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Troppo Lipsia per l'Atalanta: doppietta di Nkuku, bergamaschi eliminati dall'Europa League

Prova troppa timida dei padroni di casa, che confermano la crisi del 2022, ma manca un rigore
14 Aprile 2022

L’Atalanta non passa il turno. Va al Lipsia la partita di Bergamo, 0 a 2 con una doppietta di Nkunku, un gol per tempo a spegnere le ambizioni di una squadra volitiva, ma in questo momento con troppi problemi per poter ambire ad una semifinale europea.

Come una settimana fa, De Roon deve arretrare la propria posizione lungo la linea difensiva. A centrocampo rientra Freuler, mentre l’attacco vede tre giocatori molto offensivi in campo già da primo minuto: Malinovksyi e Boga insieme a Zapata, un tridente pesante per una squadra obbligata a vincere. Anche il Lipsia ha lo stesso obbligo, Domenico Tedesco resta un po’ più prudente e schiera lo stesso 3-4-1-2 dell’andata: formazione identica per 10/11, l’unico cambiamento è Simakan per Klostermann in difesa.

Il buon approccio orobico dura 20 minuti. L’inizio della Dea è arrembante, Zappacosta chiama Gulacsi all’intervento dopo solo 5 minuti, Malinovskyi è ispirato e scalda i guantoni al numero 1 con una botta di mancino da dentro l’area. Il Lipsia però è accorto e quando riparte fa malissimo. Laimer fa un contro movimento nella propria metà campo e viene lanciato in campo aperto, si fa 50 metri fino all'area bergamasca e serve Nkunku, destro che tocca il palo ed entra in rete.

Vantaggio dei tedeschi, troppo lenta la difesa neroazzura, infilata di fatto da un passaggio solo. L’Atalanta accusa il colpo, soprattutto dal punto di vista mentale: i padroni di casa non sembrano avere la concentrazione giusta per una partita del genere, specialmente Boga, che durante la prima frazione combina poco. Al 36’, Zapata serve a rimorchio Koopmeiners, il suo tiro di mancino viene però murato. La risposta dei Tori Rossi arriva sullo sviluppo di un corner, Laimer dialoga al limite con un compagno (e la difesa ferma) e va al tiro ma calcia male da buona posizione. Una percussione di Boga chiude 45 minuti giocati in modo troppo apprensivo da parte dei bergamaschi, che dimostrano di soffrire in difesa senza trovare spazi in attacco: meglio Malinovksyi, non bene i suoi compagni di reparto.

La mancanza di intensità dei bergamaschi si trascina anche nella ripresa. Al 50’ l’episodio che fa discutere. Punizione dai 25 metri, Koopmeiners calcia colpendo la barriera, l’arbitro fischia fallo di mano di Henrichs (fallo abbastanza discutibile) e comanda un’altra punizione, ma da limite dell’area. Se ne incarica Malinovskyi, però il risultato è lo stesso: respinta della barriera. I giocatori orobici protestano e il direttore di gara viene mandato all’on-field-review: le immagini evidenziano un tocco con il braccio vistoso, ma Mateu Lahoz osserva a lungo l’episodio al monitor e non concede rigore. Una scelta molto discutibile, perché il tocco c’è ed avviene con entrambe le mani che ampliano il volume del corpo.

Due minuti dopo, Palomino contiene un avversario in area e fa sfilare la palla per Musso in uscita, che però manca clamorosamente la sfera, riuscendo a salvare in un secondo momento su Laimer. Gasperini fa entrare prima Muriel, poi Miranchuk e Scalvini, ma alla Dea manca ritmo in attacco e Gulacsi non deve mai parare. Hateboer si inserisce sul secondo palo su un cross dalla sinistra ma in spaccata manda alto, poi Nkunku penetra in area e chiama Musso alla parata ravvicinata. Il numero 18 si conferma mattatore della serata al 86’: movimento in area, riceve palla, Musso in uscita avventata (non è la prima volta) lo stende e l’arbitro fischia rigore. Lo stesso Nkunku incrocia con il destro e dagli 11 metri porta il Lipsia in semifinale di Europa League con la doppietta dello 0 a 2 finale.

Una prova, quella della Dea, globalmente inferiore a quanto mostrato una settimana fa in Germania.  Al netto dell’errore arbitrale, con l’assurda giustificazione che l’avambraccio destro del giocatore avversario è aderente al corpo (ma la mano no), i difetti dell’Atalanta sono emersi tutti in una volta. Dai gol presi su situazioni veloci, in cui la difesa rincula male, alla grandissima sterilità in attacco, dove la luce non si accende praticamente mai, con Boga davvero troppo evanescente. I tedeschi hanno saputo sfruttare al meglio queste debolezze e meritano, nel complesso, il passaggio del turno.

Eliminati dalle Coppe, ai bergamaschi non resta che tentare la rincorsa in campionato, quantomeno per guadagnarsi un posto in Europa per la stagione successiva. Si riparte ancora dal Gewiss Stadium, dove sarà ospite l’Hellas Verona per la partita di Pasquetta. Servirà un cambio di rotta per finire al meglio il cammino in Serie A: la stagione può ancora dare gioie, ma con un atteggiamento diverso.

Foto: Alberto Mariani

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