierro dalla sinistra, Fabbian nel cuore dell’area di rigore è libero di colpire di testa e alla prima occasione gli ospiti sono avanti. Evidenti, ancora una volta, le lacune difensive di una squadra che subisce gol troppo facilmente. Zalewski prova a pareggiarla durante i due minuti di recupero, conclusione al volo di mancino su cui Daffara di distende bene.

L’illusione di poter ristabilire il pareggio dura due minuti della ripresa. El Bilal va via sulla destra e mette in mezzo, Zappacosta anticipa il difensore avversario e mette in porta il più classico degli autogol. Inizio da incubo per l’Atalanta, sotto di due e alla ricerca di una reazione che arriva a sprazzi, con un tiro sul secondo palo di Rowe e poco più. Il Parma si rintana in difesa e colpisce al 58’: palla lunga per Fabbian, Lontani arriva a rimorchio e fa tunnel a Pasalic prima di mettere all’angolino la sfera, con un Carnesecchi imperfetto che la raccoglie dalla rete per la terza volta.

La Dea barcolla e fatica a reagire, Krstovic è tra i pochi a dare tutto, Pasalic impatta di testa un ottimo cross del subentrato Idele, ma colpisce la traversa; Daffara para ciò che deve e il gol, semplicemente, non arriva. Arriva invece qualche fischio al termine di una gara il cui risultato dice tanto. Le assenze non possono essere il solo alibi per uno 0 a 3 subito da una squadra, il Parma, che fino a questo momento aveva segnato un totale di cinque reti in campionato.

È chiaro come l’Atalanta sia un edificio costruito su fondamenta quanto mai precarie, su una fase difensiva che ancora non si vede e che penalizza una squadra la cui prestazione offensiva avrebbe meritato di più. Giovedì a Bergamo sono attesi i Kazaki dell’Almaty per la Conference League, ma è chiaro che la partita da tenere d’occhio sia quella di domenica 8 novembre a Monza, con i bergamaschi che devono guardarsi innanzitutto alle spalle e fare punti il più in fretta possibile: la Serie A non perdona.

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